I poeti della domenica #433: Michele Sovente, Rudera/Ruderi

 

Rudera

Ex imis humi larvis
ex altis umbris parvis
temporis labor erumpit
vitaeque cruor incumbit
iactura est scissura
formarum se volventium
ad mortem ad silentium
at motus vocat per cava
lucis fragmenta at eathera
nubilaque vorat motus usque
ad mentis montisque culmina
(linea improviso exacta
est tabula tanges compacta
phantasmata futura…)
et crescit in dies scriptura
astra perempta exhalans:
rudera historiae obscura
sub sole alte loquuntut.

 

Ruderi

Dalle remote larve della tetra
dalle anguste-alte ombre
la fatica schizza del tempo
e la linfa cupa del vivere
tra erosioni e deflagrazioni
si evolvono forme verso
la morte il silenzio
ma il moto elettrizza squame di luce
per la cavità e polverizza etere e nubi fino
al delta del pensiero e dell’orizzonte
(d’improvviso spalanca la geometria
ai fantasmi futuri la via
e l’alto e il basso abitano lo stesso piano)
e si addensa vieppiù nei giorni la scrittura
che cattura le meteore del passato:
sotto il sole – lassù – a perdifiato
parlano i ruderi oscuri della storia.

 

© Michele Sovente, Cumae. Edizione critica e commentata a cura di Giuseppe Andrea Liberti, Fonti e Commenti, Quodlibet, 2019

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