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I poeti della domenica #182: Pietro Ingrao, ‘Per gli incolori/ che non hanno canto’
Continua a leggere: I poeti della domenica #182: Pietro Ingrao, ‘Per gli incolori/ che non hanno canto’. Per gli incolori che non hanno canto neppure il grido, per chi solo transita senza nemmeno raccontare il suo respiro, per i dispersi nelle tane, nei meandri dove non c’è segno, né nido, per gli oscurati dal sole altrui, per la polvere di cui non si può dire la storia, per i non nati…
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I poeti della domenica #281: Eugenio Montale, La #storia
Continua a leggere: I poeti della domenica #281: Eugenio Montale, La #storiaI La storia non si snoda come una catena di anelli ininterrotta. In ogni caso molti anelli non tengono. La storia non contiene il prima o il dopo, nulla che in lei borbotti a lento fuoco. La storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l’ignora. La storia non si fa…
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ALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIORE
Continua a leggere: ALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIOREALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIORE (Su Hotel della notte) di Mirella Vercelli Non conosco personalmente Alessandro Moscè (nato nel 1969 ad Ancona e residente a Fabriano), ma lo immagino passeggiare per i vicoli della sua Fabriano. Dopo aver letto l’ultima raccolta di poesie, Hotel della notte, tradotta in spagnolo e pubblicata in…
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Francesco Indrigo, da “Nissun di nun/Nessuno di noi”
Continua a leggere: Francesco Indrigo, da “Nissun di nun/Nessuno di noi”La pasiensa da la puisìa Coma no vê dôl cuant ch’a ven scjassàda, strassinada ta li’ plazis, preàda, lustràda e laudàda dai ciantors da li’ rimis. Opùr tignùda in cont, travuardada da ociàdis ordenaris in aulis rimessadis. E po sglinghinaments di bussùtis e incens sparnisàt. Passàda tal tamès da capelans studiàts o vint savoltant segnàt…
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Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere (rec. di D. Capello)
Continua a leggere: Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere (rec. di D. Capello)Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere, Il Leggio, 2018 È il libro di un poeta che da sempre conosce il senso della vertigine, del doppio movimento, imprendibile, delle cose e della lingua che le nomina. La parola di Marco Ercolani è qui scagliata, scagliata fuori dal suo stesso fluire ritmico, dopo essere stata a…
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Antonella Palermo, da “La città bucata”
Continua a leggere: Antonella Palermo, da “La città bucata”La città sdogana all’alba le sue tangenziali. Ne imbocco una a caso per passare sopra ai nostri malintesi, in fretta. La pelle gonfia dei muri sfarina i divisori. Battagliare a ferri scoperti, con l’anima a vista. Cadi tu, troppo sporgente. Io sono il cuore mordente con l’intonaco marcio in queste mani.
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Guglielmo Aprile, Il talento dell’equilibrista
Continua a leggere: Guglielmo Aprile, Il talento dell’equilibristaGuglielmo Aprile, Il talento dell’equilibrista, Giuliano Ladolfi Editore 2018 Il poeta equilibrista, funambolo sulla corda del disincanto, corda tesa consapevolmente oltre ogni immaginabile delimitazione, è sospeso, solo e a ‘ciglio asciutto’. Senza rete sulla pista del circo, sotto il tendone che chiamiamo mondo, rischia di schiantarsi nel vuoto delle etichette. Guglielmo Aprile corre questo…
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PoEstate Silva #55: Giulia Martini, da “Coppie minime”
Continua a leggere: PoEstate Silva #55: Giulia Martini, da “Coppie minime”Calendimaggio d’un maggio d’antan. Mi cali lemme lente nel lemmario chansons di gesta. Quale calicanto del Getsemani tieni tra le mani? Non allontani da me questo canto. Canto questo che sento come carcere lacuàle per irrigarti chance. Nel deserto, la quale ti battezza, non mai dimenticarmi sola cosa: prigione vale di cantiere aperto il…
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PoEstate Silva #53: Rosangela Zoppi, da “Fiore di stecco”
Continua a leggere: PoEstate Silva #53: Rosangela Zoppi, da “Fiore di stecco”A Teta di Cervara Dalle tegole macchiate di muschio lo sguardo sale alla linea dei monti poi torna docile in cima alla loggetta. China sul suo pasto frugale la vecchia gioca con le dita e la forchetta che non raccoglie più abbastanza; nei suoi modi sembra tornata a un’infanzia diversa dove giorno per giorno…
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PoEstate Silva #49: Reiner Kunze, gioventù viennese prima del concerto
Continua a leggere: PoEstate Silva #49: Reiner Kunze, gioventù viennese prima del concertoGIOVENTÙ VIENNESE PRIMA DEL CONCERTO Sul podio dormono i contrabbassi, pingui burattini, i fili al di sopra del ventre, e le tavole del palcoscenico sotto le sedie dei fiati sono ancora nauseate dall’ultima volta Ma loro, figlie e figli della loro città, tengono i posti più convenienti tra quelli più a buon mercato già…