Festival

L’anno che verrà (Pistoia 3, 4 e 5 novembre)

 

L’anno che verrà: I libri che leggeremo

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***Sabato 4 novembre 2017***
ore 15-19 Auditorium Terzani
Incontro con gli editori Bompiani/Giunti Editore, Giulio Einaudi Editore, Edizioni E/O, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Editori Laterza, Libri Mondadori.

ore 15.00
Saluti e introduzione
ore 15.15 – 16.30
Conversazione con gli editori
Antonio Franchini, Bompiani/ Giunti Editore e Luca Saltini, autore
Marco Peano Giulio Einaudi Editore e Marco Balzano, autore
Modera: Alba Donati (poetessa, Presidente del Gabinetto G.P. Vieusseux

ore 16.30 – 17.45
Conversazione con gli editori
Claudio Ceciarelli Edizioni E/O e Sacha Naspini, autore
Anna Gialluca Editori Laterza e Valerio Valentini, autore
Modera: Benedetta Centovalli (critico e agente letterario, Premio Internazionale Ceppo Pistoia)

ore 17.45 – 19.00
Conversazione con gli editori
Linda Fava Libri Mondadori e Francesco Targhetta, autore
Laura Cerutti Giangiacomo Feltrinelli Editore e Rosella Postorino, autore
Modera: Gianni Montieri (poeta e critico, caporedattore della rivista Poetarum Silva)

ore 21.15
Incontro con gli autori americani Tom Drury e Benjamin Markovits (traduzione simultanea in sala)
Conduce l’incontro Alessandro Raveggi (autore e direttore di TheFLR)
Con Isabella Ferretti 66thand2nd Editore e Serena Daniele NN Editore

***Domenica 5 novembre***
Galleria Centrale
ore 10 – 11
Incontro con gli editori
Stefano Friani Racconti edizioni e Marco Marrucci con Michele Orti Manara, autori
Isabella Ferretti 66thand2nd Editore
Modera: Gianni Montieri (caporedattore della rivista Poetarum Silva

ore 11- 12
Incontro con gli editori
Giorgia Antonelli LiberAria Editrice e Tiziana D’Oppido, autore
Marco Cassini edizioni sur
Modera: Gianni Montieri (caporedattore della rivista Poetarum Silva

ore 12-13.30 Sala Letture Diverse
Speed date letterario a cura di GoodBook.it
Cosa cerchi in un libro? Siedi di fronte all’editore: in quattro minuti cercherà di conquistarti con il libro che fa per te. Compila una scheda con i tuoi stati d’animo e i tuoi gusti letterari. Mostrala a turno ai dieci editori presenti: in soli quattro minuti ti consiglieranno il libro del loro catalogo più adatto a te. A fine evento avrai una lista di nove consigli di lettura fatti su misura per te. Gli editori partecipanti: Liberaria, L’Orma, Marcos Y Marcos, Minimum Fax, NNE, Racconti, 66thand2nd, Sur, Voland
Ingresso libero su prenotazione, scrivendo a info@goodbook.it
Evento facebook: https://www.facebook.com/events/144744562807660

ore 13.30 – 15.00
Pausa pranzo
Al pubblico partecipante agli incontri della mattina che si sarà registrato presso la segreteria entro le ore 10.30, sarà rilasciato, insieme ai materiali informativi e alle istruzioni per l’accesso al sistema wi-fi della biblioteca, un tagliando che darà diritto ad accedere gratuitamente al buffet. Per tutti gli altri sarà in funzione per tutta la durata del convegno la caffetteria della Biblioteca.

ore 15.00 – 16.15
Incontro con gli editori
Claudia Tarolo marcos y marcos e Enzo Fileno Carabba, autore
Alberto Ibba NN Editore
Modera: Antonello Saiz Libreria Diari di Bordo – Libri Per Viaggiare

ore 16.15 – 17.30
Incontro con gli editori
Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari L’orma editore
Daniela Di Sora Voland e Nicola H. Cosentino, autore
Modera: Giuseppe Girimonti Greco (traduttore, redattore della rivista The FLR – The Florentine Literary Review

ore 17.30 – 18.45
Incontro con gli editori
Matteo Codignola Adelphi Edizioni e Omar Di Monopoli, autore
Luca Briasco minimum fax e Danilo Soscia, autore
Modera: Luca Baldoni (poeta, redattore della rivista The FLR – The Florentine Literary Review

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#Festlet #5: Rinascimento privato

 

