Solo 1500 n. 37 – Quella che somiglia a mia nonna

Solo 1500 n. 37 – Quella che somiglia a mia nonna

La signora – zingara – vecchia che somiglia a mia nonna, sta (di nuovo) sulla scala della metropolitana, all’uscita della fermata Duomo lato portici – via Silvio Pellico, che poi è la mia uscita. La signora – zingara –vecchia che somiglia a mia nonna ha un sorriso che non potete nemmeno immaginare per quanto è bello. Lei forse lo immagina che somiglia a mia nonna e mi fa un sorriso che è della stessa dolcezza. Quel sorriso me lo fa prima che io le lasci la moneta, anche quando non le lascio nulla. Certe volte le tocco la spalla. Lei si volta e dall’alto in basso, da sotto al foulard mi dice: Buona giornata. Quelle volte lì mi sento meglio. Finisco di salir la scala mi volto verso il Duomo (che di primo mattino è sempre bello) e mi dico che quella davvero sarà una buona giornata. Certe volte le porto una brioche, il cappuccino è più complicato perché i bar la fanno sempre lunga, che non hanno i bicchieri adatti, allora una volta le ho portato il caffè di Mc Donalds. Chiaro, io non lo berrei mai, ma il bicchiere è comodo e lei la similnonna è stata contenta. Ogni tanto sparisce per settimane e questa cosa mi confonde un po’, perché penso che non tornerà. Fino a oggi è sempre tornata, però. Siccome questa cosa che ogni tanto se ne va mi mette ansia, una mattina glielo ho chiesto, non subito, ci ho pensato un po’ di giorni, perché pensavo che fossero fatti suoi, poi due giorni fa mi sono fatto coraggio e le ho detto: “Mi scusi signora ma lei quando sparisce, ogni tanto, dove va?” e lei mi ha risposto: “Ogni tanto sono stanca”.

Gianni Montieri

10 commenti su “Solo 1500 n. 37 – Quella che somiglia a mia nonna

  1. Ogni tanto è stanca! Ogni tanto è stanca.
    Mamma mia, vado via di qui, vado a fare qualcos’altro, cose che mi tengano occupate le mani e siano stupide, banali, ripetitive. Che siano a terra, ecco sì: vado a lavare i pavimenti, un orizzonte piccolo e opaco. Altrimenti la bellezza oggi mi fa troppo male.

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  2. Già, chissà quante persone oggi, in questo paese ignorante, razzista e xenofobo, in questo paese di “va a lavurà!”, chissà quante persone, dicevo, darebbero lavoro ad una zingara anziana, fosse solo quello di lavare i pavimenti …
    Posso intendere il “vado via di qui” come una promessa?

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  3. ginodicostanzo: Non mi sono spiegata, mi dispiace. La mia era disperazione per la bellezza di un racconto così, per la bellezza soprattutto della risposta di questa signora che assomiglia a una nonna, magari anche alla mia:
    “Ogni tanto sono stanca”.
    Il rifugio è mio soltanto: quello dei pavimenti da lavare.
    Per non potere sopportare la grandezza di una risposta così “Ogni tanto sono stanca” una sintesi semplice e perfetta per una vita difficile, scontrosa, piena di pena. Che mi fa male. Ecco perché vorrei scappare a guardare il pavimento, il mio unico orizzonte oggi.
    Spero di essermi spiegata meglio e mi scuso per aver dato origine a un fraintendimento così grande.

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