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Se tutto il grande cinema è cinema d’amore – Nolan, i Mondiali e il vuoto
Continua a leggere: Se tutto il grande cinema è cinema d’amore – Nolan, i Mondiali e il vuotoDi Gabriele Doria Ogni volta unica, la fine (del mondo). Ogni volta unico, l’amore (per il cinema). O anche: interrogarsi – durante il film – su quanto tutto ciò che (mi) distrae dalla visione – impegni presi, non mantenuti, mancanze, assenze, ritorni, il conto alla fine, della fine – attraversi ciò che sto guardando.…
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La campagna dopo l’idillio – Edera e altre vergogne
Continua a leggere: La campagna dopo l’idillio – Edera e altre vergogneEdera e altre vergogne, la raccolta con cui Leonardo Fortino esordisce per Interlinea, si presenta fin dal titolo come un libro costruito sulla frizione fra un elemento vegetale che avvolge e soffoca insieme, e una condizione di esposizione, quasi di nudità forzata, che percorre l’intero percorso in versi senza mai risolversi in una sintesi pacificata.…
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Cosa (e chi) leggere in ferie: piccola biblioteca provvisoria
Continua a leggere: Cosa (e chi) leggere in ferie: piccola biblioteca provvisoriaCome ogni estate, ci siamo chiesti quali siano davvero le storie che vale la pena portarsi in vacanza (o riscoprire sul divano di casa). E quindi, ecco i consigli della redazione Poetarum: come sempre, non si tratta dei “libri dell’estate”, né di una classifica dei migliori, ma di letture capaci di lasciare una traccia, di…
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L’arte del racconto – La pasta asciutta
Continua a leggere: L’arte del racconto – La pasta asciuttaSe i ricordi hanno fame, vanno alimentati. E per noi, questo significa raccontarli. I frammenti di ciò che siamo stati si nascondono nei profumi di una cucina, nella stoffa lisa di un cappello, nella voce di chi ci ha amato. Restano lì, immobili, mentre tutto il resto cambia forma, finché qualcuno non pronuncia finalmente un…
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«Scrivere è imparare a lasciare spazio al lettore» – Intervista ad Andrea Deiana
Continua a leggere: «Scrivere è imparare a lasciare spazio al lettore» – Intervista ad Andrea DeianaA cura di Annachiara Atzei “Ritorno al centro e per farlo asciugare più in fretta soffio sull’ultimo pensiero incollato UNA SOLA È LA LINGUA dice” Andrea Deiana, Strappami alla notte In equilibrio tra il dire e il non-detto si muove la prosa di Andrea Deiana, che in Strappami alla notte, appena uscito per l’editore…
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La nostalgia prima della nostalgia – Giocattoli che sognano il cinema
Continua a leggere: La nostalgia prima della nostalgia – Giocattoli che sognano il cinemaDi Gabriele Doria This isn’t flying, this is falling with style. Storie di soldati: perché non c’è gioco come il massacro, e non c’è massacro come la memoria. Impastato di memoria (anche, ma non solo, cinematografica), il primo Toy Story aveva la genialità – e si potrebbe dire la furbizia – di giocare…
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L’arte del racconto – Anima
Continua a leggere: L’arte del racconto – AnimaAvremmo potuto riportare qui, riga dopo riga, le precise motivazioni che hanno condotto la giuria del Premio Radici Urbane Festival II edizione alla selezione di Anima per la sezione L’arte del racconto. La verità è che questa è una storia che ha bisogno – per esistere e poter essere narrata – di arrivare all‘essenza delle…
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Il confine tra scomparire e restare – Vittorino Curci e Tommaso Di Dio
Continua a leggere: Il confine tra scomparire e restare – Vittorino Curci e Tommaso Di DioRubrica a cura di Annachiara Atzei “Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto si conosce e…
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Anne Carson e la filosofia dell’urlo femminile
Continua a leggere: Anne Carson e la filosofia dell’urlo femminileDi Giammarco di Biase Il suono forse ci ricorda i nostri morti, è una presenza immateriale di coniugazione remota, imperfetta. Qualcuno dirà (e l’ha provato sulla sua pelle) che ha paura di non memorizzare più la voce di, adesso uno spettro, un demente della terra, suo padre. Demente perché quel suono non può sostituirlo…
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Quando Philip Roth incontrò il suo doppio
Continua a leggere: Quando Philip Roth incontrò il suo doppioDi Mauro Massari Case basse, famiglie serrate come denti, la lingua che passa dallo yiddish all’inglese senza troppi complimenti. In mezzo, un ragazzo che osserva tutto con un’attenzione maniacale, quasi offensiva. Siamo a Newark, fine anni Quaranta. Philip Roth cresce lì, dentro una comunità che gli offre identità e allo stesso tempo lo soffoca.…