Mariangela Gualtieri. Fotografia di Giovanna Amato

Ho aspettato per dirvi che venerdì sera sono stata a sentire Mariangela Gualtieri, a Palazzo Te. Ma lasciate che aspetti ancora, e ve ne parli alla fine.
Palazzo Te è la novità di quest’anno. Basta allungarsi poco oltre San Sebastiano, a due pulsazioni di pedale, e il palazzo apre le porte agli ospiti del Festival con il suo giardino perfettamente disegnato, i suoi soffitti celebri e complessi. La libertà con cui si passeggia rende quasi colpevoli. Faccio capolino una prima volta, ad esempio, per ascoltare Milo De Angelis leggere le sue poesie accompagnato dall’arpa di Eva Perfetti; Umberto Fiori leggerà quella stessa sera, mescolato alla chitarra elettrica di Luciano Margorani; ed entrambe le volte chiedo ai volontari: posso attraversare quella porticina, lì? Al loro assenso alzo gli occhi ai soffitti. Ade rapisce Persefone, come nella melagrana che da quattro anni porto al collo. Zeus si fa toro e pretende Europa, come su quei due euro di conio raro che io colleziono per tutto l’anno per spenderli soltanto qui. E mi ricordano, questi due ratti, di qualcosa che ho studiato, di qualcosa che ho scritto, di qualcosa che è ancora conservato, e che mi è caro. Questi due ratti possono riassumere anni di letture e ragionamenti, e sono a portata di sguardo, su due lunette dello stesso soffitto.
Accadono cose care tra gli eventi dei Festlet, durante i suoi spettacoli e nelle pause tra un atto e l’altro. Mentre si ascolta Cognetti parlare della stagione del raccolto, e di come per i tibetani il pellegrinaggio sia girare attorno a un monte e non scalarlo. E mentre si libera un’ape lasciata a intrappolarsi dentro un bicchiere nel tempo rapido del pranzo. Qualcosa che somiglia al concetto di malinconia come lo spiega Mercedes Lauenstein a Chiara Valerio: il bussare di notte della sua protagonista alle porte delle case con le luci accese. E che somiglia, assieme, al cono d’ombra sotto il pozzo medievale a Piazza Leon Battista Alberti, più testardo del sole che lo genera, mentre si limita a ruotare e a offrire sempre un attimo di quiete a chi ha bisogno di una sigaretta.
La fotografia che vedete in apertura è stata scattata proprio a Piazza Alberti, qualche ora prima che Mariangela Gualtieri tenesse il suo rito sonoro a Palazzo Te. Mentre appunto queste cose su un quaderno, con l’intenzione di dirvele non prima dell’ultimo post, sono presente ma molto lontana dal palco dove la poetessa pronuncia le sue poesie. Ho deciso di sedere sull’erba, nel vasto Cortile dell’Esedra. Ascolto e scrivo, perché questo è stato anche il Festival dell’ascolto da lontano, dell’angolatura più velata da cui guardare. In questa mia quarta, privata edizione, mi sono proibita i programmi serrati, per mettermi in grado di regalare il tempo a quello che non era previsto, provare a improvvisare il gesto dell’attenzione. Ho aguzzato l’orecchio passando in bicicletta agli Accenti di Piazza Sordello come ho imparato l’intonazione con cui la barista mi chiede se anche oggi voglio il decaffeinato. Ho incamerato con una sicurezza selvatica l’odore della tendostruttura del campo. Sono diventata il ciclista che ho sempre odiato. Ho goduto delle ore di frenetica attività come di quelle passate di notte in attesa che si caricasse il telefono, china su un libro comprato per essere regalato e aperto con attenzione per non sgualcirne la costola.
Bello, bello mondo, sta dicendo Mariangela Gualtieri dal palco. E io ricordo la mia prima edizione di quattro anni fa, quando Michael Cunningham chiuse la manifestazione con l’affollatissimo evento di Piazza Castello e io pensai: come fa questo luogo a sapere di me e del mio rapporto con i libri di quest’uomo? Come fa questa città a intuire che leggo Le ore quando ho bisogno di avere conferma della grazia del mondo? Perché questo posto ha permesso che io lo dicessi proprio a lui che l’ha scritto? Ricordo Anna Marchesini, la mia felicità di vederla, la mia consolazione di averla applaudita prima che fosse troppo tardi. E ricordo gli incontri fortuiti con autori che ora sono amici stretti, amici cari, e che potevano diventarlo proprio e solo perché nulla, nel Festivaletteratura, avviene dietro vetri oscurati. Da subito si può dire: sei tu, vero?, noi ci conosciamo, io ti ho letto.
A tra un anno, per il prossimo Festivaletteratura. Io devo alzami in piedi per ascoltare, adesso, perché anche quest’anno il Festlet ha scoperto, in quel segreto modo che gli è suo, un qualcosa che mi rende grata, che mi mette spalle al muro con un improvviso morso di felicità. La Gualtieri dice: E che cosa chiediamo? / Una piena falcata d’amore, / una giusta battaglia, aculei nella voce, / narcisi e rose // essere radiosonda / del niente che trasforma / il trascendente in cose.

