proSabato, Gianni Rodari, La febbre mangina

Quando la bambina è malata anche le sue bambole debbono ammalarsi per farle compagnia, il nonno le visita, prescrive le medicine del caso e fa loro moltissime iniezioni con una penna a sfera.
– Questo bambino è malato, dottore.
– Vediamo un po’. Eh sì, eh già. Mi pare che abbia una buona brontolite.
– È grave?
– Gravissimo. Gli dia da bere questo sciroppo di matita blu e gli faccia dei massaggi con la carta di una caramella all’anice.
– E quest’altro bambino non le pare malaticcio anche lui?
– Malatissimo, si vede senza cannocchiale.
– E che cosa ha?
– Un po’ di raffreddore, un po’ di raffreddino e due etti di fragolite acuta.
– Mamma mia! Morirà?
– Non c’è pericolo. Gli dia queste pastiglie di stupidina sciolte in un bicchiere di acqua sporca, però prenda un bicchiere verde perché i bicchieri rossi gli farebbero venire il mal di denti.
Una mattina la bambina si sveglia guarita, il dottore le dice che può alzarsi ma il nonno vuole visitarla personalmente, mentre la mamma prepara i vestiti.
– Sentiamo un po’… dica trentatre… dica perepepè… provi a cantare… tutto a posto: una magnifica febbre mangina.

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© Gianni Rodari, Favole al telefono, Torino, Einaudi, 1962

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