da “I sentimenti dell’insalata” di Ginevra Lamberti

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da I sentimenti dell’insalata
di © Ginevra Lamberti

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Sarà stato il duemilaecinque.
Una sera ero con degli amici fuori da un locale che in realtà era una pizzeria riassettata a locale per giovani fattoni che andavano ad ascoltare altri fattoni che suonavano ska-core sfigurandosi di alcol. Si chiamava Quadro Elettrogeno.
Non è durato molto in quanto se c’era una cosa che il proprietario non poteva tollerare era di lavorare tanto. Dietro al bancone e dietro ai suoi baffi, Endrigo lo capivi subito che più gente entrava e gli chiedeva cose da consumare e più la sua faccia si incarogniva. Ho supposto all’epoca che si trattasse di un austero intellettuale di altri tempi, poco avvezzo alle leggi del mercato e ancor meno incline a tollerare il degrado delle nuove generazioni. Mia madre ha poi spiegato che Endrigo se lo ricordava quando erano ragazzi, e il fatto è che semplicemente era dall’alba dei tempi che non aveva voglia di fare niente.
Comunque dicevo che una sera in cui il Quadro Elettrogeno esisteva ancora fiorente, stavo parlando con un amico, quando a un certo punto arriva un tizio ubriaco con cappellino visierato e pantaloni strappati. Ci da una spilletta con su scritto Movimento Veneto per la Denascita. Ci guarda entrambi, poi guarda il mio interlocutore e indicandomi dice ma tu ti rendi conto che questa qua fra qualche anno c’è caso che fa un figlio? Dobbiamo estinguerci, dice.

A quarantacinque anni di distanza da quella sera nutrirci tutti si è rivelato impossibile. Non si può dire che non ce l’aspettassimo.
Quello che nessuno si sarebbe mai aspettato è che saremmo riusciti a trovare delle soluzioni alternative alle guerre civili, mondiali, batteriologiche, nucleari. Non è chiaro come dal basso verso l’alto abbia iniziato a prendere forma quello che i libri di storia contemporanea chiamano Il Vento del Buon Senso, ma i più sostengono che tutto cominciò a cambiare in meglio da quando Gianni Morandi fu proclamato Papa.
Il Vento del Buon Senso è il movimento che ha gettato le basi per l’elaborazione del Metodo.
I teorici del Metodo inizialmente ritennero opportuno di prendere in considerazione i deliri dei ragazzini coi pantaloni strappati e dei loro mentori, e di proporre l’interruzione volontaria e controllata della proliferazione della specie umana. Arrivare ad una conclusione positiva delle trattative fu impossibile, nessuno sui grandi numeri avrebbe potuto accettare un simile cambiamento se non a prezzo di quei soprusi e quelle violenze che Il Metodo si era ripromesso di lasciare indietro per sempre.
Si decise allora di lavorare su massicce campagne educative volte ad un cambiamento radicale dell’alimentazione e all’incoraggiamento della formazione di famiglie omogenitoriali. Allo stato attuale delle cose l’adozione è una pratica obbligatoria per tutti i tipi di coppie ed anche per i singoli che desiderino crescere una creatura, almeno per quanto concerne il primogenito.
Dopo una parentesi dapprima vegetariana e in seguito vegana che riscosse un insperato successo, qualcuno iniziò ad interrogarsi riguardo i sentimenti dell’insalata, e il cibo smise di esistere nella sua versione organica. Si provò da principio ad eliminarlo del tutto sintetizzando in provette e compresse tutto ciò di cui il corpo umano abbisogna. Tecnicamente la pratica funzionò, ma si decise di fare un passo indietro notando come le persone ed in particolare i popoli provenienti da Bacino del Mediterraneo, Medio Oriente e Sud Est Asiatico, privati di questo rito, si immalinconissero irrimediabilmente.
Il Metodo è in continua evoluzione, lo stanno ancora studiando. L’assunto da cui partono gli studi è che siamo consapevoli del fatto che niente è perfetto.
La nuova religione è la Fisica (che ha dunque smesso di essere definita scienza per questioni di marketing) con una netta predominanza di fedeli per quanto riguarda quella quantistica. In modo analogo alla questione delle messe in latino, la maggior parte delle persone a dire il vero non ci capisce molto, ma rispetto alle fedi precedenti ha il vantaggio di essere l’unica vera religione dell’amore. Questo vale soprattutto per i fedeli più anziani, che basano il loro culto sulla visione di Stargate e semplificano la teoria dei multi versi concludendo che questa in potenza legittima tutte le altre fedi e anche quelle non esistenti. A quarantacinque anni di distanza, senza più lotta per il cibo, con una dieta povera di carni rosse (che comunque sono farlocche, cioè inorganiche) e nessuna scusa teorica né pratica per bisticciare, la gente è in effetti più calma. Anche un po’ più annoiata e meno creativa, ma sulla questione del divertimento e del brivido dati dal paradosso e dalla negazione del negativo i teorici del Metodo stanno ancora lavorando.
Mi soffermerei anche sulla brillante risoluzione delle questioni energetiche, idriche e di smaltimento dei rifiuti, ma ho settantacinque anni ed ho studiato lingue morte, nel senso che ora tutti parlano l’Indondese, un idioma nato dallo sciagurato incontro tra Indonesiano e Thailandese. Dicevo che ho settantacinque anni e ho studiato lingue morte, delle cose scientifiche non è che ne abbia mai capito molto.

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La versione integrale di questo racconto è uscita sul nr. 01 di Scottecs Megazine, trimestrale di fumetti e roba buffa di Sio, edito da Shockdom da febbraio 2015:
http://www.scottecsmegazine.com/#scottecs-megazine

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Ginevra Lamberti nasce nel 1985 e viene da Vittorio Veneto e da Roma. Al momento vive a Venezia, dove lavora come copywriter; collabora anche con l’Associazione Culturale Flat di Mestre. Dal 2009 cura il blog http://inbassoadestra.wordpress.com, diario della sua esperienza di studio in Russia. Ha pubblicato racconti, tra gli altri, per la rivista letteraria “Nuovi Argomenti” (Mondadori), per “Linus” e per “Scottecs Megazine” (Shockdom). A seguito del corso di scrittura creativa Pordenonescrive 2012, tenuto da Alberto Garlini e Gian Mario Villalta, presenta, tra sei selezionati in tutta Italia, un racconto inedito nell’ambito dell’incontro “Roland”, svoltosi nel corso del festival letterario Pordenonelegge 2012. Il racconto in questione diventerà il primo capitolo del suo primo romanzo, in via di pubblicazione nel 2015 per la casa editrice Nottetempo.