Tre poesie da “Princesse Amande” di Lucie Delarue-Mardrus

Lucie Delarue Princesse Amande copertinapiatta

Lucie Delarue-Mardrus (1874-1945), Princesse Amande
Traduzione di Emilio Capaccio, LietoColle 2017

 

Cheveux coupés

J’ai coupé mes cheveux afin que mon visage,
sous sa coiffure d’autrefois,
ne puisse me montrer la déchirante image
du temps aux implacables doigts.

En changeant de coiffure on croit changer de tête.
Il me semblera vieillir moins
sous la courte toison rejetée en tempête
où je puis enfoncer mes poings.

J’ai, de même qu’au temps où les belles prêtresses
sacrifiaient aux morts élus,
comme sur un tombeau consacré mes deux tresses
a ma jeunesse qui n’est plus.

 

Capelli tagliati

Ho tagliato i capelli perché il mio viso,
sotto la piega di una volta,
non possa mostrarmi la straziante immagine
del tempo dalle implacabili dita.

Cambiando piega sembra di cambiare testa.
Crederò di invecchiare meno
sotto il corto tosone rigettato in tempesta
dove posso conficcare i miei pugni.

Così come un tempo le belle sacerdotesse
sacrificavano le morti elette,
ho come su un sepolcro consacrato le due trecce
alla mia giovinezza che non c’è più.

 

Tempête

Toi si douce, si bleue au bout de tout chemin,
mer, tu n’es plus ce soir qu’une ombre qui déferle
dans l’orage couleur de perle.

J’entends au loin crier, la bouche à leurs deux mains,
les millions surgis de sirènes mêlées
de tes vagues échevelées.

Veux-tu de moi? j’irai jusqu’à toi, cette nuit.
Tes passions avec leurs dégâts et leur bruit
ne grondent pas plus que les miennes.

J’irai! Ce souffle rauque est celui qu’il me faut,
et vous vous souviendrez des râles de Sapho,
fureurs méditerranéennes!

 

Tempesta

Tu così dolce, così blu alla fine di ogni cammino,
mare, non sei stasera più di un’ombra che s’infrange
nel temporale color perla.

Sento da lontano gridare, la bocca alle mani,
milioni sorte di sirene assordate
dalle tue onde tumultuose.

Vieni da me? verrò io fino a te, questa notte.
Le tue passioni con i loro danni e il loro frastuono
non ringhiano più delle mie.

Verrò! Questo soffio roco è ciò di cui ho bisogno,
e voi vi ricorderete dei rantoli di Saffo,
furori mediterranei!

 

Résumé

La vie aura simplifié
cette espèce de Cléopâtre
que j’étais, prête à miauler
de grandes amours de théâtre.

Celle que suis désormais?
Un être sans sexe. Et j’assiste,
n’ayant plus que ma fougue triste,
a la fin de ce que j’aimais.

Je n’entends plus rien à ce monde
que la guerre nous a laissé.
Le temps présent danse sa ronde,
mais tout le charme est au passé.

Je sens qu’il est grand temps de suivre
mes morts, nombre toujours accru.
Pourquoi continuer à vivre
quand notre époque a disparu?

 

Sintesi

La vita avrà semplificato
questa specie di Cleopatra
che ero, pronta a miagolare
grandi amori di teatro.

Che cosa sono ormai?
Un essere senza sesso. E assisto,
non avendo più che la mia foga triste,
alla fine di ciò che amavo.

Non so più nulla di questo mondo
che la guerra ci ha lasciato.
Il tempo presente danza la sua ronda,
ma tutto il fascino è al passato.

Sento che è gran tempo di seguire
i miei morti, sempre in aumento.
Perché continuare a vivere
quando la nostra epoca è finita?

 

Emilio Capaccio è nato il 16 maggio del 1976. Ha vissuto a Campagna, provincia di Salerno. Si è laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi del Sannio di Benevento. Vive a Milano dove lavora nel settore della sanità pubblica. Alcune sue poesie sono state inserite in varie antologie dalle case editrici Pagine e Aletti Editore. Finalista a vari concorsi, si è classificato al 2° posto nel concorso letterario nazionale: “Il Giardino di Babuk – Proust en Italie 2015”. Ha pubblicato in formato e-book: Malinconico Oscuro, traduzioni di poeti sudamericani inediti, con prefazione di Giorgio Mancinelli. Ha collaborato con la rivista internazionale di poesia “Iris News”. Sue traduzioni e poesie sono presenti su vari siti, blog e nella rivista “Il Foglio Clandestino, Aperiodico Ad Apparizione Aleatoria”. Ha pubblicato la raccolta poetica Voce del Paesaggio, edita da Kolibris Edizioni 2016, con prefazione di Massimo Sannelli. Come curatore e traduttore ha pubblicato le raccolte inedite: Radice, del poeta spagnolo José Luis Hidalgo, Giuliano Ladolfi Editore, 2017, e Princesse Amande, della poetessa francese Lucie Delarue-Mardrus, LietoColle, 2017.

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