I poeti della domenica #454: Paolo Volponi, “Il vento si è disteso”

 

Il vento si è disteso
sotto la luce del Vespero
così che più lento è asceso
il buio dai fossi al tenero
verde di ogni scosceso
crinale, al rosso manero
del primo pozzo: come disceso
dentro di sé, ripreso intero
il profondo scavo, il disatteso
occhio impuro, e per verso
il riflesso (specchio infranto ancora teso
al centro dell’esterno emisfero)
fisso sul giornaliero
abisso parlante, fante incompreso,
custode o fiero
fuoco solare, sibilante, offeso
padre, o lingua mossa nel leggero
alfabeto lunare,
indifeso cerchio, solerte messaggero
da cadere subito, a picco, leso
nella sua stessa ingenuità, mero
piatto, sottile, senza peso…

Presto si scioglieva l’inveritiero
astro o in altra rotta atteso
e trascinato, a brani, nel mistero
di forme, alture, e presto steso
a falci, navicelle, vasche, veliero,
forma, faccia, ignudo prigioniero
da circo, carovana; cazzo reso
a un’imprevedibile monta, vero…

 


© da Con testo a fronte (1986), ora in: Paolo Volponi, Poesie 1946-1994, a cura di Emanuele Zinato, Prefazione di Giovanni Raboni, Einaudi, 2001, p. 215

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