Festival

Innesti Telemetrici

Dal 22 al 23 giugno a Cavallino-Treporti, provincia di Venezia, l’Associazione Metaforte organizza un Art Exhibition dal titolo “INNESTI TELEMETRICI“. L’evento vedrà la partecipazione di artisti che spazieranno tra le diverse discipline artistiche quali pittura, scultura, fotografia, video-installazioni, performance, land art…
Quest’anno il gruppo Metaforte ha dedicato uno spazio anche alla poesia con tre video-installazioni due delle quali all’interno di roulotte riutilizzate per ospitare le opere artistiche mentre una video intervista sarà direttamente proiettata all’interno di un boschetto.

Opera di Roberto Serena – Videopoesia, Installazione – Roulotte “Qui”

Opera “Omaggio Nanni Balestrini” a cura di Tony Brunello – Roulotte “Qua”

Un omaggio al poeta Nanni Balestrini (Milano 1935 -Roma 2019), un video in loop che riporta la «Lectio Magistralis sulla poesia e il pubblico della poesia» del 2014.
Nanni Balestrini (Milano 1935- Roma 2019) è stato poeta, scrittore saggista italiano, tra i massimi della seconda metà del ‘900. Fece parte della neovanguardia degli scrittori intorno all’antologia I Novissimi, precursori del Gruppo 63, dal quale seppe prendere rapido le distanze, e diede un grande impulso e contributo alla poesia totale anche nel campo dell’arte visiva. Contribuì alla nascita di riviste quali Il Verri, Quindici, Alfabeta, Zoooom e Azimuth.

Opera “Francesco Giusti Docuvideo” a cura di Tony Brunello e Oscar Valenzin. Installazione Poesia proiezione nel boschetto.

Francesco Giusti (Venezia 1952) appartiene a una generazione che segue quella dei poeti nati negli anni Venti come Pasolini, Loi, Pedretti. La sua è una generazione che scrive sia in dialetto sia in lingua. Giusti scrive soprattutto in un inconfondibile, asintattico, rigoglioso italiano, ma c’è sempre dialetto nella sua poesia in lingua, così come c’è sempre lingua nel suo liquido dialetto veneziano. Si ispira a quelle di Zanzotto e Pasolini la sua recente pubblicazione Quando le ombre si staccano dal muro (Quodlibet; a cura di Giorgio Agamben). Considerato uno dei massimi poeti italiani viventi, è spesso ospite nel programma radiofonico Fahrenheit Rai 3.

Editrice L’arcolaio al “Festival Internazionale di Poesia – Parole Spalancate”, edizione 2019

Nell’ambito del “Festival Internazionale di Poesia – Parole Spalancate” di Genova, edizione numero 25, L’editrice Arcolaio di Gianfranco Fabbri, è presente con un suo stand che propone al pubblico, attento e incuriosito, sia titoli dal suo ampio catalogo sia titoli freschi di stampa.

Nella serata odierna, inoltre, Gianfranco Fabbri e Luciano Neri presenteranno al pubblico del Salone dei Resilienti di Palazzo Ducale la collana “Phi”, diretta da Gianluca D’Andrea e Diego Conticelli, con letture di alcune poesie di Luciano Neri tratte dalla raccolta Discorso a due.

Tra i libri esposti nello stand saranno disponibili: Dire di Fabio Michieli; Discorso a due di Luciano Neri; Esseri umani di Aleksandr Blok, a cura di Dario Borso; La parola e l’abbandono di Mauro Germani; Il profumo delle catacombe di Gian Ruggero Manzoni; Storie Lingualuce di Damiano Sinfonico; e molti altri titoli ancora (tra i quali le raccolte di saggi dedicati ad Antonia Pozzi e Pier Paolo Pasolini).

PALAZZO DUCALE – Cortile Maggiore
h. 16.00-20.30 SALONE DEI RESILIENTI – 2ª edizione
Rassegna delle case editrici, riviste, blog che si occupano di poesia in Italia

PRESENTAZIONI
PALAZZO DUCALE – Sala Spazio Aperto
h. 16.00 PERSEPHONE EDIZIONI Presentazione dei libri: Lo specchio del mare di Giovanna Olivari e Storie da un piccolo cuore di roccia di Danilo Alessi
h. 16.30 EDIZIONI ENSEMBLE presenta Contrabbando di upupe di Ewa Chrusciel
h. 17.00 MILLE GRU EDIZIONI Tania Haberland presenta Water Flame, Fiamma D’acqua
h. 17.30 DI FELICE EDIZIONI presenta l’antologia Lunario di desideri a cura di Vincenzo Guarracino Intervengono gli autori
h. 18.00 Spazio46 GRUPPO GENOVA ESPERANTO KLUB Lettura in esperanto della poetessa e scrittrice Anna Maria Dall’Olio
h. 18.00 CARTEGGI LETTERARI EDIZIONI L’archetipo della parola, René Char e Paul Celan. A cura di Marco Ercolani
h. 18.30 INTERNO POESIA Massimo Morasso presenta American dreams Interviene Daniela Bisagno
h. 19.00 CARTESENSIBILI presenta Nei tempi bui Intervento di Paolo Gera
h. 19.30 CASA EDITRICE L’ARCOLAIO presenta la collana Phi diretta da Gianluca d’Andrea e Diego Conticello. Interviene Luciano Neri, autore del libro Discorso a due
h. 20.00 EDITRICE ZONA Alberto Nocerino presenta Trenità
h. 20.30 EUROPA EDIZIONI Federico Bagnasco presenta Idiofonie