© Giovanna Amato

Festlet #4: Umano

George Saunders (al centro) a Palazzo Castiglioni

Saunders ci dice immediatamente che Lincoln, all’apice della sua notorietà, era anche un uomo all’apice della sua sconfitta. L’uomo che negli anni sessanta dell’800 diceva che ogni guerra era civile perché riguardava l’uomo, doveva «coniugare l’immane dolore della perdita di un figlio piccolo con il dovere di mantenersi saldo nel suo ruolo». Marco Malvaldi, che lo intervista a proposito del suo romanzo (appunto Lincoln e il Bardo, dove il Bardo è il luogo buddista di intervallo tra la morte e la rinascita), gli domanda come sia riuscito anche lui, da autore, a gestire una contraddizione: quella di poter scrivere su registri commoventi senza perdere mordente negli inserti di ironia. Saunders risponde che dovrebbe sempre essere, nella scrittura, come con la bicicletta: saper pendere da un lato e saper riequilibrare dall’altro. Nel caso di Lincoln aveva cominciato, continua, in un tono troppo tragico, e solo dopo qualche lettura ha deciso di iniettare delle dosi di ironia. Come del resto da giovane, quando «tendevo a togliere ogni passo ironico quando volevo essere tragico e in altri casi a far ridere a ogni costo: non avevo capito che il segreto era l’equilibrio». (altro…)

Festlet #3: Empatia

Marco Malvaldi, Simonetta Bitasi, Diego De Silva

Te l’avevo detto, dice al suo compagno il bambino in prima fila. Te l’avevo detto che se la mangiava il serpente.
A voler essere precisi, il serpente le avrebbe solo morso la caviglia. Provo un improvviso afflato verso la verve iperbolica del bambino.
Siamo davanti all’Orfeo di Monteverdi, appositamente ripensato per bambini dai sei anni in su (ma gli adulti sono i benvenuti) da Teatro all’improvviso e Accademia degli Invaghiti. Così i bambini ascoltano selezionati brani, che hanno per collante la voce narrante di Giuseppe Semeraro, mentre Dario Moretti, che ha curato testo, regia e pittura dal vivo, mette in scena con crete e piccoli pupi la storia del cantore innamorato e del suo amore tragico. Te l’avevo detto che moriva di nuovo, chiosa il bambino a spettacolo concluso. Il suo amichetto si chiede perché Orfeo si è girato, dimostrando una certa precocità.
Di empatia ha parlato Marco Malvaldi, intervistato da Radio 3 Fahrenheit, riguardo al patto tra lettore e scrittore: «Se scrivo che gli spaghetti sono scotti, è un errore aggiungere che i commensali sono delusi». (altro…)

#Festlet #2: Istruzioni per raccontare il mondo

«Navi alte e solenni facevano rotta nelle otto direzioni del mare accompagnate da un aspro addio di sirene navali». Così Leopoldo Barechal, raccontando Buenos Aires in Adán Buenosayres. E così sul cartellone che campeggia all’ingresso della Tenda dei Libri di Piazza Sordello, dove Adrián N. Bravi, Héctor Febres, Cecilia Graña e Emanuele Leonardi sono gli esperti che presentano una biblioteca aperta ed esposta, una fonda libreria a cassetti bianchi che custodisce guide e romanzi, fumetti e libri di storiografia sulla capitale argentina. La formula è svelta e calorosa: i libri sono in libera consultazione, il pubblico va dagli esperti, ne discute, si lascia consigliare e suggestionare. Li seguo anch’io: mi siedo accanto a Leonardi, che ora sta parlando di Borges e della tigre albina incontrata nello zoo di città, e aspetto il mio turno.
Gli chiedo: ha un consiglio per me, per noi? Lui prende Cortázar, Storie di cronopios e di  famas, e inizia a leggere l’incipit del Manuale di istruzioni. Dovresti sentirlo in lingua originale, però, mi dice. La questione della lingua sarebbe tornata per tutta la giornata.
Federico Taddia, ad esempio, presenta quest’anno un ciclo di incontri di autori su autori dove il criterio è l’aver riletto un libro. Non sarà il primo – con Donatella Pietrantonio – l’ultimo incontro cui andrò, tanto è vario il programma e tanto mi ha colpita l’edizione precedente, dove il criterio era raccontare del libro letto a diciassette anni. Donatella Di Pietrantonio parla di Trilogia della città di K., di Agota Kristof. Un libro va riletto, dice, quando la prima lettura non ci trova pronti, quando ne restiamo impermeabili, ma intuiamo la grandezza di quello che abbiamo tra le mani. Nel suo caso, con un bambino piccolo, l’incipit con la separazione di una madre e i suoi gemelli ha creato uno scarto: ma da subito sa che sarà solo questione di tempo per rincontrare quel libro. Così è, quando scopre come la Kristof sia andata via dall’Ungheria e si sia impadronita di una lingua straniera per scrivere, anche spiando sui quaderni del figlio decenne per controllare la scorrevolezza e correttezza della sintassi e del lessico. Conquista parallela, dice Donatella Di Pietrantonio, alle sue: l’italiano nato sul dialetto da bambina e, più tardi, la scoperta di uno stile semplice e piano dopo tanta ipotassi. C’è stata anche una terza lettura, racconta l’autrice, questa volta in francese: «Volevo provare la sua stessa difficoltà nella lingua straniera, volevo immaginare quali parole potesse aver cercato sul dizionario». (altro…)

