Ida Travi: editi, inediti e videoletture

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(con la testa sotto la foglia)
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

Con la testa sotto la foglia
cresceva il nostro spirito
cresceva cresceva
sfondava il tetto verde

cadevano nel ferro le barriere

io tenevo il tuo spirito in braccio
tu tenevi il mio viso in mano

oh carità, com’era
 come eravamo spirituali
quando eravamo piccoli.

*

 

( vedrai la spalla del tuo vicino)
da TA’ poesia dello spiraglio e della neve, Moretti&Vitali 2011

Vedrai la spalla del tuo vicino alta nel segno nero
Nel filo di fumo azzurro vedrai quel fiume
e il monte lì vicino, vedrai quel ramoscello
argento che sale, sale…

È così che testimonia il ramo
È così che il sasso ritorna alla sua storia

Ci sono vetri dappertutto, Usov
sei pieno di schegge in testa.

*

( al muro la vanga, il rastrello )
da TA’ poesia dello spiraglio e della neve, Moretti&Vitali 2011

Al muro la vanga, il rastrello
e tu con quel collo da tortora
entri nella luce del tramonto
La ruota del carro, la paglia del fieno
..
La morte del coniglio selvatico
..
salva la vita altrui, il suo sguardo
..
è la fine del tramonto
Lei canta e sogna il verde altopiano
guarda lontano, lontano

..nella grandissima casa antica.

*

( il vestito )
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

Il vestito di Nikka se l’è preso il vento
È entrato, come se fosse lui 
il padrone, qui

Che se ne fa del vestito d’una vecchia
mi sai dire?…

Vuole solo prenderci qualcosa
vuole solo rubarci qualcosa

Sono nata e nessuno m’ha detto niente
c’era questo animale dappertutto
sulle fasce, sulla croce, in fondo alle calzine

La luce artificiale mi metteva fame
mi metteva sete, sempre la stessa
fame, sempre la stessa sete….

*

( vivo come prima della scuola )
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

Vivo come prima della scuola
con la sedia girata 
contro il muro

Non c’è altro sul muro
solo il segno del chiodo
solo la strisciata del martello

Quello che so 
l’ho imparato dall’asino
ma conosco il mio nome
so bene dov’è il mio petto

– il libro, il cucchiaio la zappa, il catino –
Lo vedo bene ch’è buio
È notte anche per me non credere.

*

( tutto era a posto )
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

Tutto era a posto, tutto era perfetto
poi è venuto l’uomo con la falce
e s’è preso le nostre fragole

Allora sono scesa dalla sedia regina
alzando le braccia al cielo

..Sono scesa dalla sedia regina
portando le mani al petto

Tutto era perfetto, cento colombe alte
sono volate in cielo, come un ventaglio
in cielo, le fragole antiche dormono
nel fazzoletto nuovo.

*

( dovresti vederli )
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

Dovresti vederli
amano l’albero come un padre
Amano il padre attraverso lo schermo

Come un padre parlante
come un padre nascente
come un padre chiuso nella goccia
all’angolo dell’occhio
nel bel mezzo delle cento braccia
schiuse.

*

( c’è qualcosa che ci domina )
da Il mio nome è Inna, Moretti&Vitali 2012

C’è qualcosa che ci domina
l’unica via d’uscita
è qui dentro

Il sasso battuto sul petto
Il legno battuto per terra

Il legno era un ramo un secolo fa
era la nostra ombra

Quel ramo spezzato, quel legno in croce
– lo vedi? lo vedi? –
quel ramo per terra era la nostra ombra.

*

( voleva togliermi il grembiule)
da Katrin Saluti dalla casa di nessuno, Moretti&Vitali 2013

Voleva togliermi il grembiule
non capisco perché
come se fosse suo, il grembiule
come se tutte le cose
fossero senza tunica

Era buia la corona
era rosso il segno sulla porta

Io domandavo: per favore, il nome
come mangiando la foglia al volo
come prendendo il cuore per la testa

Sopra ogni cosa alzavo la testa
– canta! –
Volevo solo alzare la testa, io
volevo solo sapere il nome.

*

( la casa è tornata)
da Katrin Saluti dalla casa di nessuno, Moretti&Vitali 2013

La casa è tornata al suo posto
ti chiama

Il cane solleva la polvere
ti chiama

– È ora –

Tace il pane sul legno
tace il pane, nella muta
comunione con il vino

La testa si china appena
sopra il colletto nero
sopra le mani giunte.

*

Chiamo la neve come un bambino
da Katrin Saluti dalla casa di nessuno, Moretti&Vitali 2013

***

(entrano liberi i cavalieri ) inedito

Entrano liberi i cavalieri, e le donne
si voltano a guardare, quanta polvere fanno
quanta polvere…

– vedi? –

Ho ancora due mani, io. Ho due mani.
Le appoggio così, sulla tua fronte.

*

(come si chiama il nostro lavoro) inedito

Come si chiama il nostro lavoro, Olin
il nostro lavoro in terra, come si chiama?

Il mio, il tuo, il nostro lavoro… sì, insomma
se lo devo spiegare a qualcuno
il nostro lavoro in terra come si chiama?

Centomila formiche rosse, e non una si volta, non una…

È un lavoro, questo?

C’è una benda in fondo al tuo occhio, Olin
c’è una piccola benda rossa…

*

Credi che domani ci sarà la neve?

Weil, Weil poesia dedicata a Simone Weil

**i frammenti d’immagine sono un omaggio dell’autrice al cinema di Jean Vigo e Carl Theodor Dreyer