Cliccate QUI se volete consultare il programma dell’intero Festival, giorno per giorno.

Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019

Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019
5, 6 e 7 giugno 2019

Oven è il festival internazionale di poesia organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Uni­versità di Bologna. Il Centro di Poesia nasce dall’esigenza di far incontrare l’attività “militante” di gio­vani poeti con la tradizione culturale ed accademica italiana ed opera da più di vent’anni sul territorio proponendo incontri, laboratori, lezioni e festival di poesia italiana ed internazionale.

Saranno tre giorni ricchi di eventi e protagonisti, che coinvolgeranno diversi luoghi della città di Bo­logna. Questi vanno da una “Lectura Leopardis” alle prime luci dell’alba nella suggestiva Torre Prendi­parte, in cima alla quale si reciteranno versi di Giacomo Leopardi in occasione del bicentenario della scrittura de L’infinito; a luoghi interni all’Università. Nel Dipartimento di Filologia Classica e Italiani­stica dell’Università di Bologna avverrà infatti “Magma”, il primo Meeting Nazionale tra giovani poeti, che vedrà la partecipazione di giovani studiosi e poeti da tutta Italia. Sempre in ambito universitario, presso il Dipartimento di Lingue, Letterature Culture Moderne, ci sarà l’assegnazione del “Premio Lilec” per la miglior traduzione poetica. Aperto a dialoghi tra poesia e narrazione visiva, Oven 2019 prende vita anche nello Spazio Labò, dove si incontreranno il poeta Corrado Benigni e il fotografo Giovanni Gastel per una conferenza-spettacolo a due voci. La Sala del Papa di Palazzo Boncompagni sarà inoltre la cornice prestigiosa nella quale accoglieremo i nostri ospiti nazionali e internazionali, per tutti e tre i giorni del Festival: qui avverrà la cerimonia di conferimento del “Premio Internazionale Elena Violani Landi” al poeta tedesco Durs Grünbein (mercoledì 5 giugno) e la premiazione del poeta dialettale Franco Loi, insignito del premio “Bologna Lecture” (giovedì 6 giugno). Nella giornata conclusiva, nella stessa location, sarà invece il momento della performance poetica del poeta polacco Adam Zagajewski (venerdì 7 giugno). Il Festival Oven si chiuderà con l’antica sfida in versi tra studenti universitari, il Cer­tamen, e con un reading conclusivo in omaggio a Giacomo Leopardi, nella sala “Stabat Mater” della bi­blioteca comunale dell’Archiginnasio.

Comunicato Stampa Oven – Festival Internazionale di Poesia 2019

 

NORDIC FILM FEST 2019 Roma

NORDIC FILM FEST 2019 Roma

Casa del Cinema – Villa Borghese
da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019

www.nordicfilmfestroma.com

 

L’ottava edizione del Nordic Film Fest si tiene a Roma da giovedì 2 a domenica 5 maggio. La rassegna, che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), a cura delle quattro ambasciate nordiche presenti in Italia e con la collaborazione del Circolo Scandinavo, si svolgerà presso la Casa del Cinema di Roma, presenterà nuovi film in anteprima o inediti in Italia ed è realizzata anche in collaborazione con l’Ambasciata di Islanda di Parigi, i Film Institutes dei rispettivi paesi e con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio.

Oltre alle proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano o in inglese e ad ingresso libero, il programma prevede presentazioni e incontri con ospiti internazionali (registi, attori, produttori, sceneggiatori).

Il tema della rassegna di quest’anno sarà “Borders/Confini”, non solo in senso geografico ma anche tra “mondi”, modi di essere e di pensare diversi.

Ad aprire ufficialmente il Nordic Film Fest 2019, con la presenza dell’attrice Alba August e del produttore Lars G. Lindström, il film biografico “Becoming Astrid”, sulla vita di Astrid Lindgren, una delle più importanti scrittrici della letteratura per l’infanzia del novecento, autrice del best seller “Pippi Calzelunghe”. Il film narra di una giovane Astrid che decide di infrangere le rigide norme della società dei primi del ‘900 e seguire il suo cuore. Il film ha ricevuto 7 nomination ai Guldbagge Awards (il premio cinematografico più importante rilasciato in Svezia), tra cui miglior film e miglior attrice.