Festlet #1: Dietro il sipario

Per vedere il profilo di Mantova, il taxi deve svoltare lasciandosi a destra il Palazzo Ducale.
Mentre mi lascia davanti al campeggio, il tassista mi racconta che lì c’era un ostello. Non capisco bene, perché smangiucchia le parole, è un tipo silenzioso, cosa che ho molto apprezzato durante il viaggio. Di noi medesimi abbiamo saputo solo che annusiamo l’aria di Festlet, lui come cittadino di ferro, io come innamorata al quarto anno di frequentazione.
Al campo incontro Antonia. Con lei ci sono stati scambi di messaggi per definire il dovecome dormire, la conosco dall’anno scorso, la ricordo con maglietta e berretto e con un’improvvisa gonna lunga il giorno della festa dei volontari, un anno fa. Mi accompagna alla tenda, mi lascia tempo e spazio per organizzare le mie cose. Il fatto di essere di nuovo al Festival. Di stare per mettere piede in un centro storico che conosco come le mie tasche ma che non ho mai visto in altra veste che in tendoni e strutture e brusio di umani e volti noti che attraversano l’angolo della strada. Com’è Mantova in una giornata pigra invernale? (altro…)

Poetarum Silva a Festivaletteratura di Mantova

Anche quest’anno Poetarum Silva sarà al Festivaletteratura di Mantova, arrivato alla sua ventunesima edizione. Ci sarà nella persona di un’entusiasta Giovanna Amato, che inforcherà la fedele bicicletta cui come ogni anno darà u nome tratto da Agatha Christie e tenterà di essere ovunque e dappertutto, per condividere al meglio il ricco programma della manifestazione con dirette twitter e un post quotidiano.
Per consultare e scaricare il programma completo, qui.
Non dimenticate, nell’attesa, di rinfrescarvi la memoria con le cronache della scorsa edizione!
A seguire, il comunicato stampa. A presto con il Festivaletteratura, dal 6 al 10 settembre. (altro…)

Electro Camp V: arti performative a Forte Marghera, dal 7 al 10 settembre

ELECTRO CAMP 5
a cura dell’associazione culturale Live Arts Cultures
e della netlabel electronicgirls
 
Quando:
Dal 7 al 10 settembre 2017
Attività diurne di formazione e dialoghi
Percorsi installativi e speciali, festival di video-danza
Spettacoli: dalle 20.30 alla mezzanotte e notturni
 
Dove:
C32 performing art work space
Forte Marghera, via Forte Marghera, Mestre (VE)
 
 
Electro Camp è una piattaforma aperta a nuove produzioni – anche in veste di lavori in fieri – dedicate alla ricerca delle relazioni tra suono e movimento, danza, musica e spazio scenico. 
Curato dall’associazione culturale Live Arts Cultures e dalla netlabel electronicgirls, il progetto giunge quest’anno alla sua quinta edizione e si terrà da giovedì 7 a domenica 10 settembre 2017 presso C32 performing art work space, all’interno di Forte Marghera, Venezia-Mestre. 
Electro Camp si propone come momento di riflessione, diffusione, pratica e studio di alcune arti performative e include, nella sua quinta edizione, innovazioni nella programmazione tese a favorire l’avvicinamento della comunità del territorio ai linguaggi delle arti performative dal vivo. Il “format” Electro Camp si trasforma così in un appuntamento sia dedicato ad artisti che intendano approfondire la loro pratica sia accogliente verso la pubblica partecipazione alla scoperta del contemporaneo.
 
