PoEstate Silva #29: Fabrizio Bregoli, Da “Zero al quoto”

Ostello degli inguaribili

Scartocciò foglia a foglia quel granturco
come fosse la pergamena attorta
d’una profezia, lo macinò
chicco a chicco fino ad estrarne indenne
la preziosa filigrana, l’essenza
a colma maturità di quel sole.
Questa la sua sapienza, il catechismo
paziente della terra
per anni a fendere zolle, strappare
loglio e gramigne, scrutare il favore
volubile della luna, fiutare
la scia di pioggia tra le canicole.
Predò giorni, gli stessi che lo visitano
di fretta, che gli corrispondono una
carestia di mani.

Nel suo fosco iride bruciò le nuvole
di tutti i solstizi, vi rovinò
la sabbia d’insaziabili clessidre.
Oggi qui, nell’oppio della sua sera
a assecondare il pieno compimento
del male, a celebrarne la vana terapia.

Dunque non lo inquietò
l’arrestarsi del fiato. E non fu rantolo
ma uno spiccare d’erba, una vela.

 

Podere carestia

Non si chiedeva il senso del vegliare,
lui guardiano di cosa poi
se era tutto disfacimento, i muri
una rovina di scorpioni ed edera.
Pure lo inebriava sostare immoto
tra quegli aratri, sfregarne residui
di spore e letame tra i polpastrelli,
sentirsi anche lui olla di quel destino
di terra e nuvole.

Non lo turbava l’insignificanza
di quel cerimoniale:
restare desto ogni notte, la nebbia
le calli dove scantona smarrita
qualche volpe esausta, ai tetti sconci
il raro guizzo d’un gatto selvatico
e il mattino sulla soglia il bicchiere
di latte tiepido, la ricompensa
di chissà quale mano
debitrice d’oblio, o di pietà.
Non lo inquietava assolvere
l’ambasciata a baluardo del nulla
sorbirlo stilla a stilla. Non diverso
sarebbe stato vivere.

 

Concetto spaziale. Attesa
(Lucio Fontana, 1960)

La luce, quel confine da violare
e che ogni volta sa scivolare oltre
sprofondare nella sua bocca d’ombra.
È questa tela ad esserne la lama
a farne dello scempio un varco, crosta
che si spezza tra le dita. Lo spazio
fu acqua dove intridersi
vena che s’offre al boia.
Lo stanai nella sua casamatta
al baratto di tutte le sue nascite.
Forse bastò solo schernirlo.
Fu come appoggiare l’orecchio
su una sistole del cosmo, impietrirvi
la pupilla. Per questo scelsi minima
l’arte, perfetta
la sottrazione.

 

(Cassandra)

Straniera la mia lingua,
antro di silenzio le mie parole.
Lamprede su uno spartito d’abisso.
Padre, non sono lacrime a cadere
dalle vuote orbite dei nostri giorni
ma spore di polvere e vento.
Queste mura di frumento e di carne
presto non saranno che mito e argilla
un fiore impietrito sul grembo
un latte che non sfama.

La mia mano separa luce e palpebra
e genera in un embrione di buio
croci e sciabole, scettro e cenere.
Siedo su un opaco spigolo d’ore
dove un corvo annoiato lacera
quest’avida corteccia, le sue tempie.
E già scioglie grumi di secoli, scempi
di madri al rogo del loro respiro,
mutilazioni d’angeli, ed esodi
di moltitudini, e scie di cani.
Lacerti d’un altrove, memorie da un futuro.

 

Ritorno ad Onna

E quando sarà sazio questo letto
di sole e pietra, e l’erba crivellerà
di verde le macerie, chi sa se mai qualcuno
chiamerà ancora acqua questa menzogna
docile sulle labbra, e vento il vento.
Dagli alberghi che scagliano balconi
sull’incolpevole insulto del mare
– quel suo blaterare onde –
d’esilio in esilio, di notte in notte
ci condurranno nelle città nuove
compatte soluzioni abitative
a ricomposizione modulare,
una Gerusalemme asfalto e cupole
sul filo a piombo che staglia di luce
una geometria di piazze e nuvole,
quel legno che non dà nessun odore.
Ritroveremo quello stesso nome
il nume buono che fa scudo e casa,
la chiesa salda come una colomba
per farci riscoprire volto e fede
in quel raggiro di cielo, di strade

 

Fabrizio Bregoli, Zero al quoto. Prefazione di Vincenzo Guarracino, puntoacapo Editrice 2018

3 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.