Prima dell’opening verrà proiettato il documentario finlandese ”Every Other Couple”, introdotto dalla regista Mia Halme, sulle storie di coppie divorziate, candidato come miglior documentario internazionale al Hot Docs Canadian International Documentary Festival.

Durante la manifestazione tra i tanti film segnaliamo:

venerdì 3 maggio alle 21:30 il finlandese ”Void” presentato dal regista Aleksi Salmenperä; commedia drammatica, tragica ed eccentrica sul prezzo del successo e la paura del fallimento, sull’incomprensibilità reciproca in un rapporto di coppia, film vincitore di 4 Jussi Awards (il premio cinematografico più importante rilasciato in Finlandia), tra cui miglior film e miglior regia; sabato 4 maggio alle 19:00 lo svedese ”Border – Creature di Confine” di Ali Abbasi, presentato dal produttore Piodor Gustafsson, film sorprendente che inquieta e insieme meraviglia, incrociando atmosfera fantastica e cronaca sociale, candidato all’Oscar per il miglior trucco e acconciatura, miglior film a Un Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes, 4 candidature agli European Film Awards, vincitore del Noir in Festival, vincitore di 6 Guldbagge Awards, tra cui miglior film e miglior attrice; sabato 4 maggio alle 21:30 il norvegese ”What will people say” presentato dalla regista Iram Haq, film autobiografico sulla vita di una sedicenne di origini pachistane, figlia di immigrati in Norvegia, che viene violentemente stravolta quando il padre la trova in compagnia di un coetaneo, decidendo di rimandarla nella madrepatria, forzandola alla sottomissione; selezionato dalla Norvegia per gli Academy Awards 2018, vincitore di 4 Amanda Awards (il premio cinematografico più importante rilasciato in Norvegia), tra cui miglior regia, miglior attore e migliore sceneggiatura; domenica 5 maggio alle 18:15 il danese ”A fortunate man”, il film più recente del regista Bille August, premio Oscar e due volte Palma d’Oro al Festival di Cannes, adattamento del romanzo ”Lykke-Per” del premio Nobel per la letteratura Henrik Pontoppidan.

Domenica 5 maggio alle ore 21:30, film di chiusura del Nordic Film Fest 2019, l’islandese “Woman at war – la donna elettrica” diretto da Benedikt Erlingsson, presentato in anteprima mondiale alla Semaine de la Critique di Cannes, film vincitore del Premio Lux del Parlamento Europeo. “Woman at war – la donna elettrica” è una commedia fuori dagli schemi che unisce emozione, impegno e divertimento. La protagonista sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta da eco-terrorista contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda; il film avrà presto un remake americano, diretto, prodotto e interpretato dalla due volte premio Oscar Jodie Foster. (altro…)

Festival della Letteratura Verde 2019. Programma

FESTIVAL DELLA LETTERATURA VERDE 2019
IIa Edizione

7 aprile, 10-19 – Villa Correr Dolfin, Porcia (Pn)
a cura di Alessandro Canzian e Maria Milena Priviero

Per il secondo anno all’interno della manifestazione Orti in Villa la Pro Porcia e Samuele Editore propongono il Festival della Letteratura Verde. Un’intera giornata di incontri con autori, incontri con editori, letture, discussioni tra poesia, narrativa, racconti e laboratori per ragazzi, con 29 autori e artisti tra cui (tra gli altri): Gian Mario Villalta, Giacomo Vit, Maura Picinich, Alessandra Cimatoribus, Piero Guglielmino, Roberto Cescon, Monica Guerra, Fabio Franzin, Giovanni Fierro, Roberta D’Aquino, Yuleisy Cruz Lezcano, Gianpietro Barbieri, Francesco Sassetto, Silvio Ornella, Alejandra Craules Breton, Kristina Jan Valleri, Baret Magarian, Matteo Melchiorre. Un’edizione speciale dedicata a Livio Sossi, ospite eccellente della prima edizione venuto a mancare nei primi mesi del 2019. Il tutto nello stupendo sfondo del parco di Villa Correr Dolfin di Porcia sotto tre grandi alberi per ritrovare il gusto del verde, del paesaggio, dello stare assieme all’insegna del dialogo. E al termine della giornata una lettura conclusiva sulla scalinata della Storica Villa.

A PRANZO CON L’AUTORE

A mezzogiorno quattro isole per quattro grandi autori con i quali poter continuare a discutere, a confrontarsi, bevendo e mangiando al Pranzo con l’Autore (regolamento e iscrizioni su http://www.samueleeditore.it).