Il programma per questa quinta edizione prevede attività diurne e – vera novità – speciali e notturne, che avvicineranno il pubblico ancora di più a musica e danza, linguaggi universali attraversabili da chiunque. Il festival ospiterà, come sempre, giornate di formazione pensate anche per il mondo dell’infanzia, dell’adolescenza e degli adulti; inoltre ospiterà percorsi installativi ed eventi serali. 
 
Electro Camp V è un invito a rendere tutti partecipi delle pratiche dell’artista performativo per cancellare le apparenti distanze, proponendo attività che stimolino la consapevolezza del corpo e dello spazio, l’ascolto, la generazione di azioni performative. Le esperienze proposte desiderano nutrire il potenziale espressivo di ciascuno e condividere strumenti critici per l’osservazione delle opere contemporanee.
 
 
LABORATORI E ATTIVITÀ DIURNE SPECIALI
 
Venerdì 8 e sabato 9 (15.30-17.30) un laboratorio di fiabe sonore elettroniche per bambini condotto dalla musicista Patrizia Mattioli e Ilaria Pasqualetto – educatrice e attrice –, per il progetto Concerto per alberi dall’omonimo libro di Laëtitia Devernay. Un modo diverso di leggere le fiabe per avvicinare i più piccoli (dai 5 ai 10 anni) al mondo della musica elettronica attraverso ambientazioni fantastiche; la musica viene rappresentata grazie a un volume illustrato, dove uccelli, alberi e piume si fanno elementi musicali. 
 
Ancora venerdì 8 e sabato 9 “Teenleader”, danza per giovanissimi condotta da due giovani danzatrici: Tania Lo Duca e Federica Marcoleoni.
Lo studio del movimento come mezzo espressivo, vissuto nella relazione con gli altri include la dimensione del ‘gioco’ come strategia compositiva. A condurre questa proposta saranno due giovanissime danzatrici, abituate da anni allo studio del movimento: il parlare tra coetanei auspica un maggior coinvolgimento di teenagers che non dovranno avere esperienze pregresse per poter seguire gli incontri proposti.
 
Sabato 9 e domenica 10 (11.00-17.00 con pausa pranzo) un laboratorio per performer, “La natura dell’atto”, condotto da Silvia Rampelli – Habillé d’eau.
Il laboratorio indaga appunto “la natura dell’atto”. Ne pratica i fondamenti: materia, tempo. Focalizza l’emergere dell’esperienza del corpo, approfondisce in modo specifico il transito alla cognizione. È il luogo della consegna al qui e ora dell’accadere, dell’ampliamento percettivo dell’attitudine critico-conoscitiva. 
 
Durante le stesse giornate (ore 17.30-20.30) la “Crowdance” condotta dalla coreografa Laura Moro, appuntamento di “danza per tutti” che vuole offrire a tutti, senza nessuna esclusione di età, abilità, conoscenze, la possibilità di soffermarsi sul potenziale espressivo del corpo attraversando suggerimenti accessibili e immediati.  
 
Un incontro aperto a tutti su pietre sonore, sculture e litofoni con Giulio Escalona domenica 10 (ore 14.00-16.00). Giulio Escalona è psicologo e artigiano di suoni non convenzionali. Da anni impegnato nei campi di musica ed ecologia, la sua attenzione si concentra sui suoni ambientali e sugli strumenti realizzati con elementi naturali: foglie, piante e pietre. Durante l’incontro si conosceranno e praticheranno i suoni e gli strumenti utilizzati dall’artista.
 
 
INSTALLAZIONI, PERCORSI E SPETTACOLI
 
L’identità di “Electro Camp” è quella che conferma il dare spazio alla sperimentazione, favorire nuove collaborazioni tra gli artisti, invitare il pubblico ad assistere a composizioni in tempo reale, a lavori freschi e leggeri che aprano a personali interpretazioni valorizzando il potere evocativo dell’opera dal vivo.
 
Ogni giorno tre percorsi di ascolti nella natura di Forte Marghera, costeggiando i canali d’acqua, permetteranno al visitatore di conoscere contributi poetici, musicali e teorici. La passeggiata fonde paesaggio, ascolto e informazione in un unico stimolo percettivo; i brani saranno ascoltabili attraverso auricolari grazie a dispositivi forniti appositamente.
Saranno presenti la voce e le poesie di Mariangela Gualtieri da lei stessa interpretate, apporti e citazioni di Valentina Valentini, docente dell’Università La Sapienza, a proposito del mondo della performance e di opere installative della contemporaneità, e ascolti di brani selezionati dalla storia della musica elettroacustica ed elettronica.
Lungo il tragitto del percorso la performer londinese Ashley-Louise McNaughton abiterà un luogo portando alla nostra fantasia nuove visioni e percezioni, con una performance permanente.
 
