I poeti della domenica #308: Silvia Salvagnini, Caramelle

 

caramelle

 

“se parli ti spacco la testa con il tombino
ti faccio nera ti rovino fino a sera
se parli ti spacco la testa
e muori impiccati vai fuori:
ti faccio nera ti rovino fino a sera”
.
.
lecco le caramelle e le incarto
incarto ancora caramelle
e lecco lo specchio con la lingua
con insistenza chiudo il tuo dentifricio
lecco il bordo del tubetto
se sono stata capace di leccarti
ogni sotto, di fotterti ogni fotto
sono capace di leccarti il piatto
.
.
la forchetta che ti ho portato
leccarti la merda del cuscino dormito
leccare abbondantemente i bordi
delle finestre, le mutande che ti raccolgo
ogni mattina, il lembo del lenzuolo
che ti piego accurata
leccare la carta scritta che ti scrivo
per dirti amore non dormo non dormivo
per dirti amore sono sveglia sono viva
sono respiro impulso vivo
ti lecco il polsino della camicia
stirata appesa al manichino
ti lecco il calzino che lasci alla porta dello sgabuzzino
.
.
lecco le chiavi che usi e nascondi e
solo tu usi
lecco l’imbuto del vino, lascio tracce
come quando ti piaceva il collo
l’ascella e infilarmi il coltello.
.
.
tutta in silenzio la casa riposa
mentre sei al lavoro e io sono sola
prima del distacco dello scappare
dello scacco.
.
.
“se parli ti spacco la testa
e muori impiccati vai fuori”:

.
.
ma niente è destinato a finire
la realtà vola via nel palloncino.
“ti faccio nera ti rovino fino a sera”
e niente sembra passare
.
.
e strano nascosto dentro amore
il mio amore rimane.
e vai a fumare.
.
.
ma a niente serve, a niente rimane l’illusione
del sogno mio che non si può giocare, l’illusione
del sogno mio che mi racconti, ma non la posso toccare.
.
.
così adesso sei uscito
e tra poco andrò via, qualche giorno ancora
e filo come una funivia.
.
.
e tutto ti lecco quel che rimane
quel che facevo e non permane
perché solo dentro un filo
come filo di bava di lumaca
è questo segno che coltivo
che era amore amore che nutrivo.
.
.
ma nascosto dietro alle tende
solo addio dice addio/ se sopravvivo.

.

In Il seme dell’abbraccio, Bompiani, 2018.

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