INCONTRO CON L’EDITORE

Durante tutta la giornata, a orari predefiniti, gli autori potranno incontrare un Editore a scelta e proporre la propria opera. 15 minuti di incontro per parlare direttamente con chi leggerà e forse curerà il vostro prossimo libro (regolamento e iscrizioni su http://www.samueleeditore.it).

OPEN MIC

Dalle dieci di mattina alle sette di sera appuntamenti ogni mezz’ora con open mic al termine di ogni incontro (regolamento e iscrizioni su http://www.samueleeditore.it). Per ascoltare e farsi ascoltare dall’autore più amato.

FIERA DEL LIBRO

All’interno del Festival Editori e Librerie proporranno in esposizione e vendita le loro migliori novità. Per scoprire un nuovo libro e leggerlo subito, tra un incontro e l’altro, nel verde del Parco della Villa.

LE TUE POESIE AL PARCO

Durante tutta la manifestazione saranno regalate le più belle poesie e riflessioni pubblicate nell’evento facebook del Festival (regolamento e iscrizioni su http://www.samueleeditore.it) nella forma di fogliettini stampati. Per scoprire e leggere anche gli autori che non potranno essere fisicamente presenti.

 

PROGRAMMA
7 aprile

(altro…)

Irruzioni Festival 2019: dal 3 al 6 aprile a Padova

 

Torna Irruzioni. Festival diffuso di peripezie urbane.
Musica, poesia e arti performative invadono la città.
A cura di Associazione Voyager in collaborazione con l’assessorato alla cultura di Padova.
Con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova.

 

IL PROGRAMMA

******Giovedì 28 Marzo******

Anteprima IRRUZIONI
Due eventi per scaldare i muscoli, nell’attesa vibrante del festival imminente.

17.30 – Porta San Giovanni
Inaugurazione mostra “In viaggio: Belzoni sospeso tra Oriente e Occidente” con la partecipazione degli studenti del Liceo Artistico Selvatico e Liceo Artistico Modigliani. In collaborazione con l’Associazione Xearte.

21.00 – Aula studio “Pollaio” via G. Belzoni, 7
“Contame sospeso”, un incontro vis a vis per indagare attraverso gli strumenti della narrazione il tema centrale di Irruzioni 2019: la sospensione.
Evento curato da Contame – – storie di persone e di comunità

 

******Mercoledì 3 Aprile******

10.00 – 12.00 – Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano
“Professare il fumetto – Un incontro sulle sinuosità di un linguaggio e le sue professioni.”
Intervengono:
Walter Venturi (fumettista e illustratore – autore de Il grande Belzoni per Sergio Bonelli Editore)
Guido Ostanel (fondatore e direttore editoriale della casa editrice BeccoGiallo Editore)
Alberto Polita (organizzatore del Treviso Comic Book Festival)
(evento riservato agli studenti delle scuole superiori)

15.00 – Via Oberdan
Apertura punto informazioni e spazio performativo con Open Mic no stop.
Con la collaborazione di Nubivaghi e Rimescolate

15.30 – da Porta Portello lungo via Belzoni
Mostra itinerante “In viaggio: Belzoni sospeso tra Oriente e Occidente”. Un percorso espositivo e poetico con gli studenti dei Licei Artistici Selvatico e Modigliani, accompagnato dalle performance del collettivo francese Paris Lit Up.
In collaborazione con l’ Associazione Progetto Portello

18.00 – Sala delle Edicole – Palazzo Liviano
“Sospendere le intenzioni, liberare il suono – In margine a Silence di John Cage”
La recente riedizione, con una nuova traduzione e una prefazione inedita in Italia, contiene articoli, conferenze e saggi composti fra il 1937 e il 1961 da Cage. Gli scritti spaziano dai discorsi sulla musica, alla danza, alla pittura, allo zen, con storie e aneddoti che nel tempo sono divenuti proverbiali. L’insieme porta a galla la fede assoluta nel potere del suono di John Cage.
Intervengono:
Luca Illetterati (filosofo- UniPd)
Veniero Rizzardi (musicologo e storico dei media – Ca’ Foscari)
Evento in collaborazione con il Centro d’Arte Padova

18.00 – Libreria Zabarella, via Zabarella 80
Nell’ambito della rassegna di poesia, critica e piccola editoria “Il sabato dei villaggi” a cura di Giovanna Frene e Laura Liberale, incontro con Giulia Martini autrice di “Coppie minime” (Interno poesia) e curatrice dell’antologia “Poeti nati negli anni ‘80/‘90” (Interno poesia).

