I poeti della domenica #305: Pasquale di Palmo, Quando sto male arrivo fino a qui…

 

Quando sto male arrivo fino a qui,
dove il vento delira intorno al faro
di Punta Sabbioni
e cammino pensando
intensamente di essere un ramo
dondolato dal vento,
uno dei macigni che arginano
gli schiaffi di cobalto delle onde.
In questi giorni di fine
gennaio non c’è molto sul molo,
troppo forte è il vento
che ti buttera il volto seminascosto
dal bavero del cappotto
con una miriade di piccoli spruzzi.
Quando sto male arrivo fino a qui,
cammino stringendo al petto
un quadretto di poveri appunti
e penso di essere qualcosa di inanimato,
sasso nuvola bottiglia
che qualcuno ha lasciato sulla battigia.

 

da Paquale di Palmo, Marine e altri sortilegi, Il Ponte del Sale, 2006

2 commenti su “I poeti della domenica #305: Pasquale di Palmo, Quando sto male arrivo fino a qui…

  1. Potente il fonosimbolismo della lettera ‘r’ al v.2: rimanda all’antico dualismo, in fondo romantico, fra febbre cieca della natura e tensione dell’io verso uno stato di ‘divina Indifferenza’, verso una capitolazione della volontà vitale che è prefiguratrice della morte, ma resa dolce e desiderabile dal travestimento del soggetto in “ramo”, “macigno” o perfino “bottiglia”: tutti schermi di quell’anelito di regresso intrauterino, di quella nostalgia dell’incosciente beatitudine di prima della nascita che ognuno si porta dentro senza saperlo

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    • Basterebbe vedere un solo istante il faro di Punta Sabbioni per capire quanto sia centrato questo tuo commento: è una delle tre bocche di porto dove le acque della Laguna di Venezia incontrano il mare Adriatico. Acqua che si mescola ad acqua. Ogni considerazione sull’incosciente è automaticamente legittimata.

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