Giovanni Fantasia: tre estratti da ‘Superfici di passaggio’

 

1.
sistematico, il mattino mi riveste
d’insistenze elettrostatiche, pensieri
monoblocco, ossidazioni e non ho voglia
di ripetere la vita. in cucina
mangio telecereali
soppesando i movimenti
della lotta quotidiana
riavvolgendo le importanze
su rocchetti scivolosi
fino a farle scomparire.
al distributore automatico, dopo
ritrovo i miei occhi negli occhi di altri
e la vita mi scappa di mano
e rovescio il caffè

7.
scorrere, cercare un obiettivo-riempimento
un passatempo sulla mappa che modifichi
il percorso del non esserci e segnare
posizione, percorrenza, tasso di coinvolgimento
e ritornare al punto base, senza localizzazione
nello spazio smisurato della propria fissità

33.
esistono frammenti
più importanti dell’insieme
ma l’insieme sa d’assalto e di tempesta
e li disperde. esistono anche
carezze accerchiate da squali
e megattere contro lo sterno
esistono i verbi
schiacciare, annaspare, finire.
eppure, al largo, esiste
la più vasta prospettiva:
spazio equamente diviso
per dimensionare la vita

.
© Giovanni Fantasia, Superfici di passaggi, Italic, 2018

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