Luigi Bernardi – Crepe

crepe

Luigi Bernardi – Crepe – Il Maestrale – pag. 240 – € 16,00
(in libreria da domani 13/03)

Prendete questi cinque nomi: Amanda, Arturo, Armida, Gregorio e Orfeo, mettete le cinque persone corrispondenti nello stesso condominio. Questo condominio poi, così com’è, mettetelo in una via a pochi metri dalla stazione ferroviaria di una città italiana. Fate che questa città sia Bologna e che in stazione si stia lavorando a un cantiere dell’Alta Velocità. Avete tutti gli ingredienti, ora però non fate più niente, eccetto leggere la storia che questi elementi insieme andranno a raccontare. Storia che per nostra fortuna Luigi Bernardi ha scritto come si deve e come sempre si dovrebbe. Siamo partiti dai nomi perché i nomi sono importanti e questi nomi non comuni ma non astrusi, sono bei nomi. I nomi contano, fanno parte dei personaggi e al lettore i personaggi devono piacere. Tutti. I personaggi sono amati soltanto se nascono come lo scrittore li ha immaginati. Quindi quel “devono piacere” non significa che devono essere come il lettore vorrebbe ma come lo scrittore ha voluto. A quel punto il passaggio è automatico. Bernardi, proprio qualche giorno fa, in un incontro pubblico a Bologna ha ricordato: <<io penso a rispettare storia e personaggi, sono loro i miei datori di lavoro. Non il lettore.>> E ancora, diversi mesi fa, in una chiacchierata pubblicata proprio qui su Poetarum affermò: <<Per quello che scrivo, sono costretto a non pormi troppe domande rispetto al lettore. Altrimenti scriverei quello che vuole lui. E allora mi accontenterei di diventare uno scrittore ideale.>> Idee chiare. I cinque attori principali vivono nello stesso condominio, condominio vicinissimo alla stazione di Bologna. Piccole crepe che si aprono sulle pareti, finestre che non si chiudono bene, preoccupazione, attesa, incroci personali e umorali. Fin qui niente di strano. Poco distante dal condomino si scava nel sottosuolo:  l’Alta Velocità che tutti vogliono passa per Bologna. Le crepe nei palazzi sono in realtà un peso sostenibile e le manifestazioni di protesta organizzate nel quartiere, somigliano alle sagre e come le sagre come vero obiettivo hanno quello di distrarsi. Le crepe che interessano l’autore sono, naturalmente, quelle che si aprono nelle vite dei personaggi. Ci sarà chi le sconterà e chi in qualche maniera saprà sottrarsi. Quali saranno le crepe di Amalia giovane e bellissima giornalista? Lei che vuole il grande articolo, qualcosa che la porti lontano dalle beghe da piccolo Quotidiano  sarà destinata a incontrare il peggio della vita, come accade sempre, sotto casa. Roba da cronaca locale. Le crepe di Arturo ricco farmacista, amante di Amalia e padre di Orfeo. La velocità con cui la realtà lo metterà di fronte ai cambiamenti lo disorienterà e lo costringerà a porsi domande che avrebbe dovuto farsi da secoli. Armida, la dolce signora Armida, che da anziana avrebbe diritto alla lentezza come guadagno. Le sue crepe verranno dagli affetti che si preparano a condizionarle gli ultimi anni di vita e dalla nostalgia: “Il problema è che alla loro età non si sa più di cosa parlare. Il presente è fatto di cose che mettono tristezza, il passato spesso fa venire il magone, e allora non rimane che farsi gli affari degli altri perché i propri è meglio tenerseli per sé.” Abbiamo poi i due personaggi più controversi e interessanti: Gregorio e Orfeo. Gregorio difenderebbe la sua solitudine e il diritto ai suoi sogni ad ogni costo. Compra appartamenti doppi su pianerottoli vuoti, calcola come guadagnare dall’Alta Velocità. Mente nell’ambito della propria professione. Tutto per continuare la vita parallela che ha inventato. Orfeo che dovrebbe essere l’odioso, il ragazzino insoddisfatto, deluso dal padre e dagli esseri umani in genere. Amante degli spazi aperti e dell’architettura, dell’ingegneria e della chimica. Le sue crepe hanno origini lontane e andranno di riflesso a intaccare altre vite. La conquista del suo amato spazio ha un prezzo che Orfeo ha messo in conto ed è pronto a pagare. Orfeo che comprenderemo nonostante i suoi spigoli e le sue scelte. Luigi Bernardi usa un fattore esterno, come l’Alta Velocità, come innesco ma ciò che gli interessa raccontare è il disorientamento di questi giorni, di come gli eventi mutino il corso delle vite di poco o di molto, di come il caso conti ma anche di come l’uomo vada a determinarlo. Di come alle volte basta un niente per rivelare tutto anche agli occhi più ciechi. Crepe è un bellissimo romanzo che ricorda a tutti lo scopo principale della narrativa e del narratore: raccontare delle storie, scritte bene.

(c) Gianni Montieri

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2 commenti su “Luigi Bernardi – Crepe

  1. Come lettore e come autore ringrazio Bernardi per le frasi che ha pronunciato a Bologna. Tenere fede a quella premessa vuol dire fare un lavoro di valore, “il passaggio è automatico”.

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