I poeti della domenica #423: Carlo Betocchi, L’opera comune

L’OPERA COMUNE

Per dedica all’amico poeta, critico, lettore

 

Tra noi che vale, se ti mando in dono
questi miei versi, o tu parli di me,
che vale il ricordarci quanti sono

i debiti che abbiamo l’un con l’altro,
ogni dedica è scritta, e non ce n’è
di migliori, né un lascito più scaltro

di quel che scrisse il reciproco amore
del fare insieme, senza chieder conto
di nulla che a quell’opera maggiore

ch’era, non si sa come, amore insieme
operante, che gode del suo vivere,
e noi siam nulla, l’abolito seme…

È l’opera comune che ha valore,
dimenticami, guardami nel vero
di ciò che fai con lo spontaneo cuore

sempre in quel senso dov’è il più sincero
creder comune, fiamma di candele,
ex voto che favellano al mistero,

consumando il lucignolo e le pene
nel pensier generale, e qual si spegne
prima non conta, è la vita che tiene.

 

Carlo Betocchi, da L’estate di San Martino, Arnoldo Mondadori Editore, I edizione maggio 1961, III edizione marzo 1978, pp. 13-14

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