Gruppo ’98 Poesia: ‘In Dialogo. Vent’anni di poesia 1998-2018’. Nota di lettura

Gruppo ’98 Poesia, In Dialogo. Vent’anni di poesia 1998 – 2018, Qudulibri, 2018, pp. 79, euro 11

Questo libro raccoglie otto voci di un gruppo che festeggia il ventennale della nascita, un gruppo di donne senza leader e che basa il proprio lavoro sulla «’critica affettiva’ a sostegno dell’autostima di ognuna». La dedica del volume è a Serena Pulga, tra le fondatrici, e il libro unisce le poesie di Silvia Albertazzi, Paola Elia Cimatti, Zara Finzi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Alessandra Vignoli, Vannia Virgili, Anna Zoli. I testi sono In Dialogo tra loro, ‘a più voci’, prendendo a prestito il titolo di un famoso saggio di Adriana Cavarero che − in apparenza − non ha a che fare con questo lavoro ma che, in realtà, ha molto a che vedere con il tragitto percorso. Ogni anniversario porta in sé la traccia di qualcosa di solenne, legato al valore che la comunità di riferimento trasporta nel presente; innanzitutto: la ‘differenza’ dello scrivere che queste donne intrecciano − come soggetti-donne − alla poesia come genere letterario esperienziale. In secondo luogo ci sono alcune delle autrici che le hanno maggiormente influenzate: Virginia Woolf e Simone Weil, per fare due nomi cari al Novecento tutto. Una certa nostalgia del passato, visto come momento del viaggio e della presa di coscienza della propria necessità di libertà − e sono gli anni del femminismo. I registri autoriali, come conferma anche Alessandra Pigliaru nella sua ricca postfazione, sono tutti diversi eppure tutti tendono a raccogliere temi simili: dal rapporto con il materno ai ruoli del femminile, dalle riflessioni sul corpo al rapporto con l’altro sesso, per un attraversamento di posizioni, mondi, riflessioni, «consonanze» (Pigliaru). Vittoria Ravagli, nell’introduzione, parla di «contagio» quando l’universo delle donne apre alle forme d’arte in termini di partecipazione collettiva; trovo sia una parola necessaria, capitale, anche per quest’operazione di unione (editoriale). Nessuna di queste voci sceglie una rotta anti-lirica, anzi: resta negli schemi lirici per parlare di un sé che trova eco nelle parole delle compagne, nello scambio differente come unico bagaglio di senso. Il loro è un rinnovato apporto, uno sguardo al futuro, in un’avventura che resiste.

© Alessandra Trevisan

SILVIA ALBERTAZZI

A Virginia seduta in riva al fiume

Prima di tutto, ci vuole il fiume.
E poi il tempo per sedersi
sulla riva.
E una bella giornata
e un filo di vento
e magari anche il sole
che illumini l’acqua.
E poi che si pensa
gettando la lenza
nella corrente?
Tu pensi alla stanza
tutta per te
alla sorella di Shakespeare
forse al romanzo
che devi finire.
Io che la stanza tutta per me
non ce l’ho e non l’ho mai avuta
penso al bucato da stendere
che domani sarà da stirare
alla badante che vuole l’aumento
al saggio da consegnare.
Ma ci penso in piedi, in cucina,
mentre l’acqua bolle sul fuoco
e in tv c’è la partita.
Fuori piove, l’asfalto è bagnato,
nelle gocce s’impiglia la lenza.

 

LOREDANA MAGAZZENI

A Marilyn, sulla bellezza

Penso che le donne belle servano a essere esibite.
Avanzano come ambulanti trofei.
Io sono contro la bellezza, ha rovinato troppe vite.
La bellezza mi ha reso schiava
perché credevo di non possederla.
Chi ama la bellezza non ama se stessa
perché si guarda in uno specchio deforme
e deforma lo specchio della propria esistenza.
Il confronto con la bellezza è spreco di sé.
Essa si insinua a distruggere
a dire la perdita e mai l’amore
con cui ogni giorno accudisci e rinforzi
la tua vera umanità ineguagliabile
che non sa sorridere della bellezza che possiede.
La bellezza è sempre uguale a se stessa.
Rigida e fredda come una statua greca
congelata nell’eternità di un sorriso.
Tu che muovi le labbra invece puoi
modulare un’ampia gamma di sorrisi
davanti ad occhi che sanno lo sguardo
irriverente e libero del vero amore di sé.

 

ALESSANDRA VIGNOLI

Sono stanca di amarti
All’improvviso non ti amo più
Non chiedermi perché
Sarebbe troppo difficile risponderti
So solo che non voglio più
che un altro si preoccupi per me
tentando di soddisfare ogni mio desiderio
Sono sola davanti l mio destino
Rispetta − ti prego −
Questa mia volontà
di risolvere da sola i miei problemi
di cercare la mia pace interiore

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