Inediti di Roberto Lamantea

courtesy: Kira auf der Heide

le liane dell’alba
hanno le ginocchia nude

le foglie di nerospino
e il sangue bambino

.

16 agosto 2005 ore 13.47

.

*
cosa del paesaggio è rima
snervato sghiandato in lumen oculi
in luce sfinito;
e dove gemma la luce
dove disegni natura il tuo lume
di collina in collina

o schiudere all’angelo il gheriglio
del nido
fino al grido

.

20 dicembre 2011 ore 18.40

.

.

*
la mia anima-insetto
alle unghie dei sassi getta
la cetra

.

12 giugno 2012 ore 14.30.

.

*
vieni, vieni anche tu
a questo tavolo di bar
e bevi con me
un bicchiere vuoto.
Siediti, bere non è bello
da soli, in piedi

…………………….prenditi
il tempo che vuoi, per scegliere
una vodka ghiacciata
e una fogliolina di menta
gettata sull’orlo di zucchero
del bicchiere
– era nata senza sapere
che la sua vita avrebbe
dato sapore a un attimo
distratto.

Poi vai, se vuoi, vola
dove non sai
lasciando nel bar
il tuo silenzio
come una foglia di rosa.

.

16 luglio 2012 ore 17.03.

.

*
i ricordi sono bambini
forse rondini, o api

non è vero che i ricordi
sono il vino della vita
sono un debole salto
sulla sabbia

.

31 luglio 2015 ore 15.54.

.

*
ricorda il lattaio
aperto come una scatola
a Treblinka
lo hanno fatto anche ad Ahmed

con la sua testa
giocano a pallone
i soldati

lo hanno fatto alle vocali
e alle lettere e ai suoni
hanno tolto gli occhi
alle parole
con le vertebre
hanno fatto collane

lo hanno fatto anche a Misha
e Assan
ho visto una bambina
impiccata ai suoi sogni

non c’è la parola quassù
ma capanne vuote

gli hanno detto
alzati e cammina
poi lo hanno spaccato
come i rami secchi

Non c’è il cielo quassù
Non c’è
il cielo

.

notte 15-16 settembre 2015.

.

*
danza danza scarpina di vetro
al tintinnio del carillon
danza alla cetra all’arpa
al cedro maestoso e tetro
che magico nel bosco
fosco fa ogni fiore
e pietre e archi di ginepro
e bacca e spina e gheriglio
e mordo del giglio corolla
che incipria e nebbia
ampolla polla e amaro
ai denti fuoco e gioco
m’imbavo e rinasco baco
nel nido di terra nudo
nel nudo di terra nido
m’imbivo e bibo bulbo
e ovulo ibisco fiele
in vischio m’innesto e miele
in ameba in ovulo
a rinascere terra

a rinascere terra

.

13 gennaio 2018

.

© Roberto Lamantea

Roberto Lamantea è nato a Padova nel 1955, figlio di un pugliese e una friulana con radici in Austria, ha trascorso l’infanzia tra il Friuli e la Liguria. Vive a Mirano. Ha collaborato alla pagina “Libri” del Gazzettino dal 1973 al 1980; dal 1989 è redattore della Nuova di Venezia e Mestre.
Ha pubblicato sette libri tra poesia e prosa, gli ultimi sono Nel vetro del cielo (Amos, Mestre 2006); Verde notte (Amos, Mestre 2009); Delle vocali l’azzurrità (Manni, Lecce 2013).

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