proSabato: Vincenzo Cardarelli, Trasformazioni

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proSabato: Trasformazioni di Vincenzo Cardarelli

L’animale ferito è una preda difficile da riavere. Così, a poco a poco, ho finito anch’io per sentirmi nel mondo: un essere malizioso sempre in pericolo e in sospensione. I miei gusti sono inquieti. Il mio modo di vedere e di partecipare è supremamente evasivo. tutti i miei istinti più forti, i miei esperimenti più sani, non sono che fughe verso altre arie e scorci di prospettive.
..L’amore non ammetto ormai più che mi si dichiari. Direi quasi che non le pèrdono. Mi piace la simpatia che arrossisce di sé e scappa borbottando. Gradisco le attestazioni presupposte e dimenticate. Non tollero che rare apparenze. Giudico impresentabili tutte le commozioni.
..Perché io ho ecceduto nella carne fino all’ironia. Ho bevuto come se non mi dovessi più risvegliare. Perché io so cosa vuol dire fare esperienza d’una tentazione e liberarsi dal male a prezzo di tante cadute.

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© Vincenzo Cardarelli, Trasformazioni in Opere, a cura di Clelia Martignoni, Milano, Mondadori (i «Meridiani»), 1981

Un commento su “proSabato: Vincenzo Cardarelli, Trasformazioni

  1. “Gradisco le attestazioni presupposte e dimenticate. Non tollero che rare apparenze. Giudico impresentabili tutte le commozioni”. Quanto sarebbe necessario un tale pensiero nel vortice di convenevoli dell’oggi…

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