Inediti di Gaia Ginevra Giorgi

Photo by Jilbert Ebrahimi on Unsplash

.

il mio mestiere ha a che fare con il silenzio
– con il dolore elementare raccolto nelle stanze
: ascoltare l’acqua che gonfia la terra, la luce
che la filtra, misurare a lunghi sonni le radure
saper battere in ritirata. scavarmi un buco nello sterno
ritrovare i fili che mi portano
le radici che mi tengono

 

*
le sere d’estate mia madre
stava seduta di là come il cielo sta sul mare
e nelle cose del sole, rilegava l’orrore
a uno spazio diverso
alle stanze degli ospedali
dove non mi era permesso entrare

 

*
le tue apparizioni nuvolose
nella fluorescenza dei bicchieri
svaporano al chiarore
violaceo del risveglio

perché mi fiorisci dentro
a ogni sonno, silenzio
e abbandono

(cresco falena devota alla tua luce di pietra)

come posso perdonare questo tuo non essere più
di ossa e respiro – in stato di carne e declino
come posso perdonare i corpi degli altri
…………………………………………..– il mio polso che batte
se io di te non ho che lampi di luce,
lo scheletro intoccabile della tua giovinezza

 

*
ho perso le braccia – la lingua anchilosata
le caviglie inchiodate al materasso

la verticalità appartiene ai palazzi,
l’orizzonte ai morti e alle figlie impazzite
che pregano e aspettano
la capitolazione del giorno

 

*
darti da bere non basta più

questo mio sbattere e eternamente
tornare all’innesto dei corpi in amore
questo mio ostinato attraversare
venire da te con le labbra spaccate
a cercare perdono – la nostra bandiera scucita

ti celebro solo sui fogli bianchi
e nei sonni più infantili
ma celebro inciampi e spegnimenti
ti cerco nei meccanismi di penetrazione
e raccoglimento ma ti perdo
nelle camere subacquee degli hotel

per scrivere servono mani immacolate e vuote
darti da bere non basta più

 

*
bella come un’infanzia giocata
con i maschi nei cortili
ti vedo, amica mia
bella nella tua giacca azzurra
vorrei leccarti i polsi, curarti gli affanni
e benedirti il destino
sei più bella ora che ti hanno segnato
la fronte – dice amatemi
al di là del bene e del male

.

© Gaia Ginevra Giorgi

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