
APRILE
Quante parole stanche
mi vengono alla mente
in questo giorno piovoso d’aprile
che l’aria è come nube che si spappola
o fior che si disfiora.
Dentro un velo di pioggia
tutto è vestito a nuovo.
L’umida e cara terra
mi punge e mi discioglie.
Se gli occhi paludosi e neri
come l’inferno,
il mio dolore è fresco
come un ruscello.
© da: Vincenzo Cardarelli, Poesie, Milano, Mondadori, 1942.

2 risposte a “I poeti della domenica #59: Vincenzo Cardarelli, Aprile”
L’ha ribloggato su sergiofalcone.
"Mi piace""Mi piace"
Un aprile malinconico, questo di V. Cardarelli, ma di una malinconia che non fa male.
Piera
"Mi piace""Mi piace"