19.00 – Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano
Spettacolo: “L’attesa”
Performance di musica, poesia, danza e video arte ideato dagli studenti partecipanti ai workshop finanziati con il contributo dell’Università di Padova sui fondi previsti per le iniziative culturali degli studenti, come previsto dall’art.4, comma 5 dello Statuto

21.30 – Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano
Spettacolo “Non è successo niente” – da Facebook alla vita reale, Michele Mori e Marco Zoppello leggono, accompagnati dalla musica dal vivo, il Diario Pigro (così lo definisce l’autore) di un trentenne padovano intento a raccontare la versione quotidiana e stilizzata di se stesso.
Testi tratti dalla pagina FB “Non è successo niente”
Prodotto da Stivalaccio Teatro
Ingresso a biglietto

23.00 – Ex Wine bar – via Gritti 3
“Di brividi, la notte” – letture e improvvisazioni per verbosi accrocchi verbali.
Performer internazionali e poeti si alterneranno al microfono, salendo i primi tre gradini dell’EX.

 

******Giovedì 4 Aprile******

15.00 – Via Oberdan
Apertura punto informazioni e spazio performativo con Open Mic no stop.
Con la collaborazione di Nubivaghi e Rimescolate

17.00 – da Via Oberdan in giro per la città
Murga di Padova – danze per asfalti e pavé
La Murga, danza di strada nata come forma di protesta in America Latina, rappresenta una sospensione del tempo e delle abitudini ordinarie.

17.30 – Centro Universitario di via Zabarella, via Zabarella 82
“L’immaginazione sociologia e quella poetica: linguaggi e realtà sospese.”
Incontro con Stefano Allievi (UniPd)
Modera: Vincenzo Romania

18.30 – Libreria Zabarella, via Zabarella 80
Lo scrittore e poeta svizzero Arno Camenisch presenta il suo libro “L’ultima neve” (Keller editore)

19.00 – Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano
La parola sospesa, la potenza celata – Lectio magistralis di Adone Brandalise su Bartleby lo scrivano di Melville.
Il professor Adone Brandalise dell’Università di Padova terrà una lezione su “uno dei più bei racconti dell’epoca moderna” e sul suo enigma: Bartleby e la sua figura “incurabilmente perduta” dello scrivano che ha smesso di scrivere.

21.00 – Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano
Spettacolo “Avrei preferenza di no. Bartleby lo scrivano” con Roberto Herlitzka e Gianluigi Fogacci con le musiche di Alessandro Di Carlo (clarinetto) e Dario Miranda (contrabbasso).
Il racconto di Melville, con il testo curato da Teresa Pedroni, avrà come interprete un virtuoso dell’arte drammatica: Roberto Herlitzka che ci accompagnerà lungo le varie tappe della strana e indecifrabile vicenda di Bartleby interpretato da Gianluigi Fogacci.
Evento a biglietto

23.00 – EX Wine Bar – via Gritti 3
“Di brividi, la notte” – letture e improvvisazioni per verbosi accrocchi verbali.
Performer internazionali e poeti si alterneranno al microfono, salendo i gradini dell’EX.

 

******Venerdì 5 aprile******

16.00 – Libreria Limerick, via Tiziano Aspetti 13
Reading e presentazione dell’antologia: “Arrivederci Ragazzi”, un progetto di scrittura creativa a cura del collettivo Atelier dell’artista e promossa dall’ESU. Una narrazione in minore di racconti inediti, ideati e scritti da un gruppo di Studenti dell’Università degli Studi di Padova.

17.00 – Centro Universitario di via Zabarella, via Zabarella 82
“Abitudini sospese. Arte e filosofia come forme di sospensione dell’ordinario.”
Con gli ospiti indagheremo i modi in cui l’arte e la filosofia chiedono, in modi diversi, una qualche forma di sospensione delle pratiche discorsive ordinarie. Una sorta di dissoluzione – più o meno duratura – delle abitudini consolidate di rapporto con il mondo.
Incontro con
Felice Cimatti (filosofo) e Luca Illetterati (filosofo)
Modera Vincenzo Romania

20.00 – Centro Universitario di via Zabarella, via Zabarella 82
Spettacolo: “Il seme dell’abbraccio – Concerto per poesia, musica e canzone”
con Silvia Salvagnini, Nico De Giosa, Alessandra Trevisan e Marco Maschietto
I testi poetici diventano frammenti vocali. La poesia è letta e collocata nella dimensione di un ascolto lieve, empatico e vivo; così la musica insieme alle immagini, che danno spazio e nuova necessità alle parole. Testi tratti da Il seme dell’abbraccio (Bompiani) di Silvia Salvagnini.

21.00 – Fistomba Social Park, ponte Ognissanti
Poetry Slam: gara poetica per atleti della parola

MC Alessandra Racca (con un estratto del suo spettacolo “Mia zia era vintage”)
partecipano: Ali Casadei – Rachele Pavolucci – Eugenia Galli – Eugenia Giancaspro – Carolina Camurati – Wissal Houbabi
in collaborazione con LIPS – Lega Italiana Poetry Slam

 

******Sabato 6 Aprile******

10.00 – Scalinata Porta Portello
“La Tosca Sacra”
Un dramma marittimo-esistenziale che racconta le vicende di due trichechi gemelli siamesi. Uno che parla inglese e l’altro… il veneziano!
Una commedia originale di Helen Cusack O’Keeffe con Ed Bell e Jason Francis Mc Gimsey.
In collaborazione con Paris Lit Up.

