Antonia Pozzi in Portogallo #2

averno088Si può parlare di fortuna critica di Antonia Pozzi in Portogallo?
Evidentemente sì, se si guarda alla sola piccola ma grande casa editrice Averno, la quale, negli ultimi cinque anni, ha dato alle stampe non solo una scelta di poesie tradotte in portoghese da Inês Diaz, ma ora pure un volume critico a lei dedicato che altro non è se non la traduzione in portoghese di buona parte degli Otto studi su Antonia Pozzi che Matteo M. Vecchio diede alla luce per Ladolfi nel 2012 (seconda edizione, corretta e riveduta, l’anno seguente).
Sorprende una scelta così coraggiosa all’estero per dei contributi critici che qui in Italia, seppur accolti in alcuni casi con sincero entusiasmo, sono presto passati in silenzio per non disturbare il sonno delle “pie donne”, custodi – per autoproclamazione – della memoria e della figura della poetessa suicida (ma guai a parlare apertamente di suicidio, ancora nel 2016!), e del nuovo “priore” che ormai pare monopolizzare ogni possibile lettura della poesia della Pozzi (salvo poi rinfacciarsi vicendevolmente nei propri interventi le mancanze, le pecche, le cantonate, e via discorrendo).
Dietro a questa edizione portoghese, ossia Porque a poesia tem esta missão sublime – Antonia Pozzi (Averno, 2016), che riprende sin dal titolo la seconda edizione degli studi di Vecchio, ritroviamo il poeta-traduttore José Carlos Soares e la traduttrice Serena Cacchioli, da anni impegnata nello studio e nella divulgazione della poesia contemporanea portoghese.
Ma credo, senza mancare di rispetto a nessuno, che questo nuovo progetto sia dovuto all’impegno e alla sincera passione di Soares, già prefatore di Morte de uma estação, l’antologia di poesie della Pozzi scelte e tradotte dalla Diaz (Averno, 2012), cui accennavo in apertura. Ed è come se si chiudesse un primo cerchio, timidamente aperto nel 2012 con l’antologia, che già accoglieva a mo’ di postfazione un primo contributo di Matteo M. Vecchio tradotto in portoghese, portando ora l’attenzione sull’analisi del portato poetico della Pozzi; quell’analisi precisa, filologicamente puntuale, alla quale i lettori di Vecchio sono usi da tempo e che non poche volte ha messo in dubbio alcune letture dogmatiche che da anni si ripetono come mantra e che pare non si voglia mai mettere in dubbio.
Ma il Portogallo è vergine e perciò ricettivo, sicché la posizione ‘eretica’ che questi studi hanno da subito assunto nella vasta tradizione critica italiana, inaugura di fatto sulla sponda atlantica della penisola iberica una nuova era della fortuna europea della ‘eternamente giovane’ Antonia Pozzi, nella speranza che gli sconvolgimenti climatici di questi ultimi decenni portino pure alle italiche sponde qualcosa di quelle correnti atlantiche così sorprendentemente cariche di vita e ricettive.

.

© Fabio Michieli     su Twitter @michielabio

.

4 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...