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proSabato: Giacinto Spagnoletti, da “Poesia italiana contemporanea”
Continua a leggere: proSabato: Giacinto Spagnoletti, da “Poesia italiana contemporanea”Nel giorno del centenario della nascita di Giacinto Spagnoletti, pubblichiamo un passaggio dall’Introduzione al volume Poesia italiana contemporanea, da lui curato. La redazione Forse è dai risultati di queste analisi ad oltranza che il sentimento della realtà e dell’irrealtà, oggi imperante, ma ancora troppo occupato di quanto deve respingere in zone di cultura, saprà farsi…
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Daniela Scuncia, Poesie inedite
Continua a leggere: Daniela Scuncia, Poesie inediteUna piccola sequenza di versi frammentati e rimanere abbagliati dal «biancore della sclera»; ritrovare in questo biancora una lontana eco delle «toppe di inesistenza […] pronte a farsi movimento e luce» della sereniana La spiaggia. Anche questi versi di Daniela Scuncia «parleranno». Il lascito, l’eredità, il segno, l’impronta; la luce stessa che può venire da lontano…
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I poeti della domenica #432: Maria Luisa Spaziani, La giostra
Continua a leggere: I poeti della domenica #432: Maria Luisa Spaziani, La giostraLa giostra I Transitano primavere in pieno inverno. Il cuore della terra si riscalda. Saltano gli orsi da una lastra all’altra, il mare è traditore. Ubi consistam? Noi, intrappolati nel pianeta impazzito, con potenti radar e telescopi supplichiamo, smarriti, la voragine dei cieli. E come marocchini o tunisini sogniamo un’altra sponda. Ardentemente vogliamo sopravvivere.…
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I poeti della domenica #431: Maria Luisa Spaziani, La polena
Continua a leggere: I poeti della domenica #431: Maria Luisa Spaziani, La polenaLa polena I Io sono la polena che qualcuno ha salvato dalla demolizione di un veliero. Aquila su scialba insegna d’osteria, non fisso più orizzonti né tempeste. Tu che passi sforzati di credere allo slancio delle mie ali spiegate. Ai fianchi dello scafo convergono gli oceani. A me, immobile, i cieli reggono il volo.…
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La costruzione di uno stigma: “L’estate del mondo” di Gabriele Galloni
Continua a leggere: La costruzione di uno stigma: “L’estate del mondo” di Gabriele GalloniLa costruzione di uno stigma: L’estate del mondo di Gabriele Galloni Di Gabriele Galloni si parla tanto già da tempo, per quanto il suo essere un autore precoce e sorprendente sia passato spesso in seconda posizione rispetto a una presenza social di aperto narcisismo, il più delle volte teatrale e divertente, in altre uscite piuttosto…
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“Residenza fittizia” di Alessandro Niero (rec. di Giorgio Pozzessere)
Continua a leggere: “Residenza fittizia” di Alessandro Niero (rec. di Giorgio Pozzessere)Residenza fittizia di Alessandro Niero (recensione di Giorgio Pozzessere) Nell’introduzione al libro di Dmitrij Prigon[1] da lui curato, Alessandreo Niero scrive, tra le altre cose, che “Prigon-poeta costringe, innanzitutto, il lettore a tagliare i ponti con ogni residuo di ispirazione intesa in senso tradizionale, ossia ricollegabile alle propaggini novecentesche (e non ancora morte) di…
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Loriana d’Ari, Inediti
Continua a leggere: Loriana d’Ari, IneditiIl paracadute appeso al ramo, culliamo. Il paesaggio è un falso con un buco al centro: occhi che tarlano, bocca che trama la tela. * È saggezza di funambolo: troppo vero spezza il filo. E barcolli in barbagli, cieco l’occhio che crede svelto il piede che sfiora lo strapiombo di essere intera.
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Mariachiara Rafaiani, Dodici ore (Nota di Sara Vergari)
Continua a leggere: Mariachiara Rafaiani, Dodici ore (Nota di Sara Vergari)Cosa c’è dall’altro lato del mio polso? Mariachiara Rafaiani, Dodici ore, Edizioni La Gru Nota di Sara Vergari Esistere è un incontro, muoversi nel mondo, toccare le esperienze, sentire addosso l’avanzare del tempo, la poesia è un incontro con la consapevolezza del proprio essere qui. La poesia di Rafaiani è un atto di presenza…
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Annamaria Ferramosca, Lettera a Francesco Filia su “L’ora stabilita”
Continua a leggere: Annamaria Ferramosca, Lettera a Francesco Filia su “L’ora stabilita”Caro Francesco, trovo in questa raccolta il perseverare nella tua tormentata ricerca di senso, che qui raggiunge lo stadio più rigoroso ed esacerbato del tuo pensiero di fronte all’esistenza. Questa ti si rivela ormai come ingannevole fiaba senza lieto fine, nella sua vacuità e nel suo ostile metaforico paesaggio di asfalto e muri. E avverto…