Per il secondo anno consecutivo, Electro Camp ospita “Espressioni – Rassegna itinerante di video-danza” ideata da Perypezye Urbane. “Lo Spaesamento e le forme di re-azione” è il tema dell’edizione 2017.
 
***
 
Saranno due o tre performance a sera a comporre il programma del festival. I lavori presentati si distingueranno in creazioni che indagano la relazione suono-movimento coinvolgendo danzatori e musicisti, e creazioni di musica in live che incontrano le nuove tecnologie, l’azione performativa e l’installazione sonora. 

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L’importanza di essere piccoli 2017 (comunicato stampa)

… Con una coda ma senza la testa
solo per finta, solo per festa
solo per fiamma che brucia per fuoco
fammi giocare per gioco

B.Tognolini, Rime Raminghe, Salani

 

 

Comunicato stampa

 

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino

VII edizione 1-6 agosto 2017

 

un progetto dell’Associazione Arci SassiScritti

con il contributo di

Regione Emilia-Romagna, Arci Bologna progetto Polimero

 e dei comuni di Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi,

Pistoia, Sambuca Pistoiese

BCC Alto Reno e COOP Reno

LA POESIA COME FUOCO, LA VITA COME GIOCO

con

PAOLO BENVEGNÙ, MURUBUTU, LUCIO CORSI, IVAN TALARICO, GABRIELLA LUCIA GRASSO, SAVERIO LANZA, BRUNO TOGNOLINI, GIULIANO SCABIA, CARLO BORDINI, ALESSANDRO RICCIONI, ANDREA DE ALBERTI, FRANCESCA GENTI, MANUELA DAGO

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Cortona on the move 2017

© Justyna Mielnikiewicz

Da domani giovedì 13 luglio e fino al primo ottobre, Cortona (AR) si trasformerà in un fondamentale e stimolante punto di riferimento per la fotografia contemporanea. Inaugura infatti la VII edizione di Cortona on the move Il festival di fotografia che oltre a ospitare numerosi talenti, si presenta anche nel suo divenire con una rassegna di eventi e letture portfolio che attirano studenti, amatori, professionisti, giornalisti del settore da tutto il mondo. Nato nel 2011, già nel 2013 il Time inserisce il festival nella guida dei dieci appuntamenti imperdibili. Nel 2014 Donald Winslow, fotoreporter ed editor di News Photographer Magazine, definisce Cortona On The Move “il miglior festival d’Europa se non del mondo”. Se già Cortona di per sè è un luogo che si distingue per la bellezza degli spazi e del paesaggio, va segnalato il fatto che tutti gli eventi e le mostre sono ospitati all’interno di architetture e spazi urbani caratteristici e caratterizzanti per la storia e la struttura urbanistica del centro urbano; piazze, giardini, cortili, antichi palazzi, la storica fortezza del Girifalco o edifici inutilizzati da tempo come il Vecchio ospedale che viene aperto al pubblico e come negli anni prcedenti “rivitalizzato” proprio in funzione dell’evento. Questa sinergia integrativa è sicuramente uno dei punti di forza del festival.
Se ne parliamo qui è perchè, proprio per volere del direttore Antonio Carloni e della direttrice artistica Arianna Rinaldo (che ringrazio entrambi per la gentile ospitalità durante il “making of“), Cortona On The Move vuole essere il centro dinamico di chi fa della fotografia uno strumento di narrazione visiva. Cortona On the move perchè “come la vita è fatta di movimento, a maggior ragione deve muoversi la fotografia che ne ritrae la continua trasformazione e, al pari del linguaggio e della grammatica, deve evolversi secondo lo spirito dei tempi per essere la lingua franca, accessibile a tutti, che ha il compito di informare e documentare, creare e provocare, emozionare e sorprendere“. Tra i tanti autori esposti per esempio troviamo il venezuelano Luis Cobelo con il progetto ZURUMBÁTICO, un omaggio personale ai 50 anni di Cent’anni di solitudine;  un viaggio attraverso tutti quei sentimenti e stati d’animo suggeriti dalla parola “zurumbático” che hanno accompagnato Cobelo nel Nord della Colombia, dove Gabriel García Márquez è nato e ha costruito la sua opera. Imperdibili saranno le esposizioni dei lavori di Donna Ferrato con AMERICAN WOMAN: 40 YEARS (1970s-2010s)  che raccoglie per la prima volta all’interno di una mostra le sue fotografie tratte dagli archivi personali, di violenza domestica e di scambismo (swingers) e Matt Black, fotografo dell’agenzia Magnum  con la sua THE GEOGRAPHY OF POVERTY, una ricerca fotografica sull’america più povera. Il Maec ospita la mostra di Pete Souza, il fotografo personale di Obama alla Casa Bianca. Per tutti gli altri autori, le location e per tutte le informazioni su eventi, modalità di accesso, biglietteria, vi rimando al sito e alla pagina facebook dove potrete seguire tutti gli aggiornamenti

La formula del festival prevede una serie di eventi durante le tre giornate inaugurali.

