I poeti della domenica #385: Hugo Loetscher, Abbraccio

Abbraccio

Mentre le mie dita ti scompigliano i capelli
altrove esplode un’autobomba
schizzano schegge di vetro
saltano in aria corpi di bambini,

e mentre affondo il viso sotto il tuo braccio
sbatte la porta di una cella,
si spegne l’urlo di un torturato
nei nostri gemiti.

Scambiamo baci
sotto un cielo stellato
che missili mortali
striano di luce:

come rifugio i nostri corpi
abbraccio, tana –
oh se il mio bacio nella tua bocca
fosse per altri pane.

Hugo Loetscher
(traduzione di Annarosa Zweifel Azzone)

 

Umarmung

Wenn meine Finger dir dein Haar durchwühlen,
kracht irgendwo die Autobombe
es splittern Scheiben,
und die Kinder schleudern durch die Luft

und wie mein Kopf auf deiner Achsel ruht,
fällt eine Tür ins Kerkerschloß,
ein Folterschrei erstirbt
in unserem Stöhnen.

Wir tauschen Küsse
unter dem gestirnten Himmel,
durch den Raketen
tödlich ihre Leuchtspur ziehen:

als Zuflucht unsere Körper
Umarmung, Unterschlupf –
ach würd mein Kuss in deinem Mund
für andere Brot.

 

Hugo Loetscher, da: Es war einmal die Welt, Diogenes Verlag, Zürich 2004
Edizione di riferimento: Cento anni di poesia nella Svizzera tedesca, a cura di Annarosa Zweifel Azzone, Crocetti 2013, pp. 170-171

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