Eutanasia
Ma non sarà così.
Un conto è scriverlo, un conto che sia vero.
Il trabiccolo che sul breve e basso orizzonte
Guardano alcuni meravigliati che arranca
S’infosserà lui pure in un punto qualsiasi.
Morto in Libia – dicevano.
Poco probabile che ci sarà dolore.
Non hai idea di cosa vuol dire
E se l’avessi – non è
Roba che si racconta.
Loro faranno tutt’al più una smorfia
Come a un ciclone molto lontano da qui.
Sì, c’è un personaggio femminile nella storia
Che dovrà pronunciare battute
Press’a poco di questo tenore – quante
Lacrime inutili, quando spaccarsi i nervi
Per cose già successe, nulla
Di nuovo.
Il maschio è meno drammatico.
Finalmente padrone di sé
Scoprendosi pancia e pace comunica
All’amico che ha fatto lo stesso sentiero:
È proprio vero, avevi ragione tu,
Fanfaluche.
da Il male dei creditori (Mondadori, 1977)


Una replica a “I poeti della domenica #264: Giovanni Giudici, Eutanasia”
L’ha ribloggato su PROSPECTUS.
"Mi piace""Mi piace"