-

La violenza delle cose che curano
Continua a leggere: La violenza delle cose che curanoDi Annachiara Mezzaninie Annachiara Atzei “È strano dire la verità. Somiglia al punto di contatto tra la bocca delle sanguisughe e la pelle del corpo. È come un punto di carne che una volta reso insensibile dalla saliva delle sanguisughe facilita il passaggio da un essere all’altro. E alla fine resta il fatto…
-

Serve l’horror per raccontare il nostro tempo: l’esempio di Spazio Negativo
Continua a leggere: Serve l’horror per raccontare il nostro tempo: l’esempio di Spazio NegativoDi Antonio Potenza “All of the best parts make you sorry All of the worst parts make you strong And Satan is waving Satan is waving with Halloween candy” Satan, Andy Shauf Quando mi mancavano poco meno di trenta pagine alla fine del libro era ancora agosto e la luce era tremenda e…
-

Anne Carson e la poetica del restare
Continua a leggere: Anne Carson e la poetica del restareDi Simone Vero Sono giorni di limbo. La notizia della vittoria del Premio Nobel per la Letteratura da parte di Anne Carson mi prende alla sprovvista, rivelando una mia insufficienza. Mi rendo conto di non avere in casa neanche un suo testo e di averne letti pochissimi, solo di traverso, solo di passaggio. Mi…
-

Il tuo dolore non è abbastanza – Violenza ed estetica tra Schomburg, Villa e Fusinato
Continua a leggere: Il tuo dolore non è abbastanza – Violenza ed estetica tra Schomburg, Villa e FusinatoDi Giuseppe Cavaleri In Sacrificio, ultimo lavoro di Andrej Tarkovskji, a un certo punto Alexander, l’intellettuale in crisi protagonista del film, parla del giardino nella vecchia casa della madre. In un lungo monologo racconta di come, mettendosi faccia a terra, aveva potato i rami, strappato le erbacce, insomma riportato il giardino alle condizioni di…
-

Anti-archeologia di una scomparsa – Su Quello che non si può dire di Dorothee Elmiger
Continua a leggere: Anti-archeologia di una scomparsa – Su Quello che non si può dire di Dorothee ElmigerDi Giammarco di Biase È difficile trovare due canadesi in una foresta tra Panama e Colombia. Ancora più difficile è trasudarle, trovarle nel “contesto”. Pretendere la giusta distanza, come accennerebbe un film di Mimmo Calopresti. Quasi impossibile è trovare un altro capolavoro, un libro forse nato leggendone un altro: La conquista dell’inutile di Werner…
-

Maschio, sostantivo provvisorio – Su Fare il ragazzo di Jérôme Meizoz
Continua a leggere: Maschio, sostantivo provvisorio – Su Fare il ragazzo di Jérôme MeizozDi Maria Teresa Rovitto A partire dagli anni Settanta l’attenzione sulla costruzione della maschilità è divenuta sempre più oggetto di indagine da un punto di vista scientifico e, in seguito, oggetto di maggiore interesse letterario. Nel romanzo Fare il ragazzo, di Jérôme Meizoz – vincitore del Premio svizzero per la letteratura nel 2018 con…
-

Insegui le civette bianche – Il desiderio in María Luisa Bombal
Continua a leggere: Insegui le civette bianche – Il desiderio in María Luisa BombalDi Beatrice Fagan «Al matarlo mataba mi mala suerte, mataba mi chuncho» Il 21 gennaio del 1941 una donna poco più che trentenne percorreva le strade di Santiago del Cile per raggiungere un lussuoso hotel del centro. Varcate le porte, attese nell’atrio l’arrivo di un uomo. Quando l’uomo apparve, la donna estrasse…
-

Something about “Give me danger”
Continua a leggere: Something about “Give me danger”Di Giulia Bocchio Chi scrive vive in modo diverso da chi non scrive, ma muore come chiunque altro Non capirò mai che fine fa davvero il tempo che quotidianamente baratto in nome dello scrolling infinito. Cosa mi dà in cambio, cosa mi sottrae un esercizio d’assuefazione passiva che non mi porta davvero…
-

Anne Carson e la filosofia dell’urlo femminile
Continua a leggere: Anne Carson e la filosofia dell’urlo femminileDi Giammarco di Biase Il suono forse ci ricorda i nostri morti, è una presenza immateriale di coniugazione remota, imperfetta. Qualcuno dirà (e l’ha provato sulla sua pelle) che ha paura di non memorizzare più la voce di, adesso uno spettro, un demente della terra, suo padre. Demente perché quel suono non può sostituirlo…
-

Quando Philip Roth incontrò il suo doppio
Continua a leggere: Quando Philip Roth incontrò il suo doppioDi Mauro Massari Case basse, famiglie serrate come denti, la lingua che passa dallo yiddish all’inglese senza troppi complimenti. In mezzo, un ragazzo che osserva tutto con un’attenzione maniacale, quasi offensiva. Siamo a Newark, fine anni Quaranta. Philip Roth cresce lì, dentro una comunità che gli offre identità e allo stesso tempo lo soffoca.…