‘Words’ di Luisa Menazzi Moretti (nota critica di Chiara Pini)

© Follia di Luisa Menazzi Moretti

L’immagine è parola – Words –

Le parole sono la nostra ricchezza. Esse ci determinano, ci raccontano nel nostro intimo più profondo e nelle relazioni che intessiamo con il mondo.
Senza parole noi non siamo, non pensiamo, non forniamo comandi consapevoli al nostro corpo. Le parole legano le persone, costruiscono sentieri, raccontano la nostra storia.
Il valore delle parole è immenso: esse illudono, determinano, condizionano, uccidono.
Nulla è più grande della parola, nulla è più potente.
Ingenuo segno grafico, suono dolce o ritmato, annoiato o stanco, la parola è una traccia indelebile di storie individuali e collettive.
La parola consola e risolve enigmi, formula preghiere e innalza all’incontro con l’Assoluto.
La parola denuncia.
La parla denuda le nostre meschinità.
La parola racconta le memorie che vorremmo andassero dimenticate. La parola non cancella: la parola mantiene vivo il ricordo e ci obbliga a pensare, a formulare altre parole, a costruire un pensiero, un’idea. Le parole generano le rivoluzioni.
Le parole alimentano l’amore.
Le parole valgono per se stesse, al di fuori dei contesti: esse sono vivo significante, veicoli di significato pieno. Nulla esiste al di là della parola. Le immagini sono la loro rappresentazione, non surrogati.
Un quadro, una fotografia, un simbolo sono ellissi di file di parole, di intrecci di pensieri. La parola è un’opera d’arte in sé, portatrice consapevole di messaggi, referente assoluto per ogni fruitore.
La parola è dotata di un proprio volume sia che essa venga urlata in una piazza o in un teatro, sia che appaia silenziosa tra le pagine di un libro.
La parola apre alla comprensione e al sentire, alla ragione e al cuore, alla scienza e all’arte.
La parola è ciò che di più democratico e di più elitario esista.
Ma la parola va conservata, curata, coccolata, coltivata perché essa si consuma dall’interno. Mantiene a lungo il suo splendido aspetto e il suo vigore interiore se condivisa, scambiata, utilizzata; se, invece, viene relegata, abbandonata, fino all’ultimo suo giorno sembrerà splendente, poi, all’improvviso sparirà, risucchiata dall’oblio. E con essa le nostre memorie, ciò che noi siamo.

Words di Luisa Menazzi Moretti, nonostante l’identità fotografica, è un progetto letterario immaginifico in cui l’artista accoglie nell’intimità dei propri pensieri lo spettatore. Luisa Menazzi Moretti svela suggestioni dal profondo che sembrano nascere dalla casualità: ci raccontano il suo vagabondare attento in un mondo distratto e confuso, che sembra dimenticare il valore degli individui. È uno sguardo decadente quello che nasce dall’obbiettivo di Words: l’artista svela verità nascoste e riporta lo sguardo interiore dello spettatore a scandagliare il senso di un quotidiano che sfugge per distrazione e frettolosità. È un progetto che va ricordato perché racconta l’individuo nel tempo e nello spazio: un viaggio nella complessità umana, con fotogrammi che aprono a speculazioni filosofiche, come in Alla ricerca del tempo perduto o alla riflessione storica come in Anima. Luisa Menazzi Moretti racconta un’umanità folle (Follia) di shakespeariana memoria che, nonostante la macchia dell’invidia (Solo invidiare), sa reagire con coraggio alle insidie del quotidiano (Coraggio): questi sono gli scatti tratti dalle pagine di una letteratura più o meno nota, alla ricerca, appunto, del tempo in cui agire, ricordare, pensare, amare. Ma è proprio in quest’occasione che la parola vive per se stessa, oltre ogni appartenenza: un messaggio che nasce dalla parola e in essa si alimenta, manifestandosi nella propria essenza.

In Words la dimensione del tempo domina su quella dello spazio: ci sono le Scadenze, i ricordi del Primo diario, e di un Compleanno, il fluire delle esistenze in un Passare che cancella, la Fine di un ciclo su una Bacheca Bruciata, in un Epitaffio che lascia l’impronta di un’Anima che ancora vive nelle nostre coscienze. È un tempo eterno che va scandito attraverso classificazioni delle vicende umane: gli Annali d’Italia, un’Antologia, una Raccolta teatrale; un tempo lungo attraverso il quale si riconfermano verità fino alla Dodicesima edizione; si narrano storie in un Romanzo d’amore e si racconta un presente di gente in cerca di risposte attraverso Annunci lasciati nell’ennesima Bacheca, di legami e di relazioni interrotte attraverso una Dedica o di un Ciao dopo essersi Trasferiti, forse perché logorati da infruttuosi iter burocratici in Ufficio o a causa di una sbiadita Circolare scolastica. Tuttavia, resta il desiderio di aprire nuovamente il Sipario e di rispondere alla vita, di accogliere il Vento che scompiglia e rinnova, di viaggiare verso Sud e di trovare Casa, una casa in cui Pagine di libri e Quotidiani consolidano la nostra memoria linguistica.

Alla maggior parte degli scatti di Luisa Menazzi Moretti si accompagnano testi di penne note e autorevoli che offrono il proprio sguardo: Alberto Abruzzese, Francesca Bertoli, Francesco Bonami, Noemi Calzolari, Chiara Carminati, Paolo Coltro, Denis Curti, Leandra D’Antone, Stefano de Asarta, Elio De Capitani, Gabriele Frasca, Piero Maestri, Yamina Oudai Celso, Paolo Patui, Daniele Pitteri, Fausto Raschiatore, Paolo Rossi, Caterina Sagna, Tiziano Scarpa, Roberto Serra, Marisa Sestito, Luigi Maria Sicca, Susan M. Stabile. Ma sono solo suggerimenti: lo scatto di Luisa Menazzi Moretti ipnotizza lo spettatore e lo conduce con malia in un viaggio della coscienza.

Luisa Menazzi Moretti, Words, arte’m, 2013
http://luisamenazzimoretti.it/portfolio-item/words/

© Chiara Pini

Luisa Menazzi Moretti è una fotografa italiana che, nata a Udine, ha vissuto gli anni più importanti della propria formazione in Texas. Qui, durante l’Università, a Houston, ha acquistato la sua prima macchina fotografica ed è stata subito passione. Tornata a vivere in Europa, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, spostandosi successivamente tra Londra e l’Italia. I corsi seguiti in Texas e, successivamente, la sperimentazione hanno trasformato la passione di Luisa Menazzi Moretti in consapevolezza e desiderio di espressione artistica, fino a farla diventare fotografa di professione.
Le sue opere e i suoi progetti sono stati esposti in numerosi musei, gallerie pubbliche e private in tutto il mondo; le sue mostre e i suoi libri sono stati curati da critici e da personalità di riferimento del mondo dell’arte come Denis Curti, Achille Bonito Oliva, Francesco Bonami, Valerio Dehò, Benedetta Donato, Maria Flora Giubilei, Antonio Giusa.
Tra il 2017 e il 2018, Luisa Menazzi Moretti si è dedicata a progetti di rilevante valenza sociale: gli scatti di Ten years and Eighty-seven days (2017) e di Io sono (2018) denunciano, senza giudizio, temi di grande attualità, risvegliando le coscienze attraverso il valore concreto delle immagini.

http://luisamenazzimoretti.it/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...