I poeti della domenica #304: Marco Papa, Il tuo sguardo da dove proviene?

Il tuo sguardo da dove proviene? Chi guarda?
Chi ascolta? Ogni letto ha le sue rughe.
Il muro prega stando zitto, l’aria filtrando
nelle narici. Il corpo ha molti centri
di gravità: la tua parola, chi la chiama?
E la mia lingua ha un osso, non è
senza osso. Lo scambio di sguardi
tra la parete e il capo reclinato
non ha prezzo, costa troppo e poco.
La vita quotidiana è la via. Se qualcuno
sarà felice soltanto quando avrà
un tesoro da perdere intanto
lava la sua futura ricchezza nel ghiaccio.

I figli, un figlio: il nostro coma,
un prolungato zampillo esaurisce la vena.
L’attesa è gialla. Chi succhia il vento
come una pietra? I nostri corpi erano
gli ultimi gradini. (Anche l’anima, forse,
è fatta di mattoni, di quark?) I segreti
lasciano sulle labbra il loro grano
– tutto costa, ogni cosa è una lettera.

 

Marco Papa in contrAppunti perVersi, Pellicanolibri, 1991.

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