Riletti per voi #14: Peter Pan

Cattura

Carlos Schwabe, Il Fauno (1923)

(Si fa riferimento, per i brani citati, all’edizione Fanucci 2013 a cura di Beatrice Masini con traduzione dall’inglese di Milly Dandolo)

La signora Darling, madre di Wendy, Gianni e Michele, ha un bacio all’angolo sinistro della bocca che nessuno dei suoi familiari può prendere, benché sia perfettamente visibile. Un bacio che lo stesso Napoleone, secondo il narratore, sarebbe costretto a lasciare lì dove si trova sbattendo la porta dopo il tentativo. Con questo bacio, o quasi, si chiuderà il libro, quando Peter riuscirà a coglierlo senza sforzo alcuno. E questo bacio inespugnabile, la profonda natura di una persona che non è permessa neanche ai suoi cari ma che non ha segreti di fronte all’irruente divinità panica di Peter, è il primo motivo di turbamento in un libro quasi insostenibile per un lettore adulto, nella sua capacità di toccare corde inquietanti e critiche come lo scorrere del tempo, la simulazione dell’età adulta, l’ignoranza della sessualità e la sua sostituzione con la messa in scena, la gelosia e l’assassinio, la rappresentazione esatta della strafottenza e del capriccio propri dell’età dell’infanzia, vista non come innocenza ma come infinita possibilità di dominio su tutto quello che è desiderato.Che Peter Pan, personaggio ripreso da Barrie da un suo precedente esperimento su un neonato che abita a Kensington Garden dopo essersi visto rimpiazzato da un fratellino, possa essere visto come una figura quasi dionisiaca, i dubbi sono pochi. Egli è assieme lo scatenamento di una forza e il simbolo di quella natura inespugnabile di cui il bacio della signora Darling era correlativo. Così si presenta, mai raffigurato nei suoi tratti somatici ma sempre nelle impressioni che scatena, nel suo arrivo in casa Darling:

E mentre dormiva, la signora Darling sognò. Sognò che il Paese-che-non-c’è si era avvicinato moltissimo e che da esso era venuto fuori uno strano ragazzo. Non le fece paura, perché credeva di averlo già visto nel volto di molte donne che non hanno avuto bambini. Forse lo si può trovare anche nel volto di alcune madri. Ma in quel sogno egli aveva lacerata la pellicola che nasconde il Paese-che-non-c’è, ed ella vide Wendy, Gianni e Michele spiare dall’apertura.
Il sogno in se stesso non avrebbe avuto importanza; ma mentre lei stava sognando la finestra della camera si spalancò, e un ragazzo si lasciò cadere sul pavimento. Era accompagnato da una strana luce, non più grande del tuo pugno, che saltellava per la stanza come una cosa viva; e credo che proprio questa luce svegliò la signora Darling.
Balzò su con un grido, e vide il ragazzo, e in qualche modo capì subito che era Peter Pan. Se tu o io o Wendy fossimo stati là avremmo visto che egli era proprio come il bacio della signora Darling. Era un ragazzo molto carino, vestito di foglie secche e degli umori che stillano dagli alberi; ma la cosa più stupefacente era che aveva ancora tutti i denti da latte. Quando vide che lei era una persona adulta, le mostrò quei dentini con una smorfietta.

Se Peter si reca spesso alla casa dei Darling, non visto, è per ascoltare le storie che vuole riportare ai suoi bambini sperduti. Con un gioco tutto shakespeareano di seduzione attraverso l’orecchio (non si può non pensare all’Otello), Barrie ci rende chiaro come la morsa scattata sui giovani Darling provenga da una lusinga della stessa Wendy:

«Non andare, Peter» lo supplicò. «Sapessi quante altre storie so io!»
Queste furono le precise parole, e così non ci può esser dubbio che fu lei la prima a tentarlo.

Inizia così la vicenda dei piccoli Darling che lasciano la casa materna, e dei genitori nella disperazione, per volare nell’isola incantata dove Peter Pan vive con i suoi compagni bambini, in perenne guerra contro dei pirati adulti capeggiati da un femmineo gentiluomo e dei pellerossa continuamente sulle loro tracce. Il tempo sembra scandito da questi perpetui inseguimenti, che vedono in circolo i pirati, i pellerossa, le bestie, tra cui il tremendo coccodrillo che insegue, con il ticchettio di un orologio che ricorda la scadenza della morte, il severo Uncino.
Molti sono i personaggi e i momenti memorabili che fanno delle piccole avventure di Peter Pan un campionario di ferocia, dove Barrie scardina le leggi del racconto per bambini e torna alla crudeltà delle fiabe: le lotte non sono mitigate ma contengono uccisioni, non ci si fa scrupolo di tentare di annegare la giovane figlia del capo dei pellerossa, e soprattutto alcune scene ammiccano alla presenza di un istinto, il desiderio, che non potendo sfociare nel suo sbocco naturale crea degli inquietanti cortocircuiti: come quando Wendy, quasi dimentica come i suoi fratelli della sua vita precedente, accetta di fare da madre ai bambini sperduti e così si ritiene quando Peter torna a casa, simulando uno stanco ritorno dal lavoro, e si afferma contento di essere “padre” con lei di tutti quei “figli”. Oppure il continuo, frustrato corteggiamento da parte di Campanellino, che vive in un angolino della casa comune la sua vita di adulta tra mobili pregiati e specchiere, e tenta di uccidere Wendy resa quasi folle dalla gelosia verso l’obliqua attrazione che ne ha Peter. Ma Peter è sordo ai reali impulsi dell’amore, e scambia ghiande per baci e baci per ghiande. La stessa Wendy, per lui, ha importanza solo in quanto surrogato di madre, e quando alla fine di tutto tornerà a trovarla (nelle stagioni in cui non dimentica tutto quello che è successo, come spesso gli accade) e la troverà adulta, non avrà problemi a sostituirla con sua figlia Jane. Così come quando Wendy sarà una vecchietta, e Jane una donna comune, non avrà problemi a sostituirla con Margherita,

per condurla al Paese-che-non-c’è, dove lei gli racconta ciò che sa di lui, e lui ascolta seriamente. Quando Margherita crescerà avrà una figlia, che sarà a sua volta la mamma di Peter; e così via, per sempre, finché i ragazzi saranno allegri, innocenti e senza cuore.

© Giovanna Amato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...