#PoEstateSilva #18: Sofia Fiorini, La logica del merito

PoEstate Silva #18: Sofia Fiorini, La logica del merito – InternoPoesia, 2017

*

Io aspetto i giorni liberi
poi spreco le estati.
Programmare di sbocciare
nelle ore bianche,
utile come sperare nel vino;
non c’è bocca che rifiuti questo calice
né labbro che lo baci mentre beve.
La gentilezza degli estranei
nei miei passi
– sono ospiti che non rovinano la casa.
Al mio sorriso divino non penserai
quando altri ti sorrideranno bene.

*
Quando dicevi di odiare le porte
per sbatterle di più, farti sentire,
e maledicevi alle stagioni
gli stessi fiori rossi che accudivi,
sappi, io ho ascoltato ogni bestemmia;
te lo vedo ogni volta sulla faccia
che è la tua infedeltà concessa.
Se è così che provi a non morire,
ancora ti permetto di guardare:
sarò per te il ciclamino cremisi,
ti ripeterò nel tenermi al caldo.

*

Perché mai dovrei contare
quanto dista la pena dal giorno
– la luce tra te e un nuovo bosco di scale,
finché tornarti addosso è tornare alla terra
e dormirti in mano scendere in strada
senza chiudere la porta,
come fidarsi del mare che viene?
Tu che ricevi così bene
la mia stanchezza,
che crederti è come una resa:
che in Te si chiuda il giorno
è metodo e gioco delle mie ore,
che tregua e nervi stia tutto
tra il buio e il tuo nome.

*
Fino a che punto di questo spazio
tradirti i confini e i tuoi stessi passi
portarli in giro obliqui e poi voltarti
miope, ricominciare alla finestra
bianca sempre la stessa sigaretta.
Sei pazzo e sei disposto ad ingannare
per questi fiori ciò che di te resta,
alla fine sul tavolo una cenere
vederli nevicare e la tua mano
la neghi fino a dove può cadere.

*

Eri degno di qualcosa di meglio
tu volto che ti mostri e ti nascondi,
riappari a un certo punto come un pezzo
di un lontano mio capire non risolto.
Perfino ora – ancora mi ritorni,
io sposa mi poso sul tuo braccio
o ancora meglio silenziosa lascio
che sia tu a chiederti la fine del mio
corpo per te, cosa può sfidare.

*
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::Tempo di pace questo nostro disgraziatissimo
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::Patrizia Cavalli

Mentre precipitava intero l’anno
su di noi faceva coda e la minaccia
ci stringeva come un freddo che morde
la bocca, che bella e che incosciente
ero – mi vedo – pronta a te che saresti
stato tutto il sicuro nido necessario
a custodire la vita al nuovo mondo;
che se il nostro tutto fosse andato
perso in uno scoppio, allora il fiore
primo avrebbe avuto la tua faccia
a spiegare l’uomo e la sua traccia.

*

© Sofia Fiorini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...