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I poeti della domenica #468: Milo De Angelis, Idroscalo

 

Idroscalo

Il ragazzo che si tuffa
in un crawl potente e urta un sasso…
… la ciocca insanguinata…
… la giovinezza prese la forma
di un passo oscuro, di una rosa
appesa alla finestra
“salvami, padre, da quest’ora dolorosa”
la gente saliva, scendeva, cercava
una fune, una cosa
qualsiasi, sputava, gettava in acqua
il suo fazzoletto, ciascuno
parlava all’orecchio
di un altro, diceva
Dio non ha più desiderio,
una volta aveva freddo, Dio, tendeva
le mani per indossare
un cappotto, il primo, anche questo
che è vecchio, guarda,
toccalo, tienilo pure…
un cappotto, capisci, non i velluti
scesi dal cielo, ma questo,
il mio, persino il mio cappotto.

 


da Biografia sommaria (1999), ora in Milo De Angelis, Tutte le poesie (1969-2015), Mondadori, “Lo Specchio”, 2017, p. 266

Una replica a “I poeti della domenica #468: Milo De Angelis, Idroscalo”

  1. Che bella la connotazione correlata tra suoni e immagini tra sibilanti suggestioni del ricordo e martellanti dure realtà.
    Sono legata alla poesia come suono e musica, immagine e senso. Colori e forme : la poesia.

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