10.15 – 13.00 – Canale Piovego – da Porta Portello alle Porte Contarine.
“Perfiume – performance in due atti per tre esecutori e tre barche su un corso d’acqua”
Concerto unico, a bordo di barche tradizionali della laguna veneziana, su partiture appositamente scritte dai maestri Enrico Gabrielli e Sebastiano de Gennaro.
Musiche a cura di 19’40” e Sottosuono con Gianni Chi (fisarmonica) – Sebastiano De Gennaro (percussioni) – Mario Frezzato (oboe)
In collaborazione con Amissi del Piovego, Canottieri Padova, Circolo Dei Barcari, Scuola di Voga Veneta Zonca, TVB – Traditional Venetian Boats e Gruppo Remiero Meolo.

15.00 – 18.00 – partenze contemporanee da Via Tiziano Aspetti e Porta San Giovanni
Passeggiate poetiche – Irruzioni performative in città.
Le associazioni locali e internazionali parteciperanno con inedite peripezie urbane appositamente studiate per l’occasione. Nelle strade, sui ponti, sotto ai portici, danze, improvvisazioni, performance teatrali e poetiche.
Con: AcrobaticYoga, Auló Teatro, C(H)IQ, Dimateria, Compagnia Teatrale Universitaria Mit-sein, Ottavo Giorno, Pablo Cortello, Paris Lit Up, Piano T Associazioneculturale, Spazio Danza, Teatro delle Correnti, Tokoyami, VIAdanza, Xearte.

21.00 – Fistomba Social Park, ponte Ognissanti
Open Mic. Un microfono per molte voci.
A seguire:
Between refractions
Una performance multimediale riflessa tra parole, vetro, luce e suono di Alison Grace Koehler, in collaborazione con Paris Lit Up.

dalle 23.00 – Fistomba Social Park, ponte Ognissanti
Non è la fine – Festa di chiusura con Dj Set

MEDIA PARTNER: Bart Music Festival, CeRebrationFest, Across the University / Festival, Moving Lab.

 

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2370928822925995/

Debuttare col primo romanzo grazie a un festival: Giorgia Tribuiani e “L’anno che verrà” – di Valentina Durante

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Chi scrive lo sa: non è tanto (non è solo) il tempo passato con la mano e la testa sulla pagina. E non è neppure lo straniamento, quel continuo dirigersi dell’attenzione – nelle pieghe e nelle minuzie della vita quotidiana – verso tutto ciò che può essere raccontato o buono per una qualche immaginazione. Non sono le ore sottratte al sonno o l’attenzione distolta dagli affetti e non è neppure tutto ciò che, a monte e a valle di questo, si guadagna: un modo diverso di guardare le cose, un sentire come di sensi costantemente allertati. No: la fatica maggiore, nello scrivere, è l’incontro con il lettore: perché senza lettore nessun testo esiste, senza gli occhi sulla pagina (sul monitor) le parole sulla pagina e sul monitor perdono motivo d’essere. Farsi leggere. Farsi pubblicare. Far transitare il testo dall’intenzione del dire al detto, finalmente scritto e detto.
Ecco perché i festival che mettono in contatto aspiranti scrittori e professionisti dell’editoria sono così preziosi: specie in un mondo che ha fama (spesso giustificata) di essere turrito e assediato da molti, troppi pretendenti (quanti cassetti italiani nascondono un manoscritto?).
Giorgia Tribuiani, che ha esordito lo scorso giugno con un romanzo breve – Guasti – edito da Voland, ha iniziato il suo percorso ufficiale da scrittrice proprio grazie a un festival letterario: “L’anno che verrà: i libri che leggeremo” che, nella sua seconda edizione, si terrà a Pistoia dal 26 al 28 ottobre. Il festival è organizzato in collaborazione con la rivista “The FLR – The Florentine Literary Review” e mette a disposizione degli aspiranti autori un cosiddetto elevator pitch: 15 minuti di tempo per raccontare il proprio progetto di pubblicazione a un editore o a un agente letterario. In questa seconda edizione saranno coinvolti gli editori E/O, Exòrma, Minimum Fax, NNE, Tunué e gli agenti letterari Luca Briasco, Monica Malatesta e Carmen Prestia: incontreranno tre autori ciascuno, domenica 28 ottobre, alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia che ospita il festival (qui tutte le informazioni per candidare il proprio progetto).

Ci racconti, Giorgia, com’è stato il tuo incontro con Voland? Perché, al momento di presentare la tua candidatura al festival di Pistoia, hai scelto fra tutti proprio questo editore?

