Tiziana Marini, Inediti

La penombra è viva

Sediamoci davanti ai pini.
c’è la brezza che riluce
e di resina ogni ago veste
il tramonto
com’era un tempo
come sarà fra vent’anni.
Eppure
pesa  una rondine il cielo
cambia in notte presto
e non c’è tempo d’imparare
che più degli uomini durano
le cose.
Solo la penombra è viva
quel lento diventare luce del buio
quando il sole torna
nel vuoto spazio tra due parole.

 

Il flauto-vento

Tornare indietro
cercare una nuvola
sul ciglio del cuore
e l’impronta del cielo.
Le carezze rimaste a metà
o solo pensate
la lieve allegria
troppo a lungo invisibile.
Cercare nell’erba
il brillare del sole
lo specchietto smarrito.

Prendersi cura di sé
quel tempo, tanto o poco
che basta
che non sia troppo
che non si resti
a lungo soli.
E infine tornare
flauto-vento sul mare
a resettarlo.
Finalmente.

 

Il tempo di un pane

È giunto il tempo di lasciare l’ombra
all’abitudine
di rifugiarsi in lei
di allenare le mani alle assenze
alla carezza che trasforma il vuoto in te.

Vai che si fa sera presto
e le spighe durano il tempo di un pane.

 

Lentamente, in giardino

Quando le foglie sono finite
e le nuove ancora lontane
in quel riposo d’attesa
senza misura
quando la casa
avrà mille ore dispari
da passare
e per un’ombra improvvisa
per un rumore familiare
d’erba calpestata
o di fiore sbocciato anzitempo
pensandoti qui
io guarderò fuori
ti vedrò camminare
lentamente in giardino
tra la mimosa  e la camelia
fiorite a gennaio
nel solco preciso del tuo ricordo.

 

TIziana Marini è poetessa e pittrice. Nata a Montalcino, ha studiato Lingue e Letterature straniere presso l’Università La Sapienza di Roma. Per alcuni anni si è dedicata all’insegnamento. Come poeta ha ricevuto numerosi riconoscimenti in vari premi letterari. Suoi testi poetici sono presenti in molte riviste letterarie, antologie e siti di letteratura. Ha pubblicato le raccolte di poesie Solo l’anima vede (Pagine, 2011) e Passa il cuore sulla terra (Tracce, 2014), entrambe con la prefazione di Plinio Perilli e Lo scatto della lucertola (La Vita Felice, 2016) con la prefazione di Sabino Caronia. Si dedica da alcuni anni alla fotografia ricevendo numerosi consensi. È autrice di racconti, prefazioni, traduzioni, recensioni di cinema e letteratura.

2 comments

  1. Sono testi da cui traspira una serena limpidezza di sguardo. La vicenda umana, nella sua caducità, rientra nel ritmo sapiente con cui gli alberi respirano: è come già scritta, riecheggia il ripetersi dei giochi di luce e d’ombra che si alternano fra i rami con l’avanzare e declinare del giorno; e sembra che ogni evento, tanto della nostra esistenza quanto di quella naturale, risponda a una stessa, intangibile sintonia. Osservati sotto questa luce morbida, pomeridiana e discreta, anche perdite e addii appaiono riscattati, e il dolore privato trova la sua compensazione nella meraviglia di una precoce fioritura invernale.

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