I poeti della domenica #303: Marco Papa, Se quando nacquero il pane scivolò

 

Se quando nacquero il pane scivolò
in acqua e nessun animale ne assaggiò
il tremore, se l’infanzia rifiutò
la lima e non fuggì, se la moneta
non galleggiò sul palmo della mano
e Dio non pagò il suo debito,
se due bambini ingobbirono dormendo
sulla fenditura al centro del tavolo,
in cucina, nel frastuono celestiale
dello stomaco divino, se le campane
non furono che dita picchiate fino
a sanguinare sulle stoviglie,
se tutti i sogni percorsero la loro
schiena come ratti e non trovarono
una tana scabra nel liscio specchio
del loro riposo, se la casa non fu aperta
dallo schiocco di un ruscello,
è inutile che i tuoi pensieri si immergano
nelle ceneri, ora, di Lourdes,
se tu non vibri come un canna sbucciata
dalla sua propria vergogna, se non
nascondi gli occhi come gioielli
in una più fida bisaccia, se non ti
precipiti attraverso le condutture
come un chicco di grandine
che ha perso il suo gregge.
.

Marco Papa in contrAppunti perVersi, Pellicanolibri, 1991.

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