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I poeti della domenica #454: Paolo Volponi, “Il vento si è disteso”
Continua a leggere: I poeti della domenica #454: Paolo Volponi, “Il vento si è disteso”Il vento si è distesosotto la luce del Vesperocosì che più lento è ascesoil buio dai fossi al teneroverde di ogni scoscesocrinale, al rosso manerodel primo pozzo: come discesodentro di sé, ripreso interoil profondo scavo, il disattesoocchio impuro, e per versoil riflesso (specchio infranto ancora tesoal centro dell’esterno emisfero)fisso sul giornalieroabisso parlante, fante incompreso,custode…
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I poeti della domenica #453: Paolo Volponi, Simile
Continua a leggere: I poeti della domenica #453: Paolo Volponi, SimileSimile Ancora a tre quarti la luna d’aprilenon ha slegato le corrusche filedel verno; ancora trepida e sottileansima presso l’algido mantiledell’alba e fra il suo proprio stiledi cielo e di terra mette altro monile d’aria e di luce: quasi un cortilefermo, stretto, se non covileriposto, comodo e quasi vileriparo… prosegue un tempo puerileoltre ogni…
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Paolo Polvani, Il mondo come un clamoroso errore
Continua a leggere: Paolo Polvani, Il mondo come un clamoroso errorePaolo Polvani, Il mondo come un clamoroso errore Pietre Vive Editore, 2017 Le pagine di Il mondo come un clamoroso errore, raccolta di Paolo Polvani pubblicata nel 2017 dalla casa editrice Pietre Vive, appaiono fin dalla prima lettura (e ogni successiva lettura conferma questa prima impressione, arricchendola di angolature ulteriori) composte, guidate e ispirate…
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Ancora su “Tropaion” di Raffaela Fazio
Continua a leggere: Ancora su “Tropaion” di Raffaela FazioAncora su Tropaion di Raffaela Fazio Pare che tutto sia cominciato (per “tutto” intendendo qualsiasi forma d’arte) pare che tutto sia cominciato con una partenza e relativa disperazione. La figlia di Butade il vasaio si è vista partire il compagno, e tanto ha pianto che suo padre ha disegnato il profilo di lui contro un…
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Stefano Bortolussi, “Paternalia”. Nota di Carlo Tosetti
Continua a leggere: Stefano Bortolussi, “Paternalia”. Nota di Carlo TosettiStefano Bortolussi, PaternaliaStampa 2009, 2020 Nota di Carlo Tosetti «Gli scrittori si dividono (immaginando che accettino di essere così divisi) in due gruppi: il più ristretto, formato da quelli che sono stati capaci di tracciare nuovi cammini nella letteratura, il più numeroso, quello formato da chi arriva da dietro e si serve di questi cammini per…
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Federico Preziosi, “Variazione Madre” (Nota di G. Picchi)
Continua a leggere: Federico Preziosi, “Variazione Madre” (Nota di G. Picchi)NOTA A VARIAZIONE MADRE DI FEDERICO PREZIOSIdi Giacomo Picchi In musica, con la Variazione, si ripropone in maniera modificata un’idea musicale originale. Da questo punto di partenza è possibile individuare due punti fondamentali dell’opera di Federico Preziosi, che dopo Il Beat sull’Inchiostro e un passato nella Slam Poetry, ci regala un’opera di profondissima lucidità…
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Bustine di zucchero #37: Gesualdo Bufalino
Continua a leggere: Bustine di zucchero #37: Gesualdo BufalinoIn una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche…
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I poeti della domenica #452: Alda Merini, Pasqua 1966
Continua a leggere: I poeti della domenica #452: Alda Merini, Pasqua 1966PASQUA 1966 Se nel sonno mi aggiro e come lepre cerco ghermire tutto il caprifoglio, se mi sento di cerchi arroventata come una selva, allora penso al frutto di una notte d’more e mi domando come mai possa germogliare spiga da sì lungo tormento, e se mi cerco trovo te solo alle porte… Così…
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I poeti della domenica #451: Mario Benedetti, “Lasciano il tempo e li guardiamo dormire”
Continua a leggere: I poeti della domenica #451: Mario Benedetti, “Lasciano il tempo e li guardiamo dormire”Lasciano il tempo e li guardiamo dormire,si decompongono e il cielo e la terra li disperdono. Non abbiamo creduto che fosse così:ogni cosa e il suo posto,le alopecie sui crani, l’assotigliarsi, avere male,sempre un posto da vivi. Ma questo dissolversi no, e lasciare doloresu ogni cosa guardata, toccata. Qui durano i libri.Qui ho lo…
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Paolo Volponi, Il legno della croce
Continua a leggere: Paolo Volponi, Il legno della croceIl legno della croce Quale metafora reseverde il corpo accesedi fiamme le piagherosse e taglienti le vaghestelle dell’alba, nerele bocche azzurre, le crinieredei cavalli rotonde e interele acque a onde e bianchele valli intorno e le calancheprossime scure e turchinea costre tra le rovineconfitte e rotte intornoal legno di quel giornopiantato a croce e…