Solo 1500 n. 88: Li ho visti

tram milano - foto google

Solo 1500 n. 88: Li ho visti

Li ho visti questi cento tizi eletti in Parlamento, li ho visti in Corso di Porta Vittoria, davanti al Tribunale di Milano. Li ho visti a pochi metri da Piazza Cinque Giornate. Le ho viste nei loro tailleur. Li ho visti nei loro completi blu. Nelle loro facce grigie. Li ho visti puntare il dito  in faccia ai giornalisti, a mo’ di “non ti azzardare”. Ne ho visto uno dire: «Sono sereno.» Ne ho visto una dire: «Lei che ne sa del fatto che non fosse la nipote di Mubarak.» Ne ho sentito uno al microfono ribadire una serie di principi, di rispetto delle Istituzioni, di difesa della Costituzione. Lo ribadiva mentre faceva il contrario. Lo ribadiva e aveva un’aria peggiore di Lazzaro prima dell’ordine: “Alzati e cammina”. Li ho visti tutti e provato pena per noi. Nonostante tutto non ci meritiamo quest’arroganza, quelle facce. Nonostante tutto non ce li meritiamo, ho pensato. Non voglio questa gente davanti al Tribunale della mia città. Allora ho immaginato che passasse lì davanti il Tram n. 27, che qualcuno li caricasse tutti, che il tram proseguisse la sua strada solita ma che poi lungo binari immaginari andasse oltre. Oltre Mecenate, oltre la Est. Giù fino al carcere di Opera, anzi no più in là verso la Ovest fino all’inceneritore Amsa. A quel punto loro sarebbero scesi dal Tram spaventati, consapevoli di dover morire carbonizzati, ma noi li avremmo guardati negli occhi e gli avremmo detto: “Niente paura”. Poi li avremmo lasciati lì in mezzo alla monnezza tutta la vita ad aspettare un turno che non sarebbe mai venuto.

Gianni Montieri

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15 commenti su “Solo 1500 n. 88: Li ho visti

  1. grande! sei tutti noi. e grazie perché hai ancora forza per l’ “indignatio”, cosa che io sento scemare di giorno in giorno, sopraffatta dalle porcate

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    • vedere la faccia di Alfano che millanta di difendere la Costituzione è il più grosso ossimoro mai concepito da che esiste la parola: ossimoro.
      grazie lucia

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  2. “li ho visti tutti e provato pena per noi” … sì, quanto è vero e quanta mia bandiera sventoli. Grazie, Gianni. Un regalo, questo tuo, grazie.
    c.

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  3. L’indignazione è sacrosanta, un punto di partenza necessario (da solo non sufficiente a garantire il proseguimento). Forse ce li meritiamo, invece, io per primo, ma so questa mia opinione essere abbastanza impopolare tra coloro che non hanno mai sostenuto il boss di Arcore, come non l’ho fatto io. Questi qui sono una metastasi, ma non sono il cancro originale. Non sono il problema più grande, oggi, anche se è difficile osservarli, come ha fatto Gianni, senza provare conati di vomito. Questi gentiluomini e gentildonne, questa feccia, sono il falso bersaglio che devia una supposta – e non nata – reazione popolare dai veri obiettivi. Lo stesso motivo per cui si è lasciato crescere il M5S, “l’alternativa” fabbricata ad hoc dai veri poteri.. Un bel pezzo, Gianni.

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    • Come sai sono d’accordo con te Gino, se rileggo questo pezzo penso che la fantasia sia stata più forte dell’indignazione. Perché mentre da incazzato scrivevo ho visto chiaramente l’immagine di questo tram che se li portava via quasi volando, come in un cartone animato. Un cartone animato abitato da stronzi

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  4. Il tragico è che ci dobbiamo confrontare con la realtà di milioni di “persone” che li hanno votati per la quarta volta ; prendere atto che il degrado è di proporzioni enormi , che questa barbarie ha valenza antropologica , è diventata “cultura”.
    Si può e si deve reagire come in questo caso , con questo segnale di civiltà , e se ci riusciamo con una poesia che faccia il contropelo ai tempi di m. che ci tocca vivere .

    leopoldo attolico –

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  5. alla radio, rai tre, ho sentito alcuni commenti interessanti sullo stato delle cose. un paio almeno: che il problema di chi vota – e/o difende – berlusconi deve diventare un problema “loro”, non nostro: che la cosa sia chiara, netta, senza ambiguità; che il fatto che una cospicua parte di italiani si riconosca in questo modo di intendere non va assunto come un diritto ad essere ascoltato: chi nega la costituzione e il diritto non ha lo stesso diritto di chi sta dentro le regole: neanche se rappresentasse la maggioranza 50+1. questo per rispondere al paciere pacioso napolitano.
    (un po’ come quando si tenta – reiteratamente – di mettere sullo stesso piano i morti per la resistenza e i morti per la repubblica di salò, solo perché sono morti)

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    • “chi nega la costituzione e il diritto non ha lo stesso diritto di chi sta dentro le regole: neanche se rappresentasse la maggioranza 50+1”

      esattamente

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  6. Beh, caro Gianni, questa ce la potevi davvero risparmiare!
    Sai che cosa mi ha davvero colpito di questi militanti nuovi in Parlamento? Se mi avessero eletto e sapessi di dover entrare nella Camera dei Deputati tra qualche giorno, io, proprio io che manco conosco gli articoli della Costituzione italiana, tra tutti i codici e i regolamenti che fino a notte fonda mi dovrei studiare e imparare, ma cribbio, dove troverei il tempo per andar fuori, una o due o tre sere, a festeggiare con gli altri eletti?! Mi verrebbe lo sconforto di fronte alla mia immensa impreparazione! Come potrei trovare in me l’animo giusto per brindare? Cavolo, che responsabilità dover dare l’esempio senza far figuracce! Mi verrebbe la tremarella, altro che voglia d’una pizza insieme! O mi sbaglio?

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    • Caro Renato,

      veramente qui ho parlato dei 100 del PDL schierati fuori dal Tribunale di Milano in nome di Silvio

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