PoEstate Silva #41: Jackie Kay, da “Compagna”

Fiere

If ye went tae the tapmost hill, fiere,
whaur we used tae clamb as girls,
ye’d see the snow the day, fiere,
settling on the hills.
you’d mind o’ anither day, mibbe,
we ran doon the hill in the snow,
sliding and singing oor way tae the foot,
lassies laughing thegither –how braw,
the years slipping awa: oot in the weather.

And noo we’re suddenly auld, fiere,
our friendship’s ne’er been weary.
We’ve aye seen the warld differently.
Whaur would I hae been weyoot my jo,
my fiere, my fiercy, my dearie O?
Oor hair it micht be silver noo,
oor walk a wee bit doddery,
but we’ve had a whirl and a blast, girl,
thru the cauld blast winter, thru spring, summer.

O’er a lifetime, my fiere, my bonnie lassie,
I’d defend you –you, me; blithe and blatter,
here we gang doon the hill, nae matter,
past the bracken, bonny braes, barley,
oot by the roaring sea, still havin a blether.
We who loved sincerely; we who loved sae fiercely,
the snow ne’er looked sae barrie,
nor the winter trees sae pretty.

C’mon, c’mon my dearie –tak my hand, my fiere!

Compagna

Se salissi sulla cima del colle più alto, compagna,
dove di solito ci arrampicavamo da ragazze,
vedresti la neve oggi, amica mia,
posarsi sulle colline.
Forse ti ricorderesti di un altro giorno ancora,
di corsa sulla neve giù per il colle,
slittando e cantando fino a valle,
ragazze a ridere insieme – che meraviglia,
gli anni scivolavano via all’aria aperta.

Ora, all’improvviso, siamo diventate vecchie, sorella.
la nostra amicizia non si è mai affievolita.
Eh sì che abbiamo visto il mondo con occhi diversi.
Che fine avrei fatto senza il mio tesoro,
la mia amica, la mia amata, la mia cara?
I nostri capelli ora argentati,
il passo un po’ incerto,
ma ce la siamo proprio spassata, ragazza mia,
al freddo del gelido inverno, a primavera, d’estate.

Per tutta la vita, amica, mia dolce ragazza,
io a difendere te– tu, me; chiacchiere e risate,
scendendo giù per la collina spensierate,
oltre le felci, giù per i pendii, i campi d’orzo,
fino al fragore del mare, continuando a chiacchierare.
Noi che abbiamo amato con sincerità; con tanta intensità;
la neve non era mai parsa così bella,
né gli alberi d’inverno tanto graziosi.

Dai, su, su mia cara – prendimi per mano, compagna!

 

Night Moths

Last night when I opened my back door
ten red moths flew into my kitchen,
their paper wings, delicate as lanterns.
At night they came to light like motifs to folklore,
and now, suddenly ten, lined across my wall –
and kept so still: I wondered if they were ill.

I captured each visitor in an empty glass
— the ancestors come to many guises –
and took each one to the open door,
and watched as, under the one winged moon,
over the fence and into the starry sky,
the fluttering wings became a hello and goodbye.

Falene

L’altra notte quando ho aperto la porta sul retro
dieci falene rosse sono entrate in cucina,
ali di carta, delicate come lanterne.
Sono comparse alla luce di notte, come motivi al folklore,
ed ora, ad un tratto dieci, schierate sul muro –
così ferme che mi son chiesta se fossero malate.

Ho catturato ogni ospite con un bicchiere vuoto
— gli antenati tornano sotto molte spoglie –
e portata una a una verso la porta aperta,
e osservato, sotto la luna con un’ala sola,
oltre il recinto fino al cielo stellato,
le ali svolazzanti nella forma di un saluto e di un commiato.

 

Granite

I found the quine and I found the loon
in the sparkling granite toon,
jist as the haar wis comin doon,
jist as the cloud had slaired the moon.

The father’s face is set in stane,
the mither cries and’s all alane.
I’ve wandered richt up Gaelic Lane
doon Union Street and back agane.

Jist as granite comes fray grain,
gin they’ll be grown folk search in vain,
tracking doon the past in the rain,
as long as you’d ca’a a stane a stane.

Granito

Ho trovato un ragazzo e una ragazza
nella luccicante città di granito
al calare della foschia marina
al velarsi della luna.

Il volto del padre scavato nella pietra
la madre a piangere tutta sola.
Ho vagato fin sulla Gaelic Lane
giù per Union Street e ancora indietro.

Proprio come granito deriva da grana,
così dei vecchi cercheranno invano,
le tracce del passato nella pioggia,
a patto di chiamare le cose con il loro nome.

 

Jackie Kay, Compagna. Poesie con testo originale a fronte tradotte in italiano da Floriana Marinzuli e da Bernardino Nera, Ladolfi, 2018

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