I poeti della domenica #209: Maurizio Brusa, Grammatica del silenzio

GRAMMATICA DEL SILENZIO

 

Mi consumo al gioco sprecato
assorbito dal lume.

*

Voglio sapere in che modo
questa realtà mi guasta:
ci vuole altro
che il tessuto invadente del mio torpore.

*

Ho ricevuto liquidi
in cambio
dove non c’era la passione
e mi sentivo magro
dove non c’era un sussulto
che ti piegasse l’anima.

*

Come un’impronta cieca
mi confondo
nel chiaro della terra
rinnovando segno dopo segno
la mappa del disagio.

*

La pratica del male
si rifiuta
di esplorare il vuoto della carta.
Mi lascia increspato
abitare la tua casa
dove ho coltivato la memoria.

*

Nel corpo sfibrato
questa lingua insanabile
è la mia.
A difesa di un veleno preso per tempo.

*

Come l’ombra scoscesa di me
l’antenna era fuori
un corpo opaco e verticale.

 

da Grammatica del silenzio, Manni

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