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Ulisse, un ragno, un ebreo (Nota di lettura a ‘Il canto della Moabita’ di Sergio D. Donati)
Continua a leggere: Ulisse, un ragno, un ebreo (Nota di lettura a ‘Il canto della Moabita’ di Sergio D. Donati)ULISSE E IL RAGNO Sulla tela dei ricordi m’osserva un ragno. Verde. Mi volto e lo guardo. Tra noi segni invisibili, memorie vegetali. Io torno a te, Itaca, velato d’argento, perché tu non riconosca dei miei volti solchi e lacrime. L’EBREO E IL RAGNO Appeso alla tela un ragno osserva i miei tentativi di creare…
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Seminalis: un racconto che geme, di Melania Mieli
Continua a leggere: Seminalis: un racconto che geme, di Melania MieliQuando ho aperto la portiera dello scompartimento ho percepito che avessi un odore forte. E non mi è dispiaciuto. Vista la tua divisa, ho pensato che ti stessi portando in spalla una giornata lunga fatta di strade polverose, osterie piene di fumi e un poco di morte. Lo stesso io. Non mi scoraggio se ricevo sguardi insistenti, d’altra parte…
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Secondo appuntamento con “Gli scomparsi”, a cura di Edoardo Pisani
Continua a leggere: Secondo appuntamento con “Gli scomparsi”, a cura di Edoardo PisaniGli scomparsi sono i libri che non abbiamo mai saputo di voler ritrovare: libri dimenticati, libri fuori edizione, libri introvabili, libri mai tradotti, libri trascurati. Ogni settimana qualche brano da un libro“scomparso”, nella speranza che questo piccolo spazio nascosto possa contribuire a riesumarne qualcuno. Edoardo Pisani Il libro di oggi è Literatur, di Italo Alighiero Chiusano, una…
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Un’esattezza emotiva: Alessandra Trevisan racconta ‘Trasferimenti’ di Viviana Fiorentino
Continua a leggere: Un’esattezza emotiva: Alessandra Trevisan racconta ‘Trasferimenti’ di Viviana FiorentinoCosa siano i Trasferimenti del titolo della nuova raccolta di poesie di Viviana Fiorentino (edita da Zona) è riconoscibile attraverso una sistematica lettura dei testi che stratificano, secondo una “concentrazione aperta” anche alla disposizione (del lettore), una poetica del linguaggio nello spazio. Se il modello dichiarato da lei stessa può essere la poesia irlandese contemporanea…
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Una lacrima di zolfo: Giuseppe Martella racconta ‘Zebù Bambino’ di Davide Cortese
Continua a leggere: Una lacrima di zolfo: Giuseppe Martella racconta ‘Zebù Bambino’ di Davide CorteseZebù bambino (Terra d’ulivi) di Davide Cortese, è tutto un programma, fin dal titolo e dalla birbonesca, indovinatissima immagine che si trova in un post dell’autore su Facebook per diffondere il libro (e che sarebbe stata perfetta come copertina), che mostra un bebè con tanto di sorriso diabolico, sguardo strabico e cornetto in testa, appeso in fasce a…
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Al buffet con… Anna Toscano
Continua a leggere: Al buffet con… Anna ToscanoLe poesie che proponiamo di seguito appartengono alla raccolta Al buffet con la morte di Anna Toscano, edita nel 2018 da La Vita Felice. Un libro che non terresti sul comodino, per la complicità esatta e lucida che stringe con la certa. Eppure è proprio questa lucidità che permette di apprezzare l’umanità profonda che resta…
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Il demone dell’analogia #40: Udienza
Continua a leggere: Il demone dell’analogia #40: Udienza«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia…
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Alessandra Trevisan racconta ‘Carcere della terrestrità’ di Francesca Fiorentin
Continua a leggere: Alessandra Trevisan racconta ‘Carcere della terrestrità’ di Francesca FiorentinCarcere della terrestrità di Francesca Fiorentin La parola colta – ed anche còlta – di Francesca Fiorentin è da subito espressa nel titolo della sua nuova raccolta, Carcere della terrestrità (edito da Macabor), che indica un’appartenenza poetica e materiale alla terra, anche in termini spirituali. Ma è uno spirito laico e filosofico il suo, impregnato…
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Annientare se stessi: la reincarnazione di Houellebecq (a cura di Omar Suboh)
Continua a leggere: Annientare se stessi: la reincarnazione di Houellebecq (a cura di Omar Suboh)«Quel tramonto non era un addio, la notte sarebbe stata breve e avrebbe portato a un’alba assoluta, alla prima alba assoluta nella storia del mondo, ecco fin dove poteva spingersi l’immaginazione, rifletteva Paul, a forza di contemplare i quadri di Claude Gellée, detto Lorrain, o di contemplare il sole che calava sulle colline del Beaujolais».…