Quando ho trovato Voland tra gli editori presenti al festival non ho avuto un solo attimo di esitazione. Il motivo è nel catalogo. Un errore in cui si cade spesso, quando si vuole presentare il proprio testo a un editore, è quello di fare degli invii randomici, senza considerare la linea editoriale dell’interlocutore a cui ci si propone. Quando mi sono proposta a Voland conoscevo i punti di contatto tra le mie storie e quelle della collana “Le Amazzoni”, così come mi era nota l’attenzione di Daniela Di Sora nei confronti della lingua. Il bando del festival chiedeva – proprio per evitare l’invio casuale – di inviare anche una lettera di presentazione che motivasse la scelta dell’editore ed evidenziasse i punti di contatto tra il romanzo proposto e uno o più libri del catalogo, e così mi sono trovata di fronte a un’ottima occasione per evidenziare le affinità.
L’incontro è stato di conseguenza molto bello. Difficilmente un autore ha occasione di parlare con un editore del proprio progetto di scrittura, e con “progetto” non alludo solo al singolo romanzo, ma anche al percorso fatto, ai modelli di riferimento e alle idee per i romanzi futuri. I quindici minuti dell’incontro individuale sono stati davvero importanti. Venti giorni dopo avevo tra le email una bozza di contratto e prenotavo i treni per Roma. (altro…)

#Festlet #5: Dettagli

Per il suo Prima persona, Richard Flanagan ha usato un episodio realmente accaduto nella sua vita: il suo esordio in narrativa con una biografia scritta in tre settimane di un individuo estremamente reticente a parlare di sé. A Richard Flanagan piace raccontare episodi della propria vita. Se vi capiterà di ascoltarlo, potrebbe raccontarvi questo:

“Una volta avevo un’intervista. Io parlavo, parlavo, ma l’uomo non mi guardava. Dopo un po’ vedo un tizio in fondo che fa: cinque… quattro… tre… e ho capito che non avevamo ancora incominciato. L’intervista è stata così: le domande in italiano, le risposte in inglese. Abbiamo parlato, parlato, non ci siamo mai guardati e non ci siamo mai capiti. Alla fine l’intervistatore mi ha abbracciato e ha detto: è stata l’intervista più bella della mia vita. Ho capito che a volte l’importante è saper tenere bene il palco.”

Anche quest’anno, Mantova ha tenuto il palco da leone. Nel momento in cui scrivo, è quasi impossibile per la mia bici Ariadne districarsi in una folla mai chiassosa. Il grande tendone della libreria è stipato, ci sono più persone che libri, il che dovrebbe essere il sogno di ogni libreria ben fornita, e questa lo è. I volontari fanno capannello a piazza Leon Battista Alberti, qualche curioso chiede ai volontari agli ingressi degli eventi se c’è ancora un biglietto per entrare. Mantova ha tenuto il palco da leone, e così il Festlet.
Ma a differenza di Flanagan e del suo intervistatore, noi e il Festlet ci siamo capiti. (altro…)

#Festlet #4: Cura

Biancamaria Frabotta

Le streghe, dice Kater̂ina Tučková, un tempo raccoglievano erbe, predicevano il tempo e il futuro, e questo infastidiva il sistema. I veri eredi delle streghe sono quelle donne e quegli uomini che conservano una forza al di fuori del sistema stesso.
Non posso evitare di pensare, allora, che la poesia, ogni volta che compare un tempo di sdoganamento del pressappochismo e cresce l’astio per il pensiero sottile, sia una forma di artigianato stregonesco. Non voglio coinvolgere con questo categorie trascendentali, come trascendentale non era usare un impacco per curare una ferita: mi limito a dire, la poesia è un mestiere che lavora da materia liminale, e dà il suo contributo in anticipo sulla richiesta.
Sarà per questo che a ogni forma di totalitarismo, sia esso intelligente e spietato o ignorante e ottuso, la poesia è invisa.
Ma lasciatemi aprire una lunga parentesi, e ripercorrere queste ultime ore di Festlet. Il fantasy, per esempio. Chi mi conosce sa cosa ne penso: un genere cosiddetto minore che lega il mito alla possibilità di denuncia dell’attuale, come il suo grande compagno di giochi, la distopia. Conferma la mia opinione Michela Murgia, che ieri sera ha ripercorso Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley con il suo L’inferno è una buona memoria (Marsilio). Morgana: l’idea che un ciclo fondato come quello arturiano possa cambiare di significato se raccontato dal lato femminile, che i valori vengano messi a soqquadro e la realtà assuma nuovi contorni, perfino che il coraggio e la virtù possano essere un dispendio di energie guardato con amorevole condiscendenza. Che tutto l’immaginario che abitiamo, insomma, anche il mondo reale, sia pronunciato da un narratore maschile, dal quale dovremmo provare ad affrancarci. Morgana, sacerdotessa, è passata per essere una strega. Ad ogni modo, aggiunge Michela Murgia, pure in un libro che crea baruffa nella narrazione dei ruoli è ancora presente “la sindrome di Ginger Rogers, che deve fare tutto quello che fa Fred Astaire ma all’indietro e sui tacchi”; come se il prerequistito per essere uguali sia di essere ammirevoli. Ma, prosegue e chiude, nel libro leggero e “un tanto al chilo” che le ha insegnato il femminismo ci sono genealogie femminili, eredità che passano anche (in ogni senso) senza sangue, comunità di donne che si aiutano anziché essere le prime nemiche di sé stesse e delle altre. (altro…)

