Una domenica inedita #6: Fernando Della Posta, Tre poesie

 

L’arancia sanguinella

Mentre l’estate esala gli ultimi respiri
nella pineta, dalla buccia che tagli
sprizza nelle nari un succo non voluto,
amarognolo, rossastro, speziato.
Poi una salva di tuoni senza lo scroscio
s’abbatte, incupisce la boscaglia
e fra i tronchi e gli aghi oscurità avvolge
la nostra improvvisata stanza.
Nella tua mano appare come un’unghia
di luna.

 

Carni per cannone

Nelle foto color seppia
c’era assai carne per l’artiglieria
bocconcini per la terra nuovamente arata
dalla pioggia e le avanzate.
Ogni regime mandava assicurante
nelle tube delle casse radiofoniche
di tutte le città stordite e rintronate
brodini caldi per le candide animelle
che così dimenticavano ogni colpa
per tutte quelle guerre combattute
per dimore ancor più accessoriate.

 

Sfrontatezza porta sincerità
in dote, aderente come un gheriglio
alla polpa d’intenzioni scialbe
e accennate. L’incarnato rischiara,
stacca le figure dalla controluce
il dio si appalesa: è pace e guerra.

 

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