proSabato: Umberto Saba, Scorciatoia su Penna

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Carlo Levi, Ritratto di Umberto Saba, olio su tela

PENNA     L’amabile castità di questo poeta viene dal fatto che egli ci ha dato – senza che né lui né noi lo volessimo – i tanto attesi canti della maternità.

Trovato ho il mio angioletto
tra una losca platea,
fumava un sigaretto,
e gli occhi lustri avea.

Direbbe così (se così sapesse esprimersi) una madre, che ritrovasse, fuggito dalla sua casa, turbato dalla pubertà, il figlio diletto. O, se volete (ma è la stessa cosa) è Venere che parla del fanciullo Amore.

.

da Scorciatoie e raccontini, in Umberto Saba, Tutte le prose, Milano, Mondadori, 2001, p. 46

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