Ostri ritmi #7: Mojca Pelcar-Šarf

mojca-pelcar-sarf

Razočaranja

Ni res, ne morem verjeti
vestem tem zloglasnim,
da spet bo tako kot pred dvajsetimi leti.
Ne, ni res, ne morem verjeti…

Demonstracije na ulicah
so kakor divje besede gluhonemcev.

Sami ne čujemo
svoje besede

In to je naš obup.

…..Delusioni

Non è vero, non posso credere
a queste voci maligne,
che di nuovo sarà così come vent’anni or sono.
No, non è vero, non posso crederci…

I comizi nelle vie
sono come parole bestiali di sordomuti.

Non sentiamo
le nostre stesse parole

Ed è questa la nostra disperazione.


***

Sonce se smeje

Krasna si, bistra hči planin,
brdka v prirodni si lepoti,
ko ti prozornih globočin
nevihte temne srd ne moti,
krasna si, hči planin!

Fiuuuuu ena gobica

Fiuuuuu še ena gobica

Il sole sorride

Magnifica sei, limpida figlia dei monti,
sei leggiadra di naturale bellezza,
quando non ti turba dalle chiare profondità
il furore dell’oscura tempesta,
magnifica sei, figlia dei monti!

Fiuuuuu un funghetto

Fiuuuuu un altro funghetto


***

Klic

Si srečal zvok
ki si ga slišal oddaljenega

Čiv-čiv, čiv-čiv
ko se je bližal

Živ-žav, živ-žav
ko je padal

Čiv-čiv, živ-žav
ko je obležal
ko se je spet pobral

Si slišal zvok
ali je kar padal in padal

Čiv-čiv, čiv-čiv
saj nisem jaz kriv,
Živ-žav, živ-žav
če je mož brljav

…..Il richiamo

Hai incontrato un suono
che hai sentito in lontananza

Čiv-čiv, čiv-čiv
quando si avvicinava

Živ-žav, živ-žav
quando cadeva

Čiv-čiv, živ-žav
quando giaceva
quando nuovamente si alzava

Hai sentito un suono
o solo cadeva e cadeva

Čiv-čiv, čiv-čiv
non è mica colpa mia
Živ-žav, živ-žav
se l’uomo è miope

***

Rdeča raketa

Ne vem zakaj ljudje
na luno si žele
po mojem so tako
že nekaj let za njo

Il razzo rosso

Non so perché le persone
puntino alla luna
secondo me così le sono
già di alcuni anni indietro


***

Sferično zrcalo

Včasih, čeme v svoji šentviški sobi,
lubčka reče moj sin
in se sklonim
in mi obesi okrog vratu čudno stvar
na kateri piše z otroško pisavo
UMETNI KURAC
……………………………..FLOR
……………………………………………………ARS HIPPOCRATICA

Specchio sferico

A volte, assorta nella mia camera a Šentvid,
bacetto dice mio figlio
e mi inginocchio
e mi appende attorno al collo una strana cosa
su cui è scritto in una grafia infantile
CAZZO ARTISTICO
…………………………………NASTRO
………………………………………………………ARS HIPPOCRATICA

_____
Fonte: Mojca Pelcar-Šarf, Napis nad mestom (Una scritta sulla città), Institute P.A.R.A.S.I.T.E., Ljubljana 2004

© Traduzioni a cura di Amalia Stulin

Mojca Pelcar-Šarf nasce nel 1977 a Šentvid pri Ljubljani, un centro un tempo indipendente, ora diventato parte della capitale slovena. Gran parte della sua attività poetica, ovvero le raccolte in lingua inglese Knife, Woman, girl, babe e Airports, uscite tra il 2002 e il 2004, si svolge in Inghilterra; attualmente vive a Londra, dove ha lavorato nel campo dell’editoria e dove continua a occuparsi di ricerca letteraria, operando attivamente nel panorama culturale londinese attraverso l’adesione al movimento letterario “ersatz”. “ersatz” vuole essere soprattutto un’occasione di riflessione sul ruolo dell’individuo nella società, che diventa specificatamente donna (secondo l’interesse dell’autrice per il femminismo degli anni ’80) nella poesia di Pelcar-Šarf. “ersatz” promuove anche una valorizzazione delle culture letterarie particolari e non è un caso che solo dopo diverse esperienze l’autrice proponga una raccolta nella sua lingua madre, Napis nad mestom (2004), come a riprendere contatto con una lingua ancora viva e vissuta, ma forse un po’ intimorente come quella delle proprie origini. La sperimentazione è la principale cifra stilistica nella produzione di Pelcar-Šarf, che non esita a “profanare” (o forse, al contrario, celebrare) testi fondanti la letteratura slovena: in Razočaranja (Delusioni) fa il verso al poeta della resistenza Kajuh (già proposto in questa rubrica), nella prima strofa di Sonce se smeje (Il sole sorride) ritroviamo i versi con cui Simon Gregorčič, a fine Ottocento, celebra la bellezza del fiume Isonzo. L’autrice sembra sentirsi erede di un patrimonio estremamente vario, ma è soprattutto l’eco dell’ultima poetica di Kosovel a farsi sentire.
Mojca Pelcar-Šarf ha collaborato con Marco Nereo Rotelli nell’installazione Isola virtuale alla Biennale di Venezia del 2005 e con il P.A.R.A.S.I.T.E. Museum of Contemporary Art e la P74 Gallery di Ljubljana, realtà ormai affermatesi come tra le più influenti nel panorama artistico contemporaneo d’Europa.

© Amalia Stulin

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