Langue, il Festival romano che studia la poesia nel quartiere degli studenti

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Langue, il Festival romano che studia la poesia nel quartiere degli studenti

di Daniele Campanari

Nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, lo studente non aveva l’odore della sigaretta accesa o le gambe corte; tratteneva un libro con la mano destra. Sulla spalla sinistra portava una borsa – conteneva forse altri libri? -, schivava una bottiglia di birra vuota, seguiva voci possedute tra gli scaffali. Entrava alla libreria Assaggi: è qui la festa. Usciva, tratteneva ancora quel libro con la mano destra che era pagina pure lei, su quella mano si poteva andare a capo tracciando le righe di una prossima poesia. Procedeva dritto, affiancava il Verano, osservava la cinta del monumento, la stringeva arrivando in piazza dell’Immacolata. È anche qui la festa.
A San Lorenzo è nato un Festival di poesia che ha saputo camminare, farà i primi passi sabato 26 maggio. Non si tratta di un movimento divenuto consuetudine in molte parti d’Italia, collezione (“Il termine sinteticamente riassume alcuni degli aspetti di Langue, lascia di proposito alcuni contorni sfumati. È un invito a chiedersi cosa sia la poesia”) di poeti vivi, ma parola respirata: respirare parola camminando.
Si chiama Langue il primo Festival di poesia a San Lorenzo, Festival curioso per tanti motivi.
Prima di tutto per il nome, de Saussure ci ha passato questo termine che per noi definisce qualcosa di fondamentale nella costruzione poetica. La poesia, per come la vediamo, è prima di tutto una struttura astratta”, raccontano Giulia Gilesi e Giorgio Papitto, organizzatori e studenti; l’altro è il luogo: è probabile che Milano, Rimini o Bari non sappiano cos’era e cosa sarà San Lorenzo. Non era un quartiere dove immaginare poesia localizzata, ammesso che la poesia abbia immaginazione geografica, ma un luogo abitato da studenti fuorisede abituati alla birra, ai cornetti fatti al buio, alla caciara coinvolgente dei baldanzosi. Questo era. Quest’altro sarà a partire dai luoghi: piazza dell’Immacolata e la libreria Assaggi ospiteranno i poeti, tanti: Ci siamo stupiti molto nel vedere una adesione così numerosa. Il nostro intento era realizzare un evento che non fosse focalizzato su un genere esclusivo. Un’ispirazione sono stati i festival musicali, in cui il tutto si svolge contemporaneamente in più spazi, e ogni spazio rappresenta una varietà culturale. E ovviamente i nostri gusti non si direzionano tutti in un unico filone poetico, per questo alcune divergenze stilistiche tra diversi autori,” dice Giulia.
Gli autori: Biancamaria Frabotta, Daniele Mencarelli, Franco Buffoni, sono tra i poeti maggiormente collezionati dalla poesia contemporanea. Saranno a San Lorenzo con voce e libri. La Frabotta arriva all’appuntamento con un Oscar, quel Tutte le poesie 1971-2017 pubblicato a marzo da Mondadori; Buffoni, invece, con La linea del cielo (Garzanti), un libriccino (Come un polittico che si apre) in cui dialoga con Marco Corsi, ma anche con Personae al quale si sta lavorando per una lettura, come ammesso da uno dei ragazzi del Festival. Saranno di scena in serata. Infine Mencarelli, una rilegatura per Giorgio: “Ai testi di Mencarelli, in particolare quelli della raccolta Bambino Gesù, sono molto legato per motivi personali, quindi mi fa enorme piacere averlo con noi,” una scoperta per altri. Scoperta in prosa, diciamo, visto che Mencarelli ha recentemente pubblicato La casa degli sguardi (Mondadori) rivelandosi un ottimo romanziere sopravvissuto grazie alla poesia – non è un modo dire, Daniele racconta di essersi salvato andando accapo.
Con loro alcuni nomi giovani o già presenza del fare poesia, tra cui Lucianna Argentino, Luca Cristiano, Paolo Febbraro, Giovanni Fontana, Francesco Lioce, Cinzia Marulli, Gaia Ginevra Giorgi.
Curiosa è anche la modalità con la quale è stato possibile candidarsi, una reale sottoscrizione: bastava compilare un modulo e aspettare di essere chiamati. Un sistema che esclude repliche preferendo la libertà condizionata da un’insindacabile scelta. Tante sono state le candidature, dunque, altrettante le esclusioni.
Langue è al suo primo vagito e al taglio del verso ha dovuto fare i conti con un’organizzazione complicata supportata soltanto dalla determinazione: Il festival è la dimostrazione di quanto essere determinati in ciò che si fa sia davvero una componente essenziale. La realizzazione di evento gratuito, che includesse Piazza dell’Immacolata in quanto luogo pubblico, è sempre stata una priorità e per questo abbiamo da subito coinvolto nel progetto il vicepresidente del Municipio II, Andrea Alemanni. Il desiderio di inclusione ha dettato anche altre filosofie all’interno dell’organizzazione, come la possibilità di fare domanda per partecipare al festival, senza porre alcuna barriera e invogliando tutti a mettersi in gioco”, dicono i giovani organizzatori. Giovani saranno pure gli spettatori in un sabato affollato a San Lorenzo, giovani del quartiere romano che potrebbe essere poesia già per come è.
I poeti saranno in piazza all’attenzione di chiunque vorrà sentire. E in libreria alla lettura di chiunque vorrà vedere, per una fedele smentita del vasto pensiero comune: poeti fuori dalla libreria e lontani dai luoghi affollati.

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