#Festlet 2018 #3: Un libro, l’universo e tutto quanto

 

Francesco Abate e Michela Murgia

 

Preso il microfono, Michela Murgia racconta l’inizio di un’amicizia che ha saltato tutti i convenevoli; perplessa dall’interesse di Francesco Abate nei suoi confronti, ne ha chiesto ragione davanti a una pizza, e lui ha risposto: ho avuto un trapianto, ho imparato a non avere tempo, ti voglio bene adesso.
Abate racconta: “tutto quello che ci avevano detto sul trapianto e la rianimazione non corrispondeva alla realtà, quindi abbiamo deciso di creare un’associazione per chi aveva vissuto lo stesso linguaggio della malattia. Un’associazione che prevedesse gite, perché chi si sradica per curarsi spesso perde il contatto con i suoi luoghi”.
È da questo sfondo che nasce Torpedone trapiantati (Einaudi), un intreccio di storie tra persone legate dalla notizia della malattia cronica, della possibile fine. Forse nient’altro le lega, oltre a questo on the road che dà sollievo al perenne rattoppo, tra karaoke e attacchi di fame da cortisone. Michela Murgia ne chiarisce lo stile: «Abate ha un registro che riesce a far contemporaneamente piangere e ridere, nella stessa frase; a me la gente che piange non ride mai». Molto di quello che Abate dice ci turba, per quanto affermi: «il mio scopo è di farvi ridere altri dieci anni». Racconta che con Severino Cesari, l’uomo che l’ha voluto in Einaudi e che era in dialisi, hanno fatto editing con i cellulari riservati all’ospedale accanto ai fogli. Immagino quella scrivania, il cortocircuito di vita, speranza, paura e narrazione. Racconta le richieste di liberatoria ai parenti della donna che gli ha donato il fegato, tentennante all’idea di invadere un dolore ma bisognoso di inserire il nome di Cinzia nel romanzo. Penso al cortocircuito ancora più vasto di chi, morendo, sopravvive in un libro e in un corpo altrui. (altro…)

#Festlet 2018 #2: Il riso e la specie

Marco Malvaldi

 

Premetto che sembrerò allontanarmi per qualche rigo dalla letteratura, ma ieri sera sono andata a piazza Castello a godermi Dose e Presta de “Il ruggito del coniglio”, magistralmente accompagnati da Max Paiella e Attilio Di Giovanni. Per un’insegnante (per quanto precaria), assistere a una puntata è sempre una festa, figuriamoci se è live. E io del Festlet adoro il versante lieve: mi lascio sconvolgere la vita da letture drammatiche che scopro in qualche evento tra le navate di una chiesa, e cinque minuti dopo confesso a Lella Costa di averla adorata quando ha riassunto in nove comicissimi minuti la storia di Reva Shein in Sentieri.
Il Festlet è il luogo delle cose sottili, brillanti e profonde: e l’ironia donata lì sull’unghia, con sforzo apparentemente minimo e perfezione di tempo, è grandezza.
Ho detto che mi sarei allontanata dalla letteratura, ma è vero? Forse no, e non solo perché Presta è un narratore di razza, ma perché in questa serata leggera, come ne regala il Festlet assieme ai momenti più densi, grandi ospiti sono state le storie. (altro…)

#Festlet 2018 #1: Cavatina

 

Per voi che leggete, il Festival sta iniziando. Per me che scrivo c’è da attendere ancora un po’.
Ma chi segue queste cronache da qualche anno sa che non aspetto l’inizio del Festival per cominciare a raccontarlo, perché Mantova lo amplifica e lo racchiude, il tessuto di Mantova in qualche modo lo rintocca, e Mantova è qui, sotto il predellino di questo treno che mi porta a destinazione.
Potrebbe fare fresco, quest’anno, e forse (ora gli organizzatori mi odieranno) piovere, ma io ho dalla mia di non essere idrosolubile, e di essere entusiasta come una bambina, e ho una sciarpa nuova, un po’ più scura del bronzo, che ha tutta l’aria di essere uno scudo.
Stringo il borsone alle spalle, ho dimenticato l’ennesima bottiglia d’acqua sul treno, e mi avvio.  (altro…)