proSabato: Agota Kristof, Non mangio più

Agota Kristof, Non mangio più

..È troppo tardi. Non mangio più. Rifiuto il pane e i nervi a pezzi. Come rifiuto il seno materno, offerto a tutti i nuovi arrivati nelle latterie del dolore.
..Non appena ho imparato a vivere mi hanno nutrito di mais e fagioli.
..A tutti i piatti sconosciuti, avevo eretto un santuario andando a rubare qualche patata nei campi sconfinati del mio paese natale.
..Oggi ho tovaglia bianca, cristalli, argenteria, ma salmoni e selle di capriolo sono arrivati troppo tardi.
..Non mangio più.
..Sorrido alzo il bicchiere di vino pregiato in onore dei miei invitati al pasto serale. Poso il bicchiere vuoto, le mie dita bianche e magre accarezzano i fiori ricamati della tovaglia.
..Ricordo…
..E rido osservando i miei ospiti chinarsi voraci sul civet di lepre che io stessa ho cacciato nei miseri campi del loro paese natale.
..Nient’altro, in realtà, che il loro gatto domestico prediletto.

.

in La vendetta, trad. it. di Maurizia Balmelli, Torino, Einaudi, 2005 [C’est égal, Paris, Éditions de seuil 2005]

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