Solo 1500 Special large version : Poetarum Hospital

Solo 1500 Special large version : Poetarum Hospital

Il solito bianco asettico da sala operatoria, un giorno uguale agli altri a Poetarum Hospital. La programmazione degli interventi è stata organizzata per tempo dallo staff. Lunedì  5 marzo: FM,  complicata chirurgia su testi editi e inediti: perfettamente riuscita. Il tavolo operatorio in formato A4 e l’ambiente informatico sono stati debitamente disinfettati. Il giorno prima inediti di PGV, intervento a cuore aperto, a sorpresa. A cose fatte tutto lo staff sprizzava felicità da tutti i pori, da tutti i versi. E cento, mille altri interventi riusciti. Anime salve. Certo si commettono errori che la passione e il lavoro serio non riescono ad evitare, ma in buona fede. Sappiamo quello che facciamo a Poetarum Hospital. La nostra specializzazione è la “Diffusione capillare del verso attraverso il web”. Lavoriamo on-line 24 ore su 24. Se l’intervento riesce, l’endecasillabo finale, il settenario ricucito, il sonetto salvo, l’ossimoro polmonare, il distico renale, il poemetto a cuore aperto, resteranno ai pazienti anche in  modalità offline. Il buon esito dell’intervento sta nel ricordo che la parola scritta, la parola fatta salva, lascia nel paziente. Anime salve. Teste pensanti. Lo staff sceglie individualmente e liberamente chi, quando e come operare, la priorità è la libertà di scelta. La priorità è la varietà. A ogni nome dello staff corrisponde una faccia, a ogni faccia qualcuno che conosce il valore di ciò che fa, a ogni valore una poesia, a ogni poesia un’idea di mondo. I componenti dello staff anche fuori da Poetarum Hospital si occupano del tempo poetico, parlano in pubblico, organizzano letture informative, sorridono, si preparano, studiano: perché non ci si improvvisa. Nessuno dello staff andrà mai su un palco, davanti a un pubblico, a minacciare una malattia. A promettere una cura. Lo staff lavora gratis, lo fa per futili motivi. Capita di vedere uno dello staff girare con in tasca un libro di Majakovskj, senza vergogna. Un altro parlare (pericolosamente) di Penna e Ripellino davanti a un caffè. Una che, come se niente fosse, scrive poesie sui teatri di guerra. Due che traducono, portando da paesi stranieri cure pericolose e poco sperimentate. Tutti sanno ridere. Ad esempio stamattina mi è parso di sentirli ridere dopo aver guardato un video su youtube. No, no, il contenuto non ha importanza, vabbè c’era uno che leggeva un testo neurologicamente (dovremo seguirlo) delirante e che, si intuiva, di lì a poco avrebbe invaso la Polonia. Di nuovo? Vabbè il neurologo lo convincerà che non è il caso. Insomma si rideva, quando è sembrato di sentire, in sottofondo, una voce appena fuori dal video, la voce era chiaramente quella di Virgilio (Virgilio? Sì, lui) che sussurrava a Dante (Dante, Dante) : non guardare passa oltre. E Dante: ma oltre dove? Io in Polonia non ci voglio andare, fa freddo. E Virglio: Dante! Passa oltre nel senso di lasciar perdere, non vale le tue orecchie un tale scempio, non merita i tuoi occhi un tale buio. E Dante: Oh, mio Virgilio tu mi calmi, tu mi guidi, posso porgerti una domanda? E Virgilio: Dimmi, sommo Dante. E Dante: possiamo guardare i Muppets?

The melting poets

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