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Emanuele Franceschetti, Poesie da “Testimoni”
Continua a leggere: Emanuele Franceschetti, Poesie da “Testimoni”da Eingedenken (INTROITUS) La memoria coltiva la sua lingua.Dal fondo di riversa un sillabario,cose insepolte che ancora significanodietro la soglia incerta del visibile.C’è un nome che non puoi dimenticare:i vivi e i morti restano indivisinell’equivoco del tempo lineare.La vita si contamina, persiste. Arrivano i giorni del contagio.Rivolte inutili, seme disperso, tracce senzaTestimoni. Benedizioni…
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Appunti di poesia greca contemporanea #7: Titos Patrikios
Continua a leggere: Appunti di poesia greca contemporanea #7: Titos PatrikiosAppunti di poesia contemporanea A cura e con la traduzione di Alexandra Zambà #7: Titos Patrikios Titos Patrikios, figlio di due noti attori del teatro greco, è nato ad Atene nel 1928. Durante l’occupazione nazifascista ha partecipato alla Resistenza e nel 1944 ha rischiato l’esecuzione. Dal 1951 al 1954 è stato confinato e dal 1954…
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Franca Grisoni, Poesie da “Le crepe”
Continua a leggere: Franca Grisoni, Poesie da “Le crepe”Ma quacc pusibuidale matite en vas!le töte mötele töte prontelure a doprat.Lé, töte ’nsema– tignide come masproncc a fiuriser –ma giöna a giönaíde per regal. dela matitanegra sura al biance l’è la pontaa reclamà la ma.i occ i scultala furma nel sò fasma gnaca ’n segnde sc-iop nel negherdel sò lamp.Vergot s’è scaricatma apena…
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Maria Borio, “Dal deserto rosso”. Nota di Davide Toffoli
Continua a leggere: Maria Borio, “Dal deserto rosso”. Nota di Davide ToffoliMaria Borio, Dal deserto rossoStampa 2009, 2021 Nota di Davide Toffoli «C’è qualcosa di terribile nella realtà, e io non so cos’è. Nessuno me lo dice», esclama Monica Vitti nel 1964 nei panni di una tormentata Giuliana, protagonista del film Deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Il mare, sempre uguale a sé stesso, diventa allegoria di…
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Davide Cortese, Tre poesie da “Zebù bambino”
Continua a leggere: Davide Cortese, Tre poesie da “Zebù bambino”Davide Cortese, Zebù bambino Postfazione di Mattia Tarantino Terra d’ulivi edizioni 2021 Gioca ai dadi con le bambole il piccolo Zebù. A una ha dato il nome della madre di Gesù. Tatua fiori di melo e serpenti sul seno di plastica di Maria. Poi rosicchia quel seno coi denti. Succhia…
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Il demone dell’analogia #37: Sera
Continua a leggere: Il demone dell’analogia #37: Sera«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia…
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Gabriel Del Sarto, Poesie da “Tenere insieme”
Continua a leggere: Gabriel Del Sarto, Poesie da “Tenere insieme”IN CASA, NEI DURI FREDDI There are imperfectionsbut a music overlays themW. Carlos Williams Ho questo caffè d’orzo, caldo, con molto zucchero. La devastazione dell’autunno ci colsein dolcissimo pre–maman: latte e mieleprima di dormire, ma ancora svelta e bianca, buona all’amore. Poi nella crudanatalizia meraviglia all’Amabile ci muorel’Adelmo. Alpino e contadino l’Adelmo – e…
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Il sabato tedesco #50: Uwe Kolbe, Storicamente
Continua a leggere: Il sabato tedesco #50: Uwe Kolbe, Storicamente“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e si propone di raccogliere riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. (Anna Maria Curci) Storicamente Il colore dei tuoi occhi è recessivo. Lo spazio della tua lingua si restringe. La maggioranza di cui fai…
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Poesie di Ivano Testa
Continua a leggere: Poesie di Ivano TestaHo capito quattro cose I. ho capito che sebbene mi sia estromesso da me stesso, me stesso continua a vivermi. II. ho capito che se non posso averti, divento te. III. ho capito che il mattino è l’ampio buco praticato sulla notte. IV. ho capito che se temo di perderti, ti uccido. i…
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Poesie di Giorgia La Placa
Continua a leggere: Poesie di Giorgia La PlacaStavamo tutti in piedi, la stanza è strettissima a viverla, un quadrato concentrato e da lì pentolame, cose sciatte a scriverle noi impazziti nell’attesa, le mani come uncini. Bisogna premurarsi di aprire entrambe le finestre, lasciare passare il poco spazio che ci separa, la tua fame d’aria. La piazzola è nerissima, fa…