
le liane dell’alba
hanno le ginocchia nude
le foglie di nerospino
e il sangue bambino
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16 agosto 2005 ore 13.47
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cosa del paesaggio è rima
snervato sghiandato in lumen oculi
in luce sfinito;
e dove gemma la luce
dove disegni natura il tuo lume
di collina in collina
o schiudere all’angelo il gheriglio
del nido
fino al grido
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20 dicembre 2011 ore 18.40
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la mia anima-insetto
alle unghie dei sassi getta
la cetra
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12 giugno 2012 ore 14.30.
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vieni, vieni anche tu
a questo tavolo di bar
e bevi con me
un bicchiere vuoto.
Siediti, bere non è bello
da soli, in piedi
…………………….prenditi
il tempo che vuoi, per scegliere
una vodka ghiacciata
e una fogliolina di menta
gettata sull’orlo di zucchero
del bicchiere
– era nata senza sapere
che la sua vita avrebbe
dato sapore a un attimo
distratto.
Poi vai, se vuoi, vola
dove non sai
lasciando nel bar
il tuo silenzio
come una foglia di rosa.
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16 luglio 2012 ore 17.03.
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i ricordi sono bambini
forse rondini, o api
non è vero che i ricordi
sono il vino della vita
sono un debole salto
sulla sabbia
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31 luglio 2015 ore 15.54.
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ricorda il lattaio
aperto come una scatola
a Treblinka
lo hanno fatto anche ad Ahmed
con la sua testa
giocano a pallone
i soldati
lo hanno fatto alle vocali
e alle lettere e ai suoni
hanno tolto gli occhi
alle parole
con le vertebre
hanno fatto collane
lo hanno fatto anche a Misha
e Assan
ho visto una bambina
impiccata ai suoi sogni
non c’è la parola quassù
ma capanne vuote
gli hanno detto
alzati e cammina
poi lo hanno spaccato
come i rami secchi
Non c’è il cielo quassù
Non c’è
il cielo
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notte 15-16 settembre 2015.
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danza danza scarpina di vetro
al tintinnio del carillon
danza alla cetra all’arpa
al cedro maestoso e tetro
che magico nel bosco
fosco fa ogni fiore
e pietre e archi di ginepro
e bacca e spina e gheriglio
e mordo del giglio corolla
che incipria e nebbia
ampolla polla e amaro
ai denti fuoco e gioco
m’imbavo e rinasco baco
nel nido di terra nudo
nel nudo di terra nido
m’imbivo e bibo bulbo
e ovulo ibisco fiele
in vischio m’innesto e miele
in ameba in ovulo
a rinascere terra
a rinascere terra
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13 gennaio 2018
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© Roberto Lamantea
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Roberto Lamantea è nato a Padova nel 1955, figlio di un pugliese e una friulana con radici in Austria, ha trascorso l’infanzia tra il Friuli e la Liguria. Vive a Mirano. Ha collaborato alla pagina “Libri” del Gazzettino dal 1973 al 1980; dal 1989 è redattore della Nuova di Venezia e Mestre.
Ha pubblicato sette libri tra poesia e prosa, gli ultimi sono Nel vetro del cielo (Amos, Mestre 2006); Verde notte (Amos, Mestre 2009); Delle vocali l’azzurrità (Manni, Lecce 2013).
