Il sabato tedesco #39: Marie Luise Kaschnitz, Genazzano

“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e si propone di raccogliere riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. Genazzano, componimento che risale al 1964, rivela soprattutto nella conclusione con la forma verbale klirrten, “stridevano”, il richiamo a Metà della vita di Friedrich Hölderlin, testo che Marie Luise Kaschnitz, autrice di Genazzano, definiva “la mia poesia”. A questo link si può ascoltare la poesia recitata dall’autrice. (Anna Maria Curci)

 

Genazzano

Genazzano di sera
Invernale
Vetroso scalpitare
Degli zoccoli d’asino
Su per l’erta salita la città montana.
Qui stavo alla fontana
Qui lavai la mia camicia nuziale
Qui lavai la mia camicia sepolcrale.
Il mio volto giaceva bianco
Nell’acqua nera
Nel fogliame dei platani al vento.
Erano le mie mani
Due grumi di ghiaccio
Ciascuna con cinque ghiaccioli
Che stridevano.

Marie Luise Kaschnitz
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Genazzano

Genazzano am Abend
Winterlich
Gläsernes Klappern
Der Eselshufe
Steilauf die Bergstadt.
Hier stand ich am Brunnen
Hier wusch ich mein Brauthemd
Hier wusch ich mein Totenhemd.
Mein Gesicht lag weiß
Im schwarzen Wasser
Im wehenden Laub der Platanen.
Meine Hände waren
Zwei Klumpen Eis
Fünf Zapfen an jeder
Die klirrten.

 

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