PoEstate Silva #47: Maria Grazia Cabras, da “Bestiario dell’istante”

Mariposa

Tèndere s’arcu:
in cale diressione?
crèschere intro a unu focu
?

Farfalla e lume

Tendere l’arco:
verso quale direzione?
crescere dentro un fuoco
?

 

Anzonedda arcana

Míliu che lampizu
zubale d’umbras

Agnellina arcana 

Balenante belato 
giogo d’ombre

 

La carta la tana
la ratio contraria
Alice e lo speculum
nel viaggio combusto
capo-volti profili calchi abrasivi
orecchie in corsa
consola la selva smarrita

 

Canuto sentiero e canto

una stella e
all’improvviso la siepe

dove va quell’unica certezza
in questa sera così incerta
che riflette andatura e acqua?

 

Quale strato o naufragio
ci spinge a uscire dalla nostra
lingua di terra pelle delle parole
ci avvolge la perdita pura, il seme
vastità senza ritorno
non più abitabile il giorno
il suo firmamento insonne e
l’inganno del corso incerto dei rami

impossibilità del varco
lo svanire della notte
la sua balbuzie sparsa
nella sovranità circolare

 

L’enigma dell’Angelo
lìmbica cadenza di nubi
trapasso

grani-lunario i nostri morti

natura tardiva di prodigi
l’abbaglio che flette

 

Maria Grazia Cabras, Bestiario dell’istante. Poesias in duas limbas, Edizioni Cofine, Roma 2017

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