Giovedì 13 alle ore 17 avrà luogo l’inaugurazione nel cortile di Palazzo Casali, già sede del Maec. a cui seguirà una visita inaugurale alle mostre in presenza degli autori.
Venerdì 14 nelle sale di PALAZZO FERRETTI avranno luogo le Letture portfolio con esperti nazionali e internazionali; nella cosìdetta COTM zone, sede del bookshop, sarà possibile farsi autografare i libri da  Justyna Mielnikiewicz, Donald Weber, Luis Cobelo, Daniel Castro Garcia, Miyuki Okuyama e sarà possibile partecipare a visite guidate con gli autori.
Sabato 15 luglio altre letture Portfolio e Booksigning con Jessica Backhaus, Donna Ferrato e Klaus Pichler.

© Iacopo Ninni

 

 

 

 

La punta della lingua, XII edizione

Programma
La Punta della Lingua Poesia Festival, 12^ edizione
Ancona e Parco del Conero
2-9 luglio 2017
anteprime: 8 e 27 giugno

domenica 2 luglio
Bologna (e ovunque)
ore 16.00 Facebook Poetry 9^ edizione
Sfida di poesia online aperta a tutti
a cura di ZooPalco
Gioco dadaista con versi estratti a caso, happening con oltre cento poeti in collegamento da tutto il mondo e certamen elettronico, la Facebook Poetry è il primo e unico concorso italiano di poesia pensato direttamente per la rete e condotto online. Dopo Roma e Firenze, quest’anno sarà condotto da Bologna. Le regole sono le solite: dati il primo e l’ultimo verso e una lunghezza massima di 10, produrre in massimo 40 minuti un testo per l’occasione e scegliere, tutti insieme, quello più riuscito. La Punta della Lingua è suFacebook e aspetta i vostri like.

Lunedì 3 luglio
Portonovo| Chiesa S. Maria

ore 18.00 Inaugurazione del Festival
Saluti dell’Organizzazione e delle Autorità

ore 18.30 Poeti in viaggio ​(con Roma Marche Linee)
Presentazione del progetto di collaborazione tra La Punta della Lingua, con le suggestioni e le sintesi linguistiche messe a disposizione da alcuni degli ospiti del Festival, e Roma Marche Linee, un’azienda che investe in versi. Con letture dei testi commissionati per l’occasione.

ore 18.45 Poeti da antologia
Letture di Antonella Anedda​ e Giampiero Neri
Interventi musicali di Marta Collica ​(voce e chitarra) e Rachel Maio ​(violoncello)
In collaborazione con Italia Nostra e Hotel La Fonte
Duo d’eccezione, Antonella Anedda e Giampiero Neri sono fra i maestri più riconosciuti della poesia italiana contemporanea.
Poetessa, saggista e studiosa di letteratura, Anedda incunea la verticalità della lirica nel passo disteso della prosa. I suoi libri sono tradotti in varie lingue e hanno ottenuto molti riconoscimenti, fra cui il Premio Viareggio per Salva con nome.
I ricordi del naturalista francese Jean-Henri Fabre, trovati da giovane nella biblioteca paterna, hanno segnato il destino di Giampiero Neri, poeta capace di osservare con lo stesso sguardo da entomologo la natura e l’uomo, ovvero il Teatro naturale che dà il titolo a uno dei suoi libri più amati. Fedele alla sua poetica di essenzialità e rigore e a quella, paradossale, di oggettività e straniamento, anche l’ultima recentissima fatica Via provinciale, che riconferma la centralità dell’esperienza di Neri nella poesia italiana del secondo Novecento e oltre.
Con interventi musicali sospesi tra blues e soundscapes di Marta Collica, catanese di Berlino, già collaboratrice di Hugo Race e John Parish, accompagnata dalla violoncellista australiana Rachel Maio

Portonovo| Ristorante
Da Giacchettiore 20.00 Cena a buffet

Portonovo| Chiesa S. Maria
ore 21.30 My Name is Swan
Performance audiovisiva di Jan Noble
Poeta inglese, Noble gira l’Europa con i suoi reading ed è stato registrato dal leggendario produttore Craig Leon negli studi di Abbey Road. Il film tratto da My Name is Swan sarà presentato all’East End Film Festival di Londra quest’estate.

ore 22.00 Poesie che si capisce cosa dicono
Recital di Tiziano Scarpa
Oltre che saggista e narratore Premio Strega per il romanzo Stabat mater nel 2009, Tiziano Scarpa è anche poeta-performer. Fra i suoi libri di poesie ricordiamo Covers nelle galassie oggi come oggi e Groppi d’amore nella scuraglia, pubblicati da Einaudi, e, per Amos edizioni, Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto.

