Federico Preziosi, “Variazione Madre” (Nota di G. Picchi)

NOTA A VARIAZIONE MADRE DI FEDERICO PREZIOSI
di Giacomo Picchi

 

In musica, con la Variazione, si ripropone in maniera modificata un’idea musicale originale. Da questo punto di partenza è possibile individuare due punti fondamentali dell’opera di Federico Preziosi, che dopo Il Beat sull’Inchiostro e un passato nella Slam Poetry, ci regala un’opera di profondissima lucidità poetica. Il primo punto fondamentale di Variazione Madre è la musica: l’autore, forte anche di studi in musicologia, impregna la sua opera di ritmo e musicalità che diventano anche essi una chiave interpretativa da vedere in seguito. Il secondo punto è, appunto, il variare, inteso come cambiamento di forma. Nel titolo si accosta la parola Madre alla Variazione, il che ci porta a due interpretazioni, ovvero che il variare sia origine dell’esistenza, ma anche che la femmina, già dal titolo fortemente identificata nella maternità, si caratterizza per il suo cambiamento di stato, di forma.

Divenni Figlio, Amore e infine Donna
Preziosi compie un’opera – a tutti gli effetti ben riuscita – di immedesimazione nel corpo e nella mente femminile, in un percorso identitario basato sull’empatia. Il percorso come dichiara il poeta nella prima lirica della silloge è chiaro. Si diviene figli, sin dal concepimento, privi di un’identità sessuale: ogni essere umano è stato figlio in principio, fino a una sorta di scissione per cui la natura ci porta in una strada o nell’altra, o viceversa. Diveniamo amore, in seconda battuta: il processo empatico non può prescindere dall’Amore, l’immedesimazione, il mettersi nei panni di una donna è un momento di profonda unione e amore. Solo dopo essere passati dall’amore è possibile essere una donna. C’è di più, ognuno di noi passa dall’Amore di una madre, maschio o femmina che sia, solo l’Amore rende Donna, è un passaggio obbligato. In tutta la raccolta riconosciamo il processo di immedesimazione, così che l’io poetico non parla mai come uomo, ma sempre come donna. Siamo di fronte a una poesia originale rispetto alla visione poetica della donna del passato, dove è la donna a parlare per mezzo dell’uomo, e dove l’uomo si fa donna nell’Amore.

La parola
Ed io i pensieri vi opposi ai pensieri degli occhi, dice Preziosi. I sensi traggono in inganno o per lo meno ci danno una visione della realtà appesa ad essi. Il pensiero invece, frutto della coscienza, si frappone ai sensi per rivelarci una realtà invisibile, intangibile. La parola diventa quindi non solo mezzo di comunicazione, ma mezzo per comprendere la realtà e renderla visibile a sé stessi e agli altri. La parola, costellata di significati, diventa preziosa, fonte di essenza, nel momento della scelta di quello specifico significato che gli si vuole dare: Nel coacervo dei sinonimi/ resto anonima, ma per te/ il mio nome è uno. Rapportiamo la parola alla donna con suo figlio. Prima di essere madre ogni donna è sinonimo, sono mille e mille le donne al mondo, ma per ogni figlio c’è una madre sola. La parola, quindi, come le donne, una volta pronunciata con un senso preciso diventa madre, e noi figli di essa.

Il ritmo
Il ritmo quindi diventa fondamentale nelle parole, quasi fonte di vita. Una donna, come madre, è fonte di ritmo, di attese e incontri, di ciclicità. La donna per essere madre deve trovare il suo ritmo, che inizia con il menarca. Solo allora, solo quando la donna entra nel suo ciclo, può anche divenire madre: il mentre del tempo, il mentre fuggente/ il mantra del corpo che il tempo si perde./ Sbocciai come donna, senza essere madre/ pronunciando le labbra al sentire carnale. Parola e ritmo, una cosa sola, così come di ritmo e di musicalità (oltre che di parole, ovviamente, è intrisa la raccolta). Parola e madre, prendono significato la prima con la pronuncia, la seconda con la maternità, che passa da un atto carnale, così come la parola viene parlata, così anche la madre viene ingravidata. Ognuna di loro sboccia prima, come pensiero la parola, come donna la madre. Nel ritmo si trova la loro essenza, la loro possibilità di essere.

Le mani
La parola mani si conta innumerevoli volte nelle liriche di Variazione Madre. Le mani sono una delle immagini simbolo, insieme alle dita, e allo scorrere (più in generale alla forma liquida) della silloge. Inutile dire che nella letteratura l’immagine delle mani è tra le più accostate alla figura della donna. Le mani delle donne che incontrammo/ una volta, e nel sogno, e ne la vita./ oh quelle mani, Anima, e quelle dita/ che stringemmo una volta, che sfiorammo/ con le labbra, e nel sogno, e ne la vita! recita una poesia di D’Annunzio, e ancora Con le mani/ sfiori profili di una lunga serie di segni/ che si chiamano rime, canta Alda Merini. In Preziosi le mani diventano lo strumento di auto-identificazione, servono a riconoscersi, a toccarsi, a misurarsi la metamorfosi. Il poeta nel suo percorso empatico con il femminile eleva le mani a strumento di cattura del proprio essere, a strumento di ricerca e di piacere. Non c’è donna senza un uso femminile delle mani, come non c’è parola senza suono.

Variazione
In questa silloge Preziosi parla da donna, con una naturalezza poetica impressionante e complessa, carica di simbolismo e di rimandi letterari. Un’opera finissima di un poeta giovane, ma con un’identità originale e che compie con questo lavoro un atto d’Amore e di ricerca che si cala perfettamente nel nostro tempo. Non una metamorfosi dal maschile al femminile o viceversa, ma una visione della realtà che parte dal genere umano e trova compimento con la parola. Siamo tutti umani, e in noi albergano infiniti uomini e infinite donne, quelli che non siamo mai stati, farli cantare, o cantarli, è un’opera di ricongiungimento con il reale, un’opera di caratterizzazione dell’umanità come figlia della parola. Variazione Madre ci regala un viaggio nell’introspezione più profonda, fino al nocciolo dell’anima, laddove non c’è maschio, non c’è femmina, c’è solo l’umanità, che in tutte le sue contraddizioni, trae origine in un semplice piccolo, ma gigantesco seme.

© Giacomo Picchi
[recensione già pubblicata nella rivista «Luogos», ottobre 2019]

 


Federico Prezioni, Variazione Madre, Controluna/Lepisma Floema, 2019


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