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INRITIRO 2017 (Comunicato stampa)

COMUNICATO STAMPA

 

 

INRITIRO 2017- soggiorni di studio in Appennino

In attesa del Festival L’importanza di essere piccoli (dal primo al sei agosto sull’Appennino Tosco-Emiliano) l’associazione SassiScritti continua la sua attività proponendo la terza edizione di  InRitiro un ciclo di 5 laboratori intensivi tra luglio e novembre sulla scrittura, l’illustrazione, il canto e la recitazione.

Fine settimana “in ritiro” e lontani dalla confusione di tutti i giorni, momenti di approfondimento, condivisione ed esplorazione partendo da basi teoriche fino a vere e proprie esercitazioni sulla composizione di un romanzo o di una illustrazione.

Gli scrittori Luca Ricci e Giulio Mozzi, il regista e attore Oscar De Summa, la cantante e attrice Monica Demuru, l’illustratore Simone Rea, sono gli artisti e docenti che per questo terzo anno lavoreranno e staranno insieme ai partecipanti in un paesaggio che concilia la concentrazione e il raccoglimento. Ospitati in centri come Nabhi @ Centro della Terra (www.nabhi.it) un luogo recentemente inaugurato, semplice e accogliente, nato per ospitare corsi residenziali, ideale per chi ama camminare in natura, godere di pace e tranquillità.

InRitiro è inserito nel progetto ‘Polimero’ proposto da Arci Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, che porterà laboratori artistici in circoli delle principali province della regione.

Ogni laboratorio comprenderà nella quota di iscrizione, oltre al corso con l’artista scelto, anche l’alloggio, i trasporti in sede e i pasti.

PROGRAMMA

Si comincia il 7-8-9 luglio con lo scrittore Luca Ricci, che con il successo della sua ultima raccolta di racconti, I difetti fondamentali (edito da Rizzoli), ha rotto il pregiudizio che in Italia questa forma letteraria non abbia seguito. Ricci con il suo laboratorio dal titolo ‘Racconti sul fiume’ affronterà proprio la scrittura del racconto seguendo il parallelismo tra lo scorrere dei fiumi e la narrazione breve. Sempre in estate si passa poi al teatro per il secondo laboratorio proposto il 21-22-23 luglio, con Monica Demuru, attrice e cantante reduce da una lunga tourné in Francia con la compagnia premio Ubu Deflorian-Tagliarini. La Demuru proporrà il laboratorio di perfezionamento vocale “Corpo sonante e qualità del gesto acustico” nel quale attori e cantanti potranno lavorare sulla relazione tra corpo e voce, in un percorso indispensabile sia nel canto che nel teatro.

Il 15-16-17 settembre staremo “Nelle regole del quadrato”, workshop proposto dall’attore, autore e regista Oscar De Summa, recente premio ‘Mariangela Melato’ come migliore attore 2017, ricevuto dalla critica all’interno del Premio Hystrio. Con De Summa si lavorerà propriamente sull’arte dell’attore e sulla creazione teatrale.

L’autunno continuerà con un laboratorio di illustrazione condotto da Simone Rea, amato e seguitissimo illustratore di una lunga serie di albi, uno dei quali recentemente finalista al prestigioso Premio Andersen. Dal 29 settembre al 1 ottobre Rea propone il laboratorio “L’interpretazione del testo e la creazione del personaggio”, un percorso con l’acrilico su come creare a partire dalla collaborazione con gli autori.

Il 3-4-5 novembre si chiude il calendario 2017 con lo scrittore Giulio Mozzi, che propone il laboratorio “La natura della finzione”. Mozzi si occupa da decenni di scoprire buoni libri, e oltre che scrivere opere proprie si dedica professionalmente all’arte della narrativa sia tenendo corsi di scrittura che lavorando sui testi altrui. Il percorso di questi tre giorni sarà quindi un’immersione intensiva nella scrittura, anche con consigli pratici su come scrivere e proporre un buon romanzo.

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