Riletti per voi #2: Lady Bell, Piccolo manuale di giochi per viaggiatori

Riletti per voi è una rubrica con la quale intendiamo richiamare l’attenzione su testi letterari che, a distanza di anni dalla loro prima pubblicazione, conservano intatte bellezza e verità. La seconda puntata è dedicata a un manualetto “sui generis”, nato con intenti quasi bellici e diventato, per il lettore d’oggi, motivo di sorriso.

Sellerio 1990, traduzione e cura di Loredana Polezzi.

Sellerio 1990, traduzione e cura di Loredana Polezzi.

Che il viaggio non fosse più questione di nobile iniziazione e di Grand Tour, ma accessibile, se non necessario, ad ogni livello sociale e sotto qualsiasi motivazione, questa era cosa che non dava certo piacere all’aristocratica Florence Evelyn Eleanor Bell.
Autrice di commedie, romanzi, articoli, libri per ragazzi, sempre attenta ad analizzare ciò che considerava come il decadimento della morale comune (emancipazione femminile su tutto), Lady Bell decise di prendere la penna nel 1889 per equiparare la stereotipata conversazione salottiera a un gioco di scacchi (Come aprire e chiudere una conversazione), dimostrando la perdita di ogni raffinatezza di fronte alla scelta asettica di mosse obbligate.
Come sottolinea la curatrice di Piccolo manuale di giochi per viaggiatori (Sellerio 1990), Loredana Polezzi, la formula funzionò: sovrapporre gioco e comportamento umano, non come accostamento antropologico ma come se il degrado dei costumi visto dalla Bell facesse dell’uomo moderno una bambolina osservabile, priva di qualità, preda di comportamenti stereotipati.
Dopo Piccolo manuale di giochi per salotti londinesi, dunque, e Piccolo manuale di giochi per dimore di campagna, il nostro Piccolo manuale di giochi per viaggiatori offre un ritratto caricaturale di chi si sposta per vacanza o per lavoro. Il titolo è una trappola: non sono offerti passatempi per i viaggiatori, ma sono loro stessi, come pedine da osservare sulla scacchiera, il gioco di cui Lady Bell spiega le regole a un complice lettore, che si presume aristocratico come lei e come lei giudicante ciò che osserva. La satira è più che feroce; e parte del fascino del libro per il lettore di oggi, sottolinea ancora Loredana Polezzi, è nell’impossibilità di poter essere dalla parte dell’osservatore. Ciò che è osservato è troppo radicatamente simile a noi per poter essere preda di sarcasmo: i tic, gli imprevisti, la gestione dello stress sono descritti con una bravura deliziosa dalla quale il tempo ha eroso ogni giudizio.
Chi non ha mai giocato a “Vengo anch’Io”?

Si tratta di un gioco ben noto in ogni paese civilizzato. Sono sufficienti pochissimi giocatori, ma, nel contempo, si richiede una lunga preparazione, a volte di natura molto complessa. Nella versione più comune del gioco, troviamo due giocatori da un lato ed uno dall’altro. Quest’ultimo viene detto La Cosa, gli altri due I Giocatori. Si può anche giocare con due Cose, ma la partita risulta più interessante, perché più combattuta, quando La Cosa gioca da sola contro gli altri due.
Non appena I Giocatori si sono accordati sul punto che costituirà La Meta, il gioco ha inizio. L’intento dei Giocatori è quello di arrivare alla Meta senza che La Cosa indovini il nome del luogo convenuto. Si tratta di un compito molto arduo per I Giocatori, che debbono stare bene in guardia contro gli approcci insidiosi della Cosa. Soprattutto, non debbono mai menzionare il nome del luogo che è stato prescelto come Meta. Qualora, inavvertitamente, lo facciano, La Cosa potrà gridare all’istante «Vengo anch’Io! Vengo anch’Io!», il che le assicura una vittoria pressoché certa. A partire da questo momento infatti, il gioco assume un andamento sempre più sfavorevole ai Giocatori, che di solito finiscono per essere ignobilmente sconfitti.

Particolarmente feroce, la Bell, contro le donne che viaggiano. Come nel gioco di prestigio “Il Baule Magico”, che consta nel far riposare una valigia piena, svuotarla e ritrovarne la capienza ridotta di un terzo. O nel complesso ma ancora molto giocato “Come sconcertare un’Amica”, che si svolge su due tempi e luoghi: a Casa, dove l’Amica dovrà fare una serie di proposte culminanti con una gita cui rispondere “Sì” e chiudere con la domanda “Siamo già state insieme fin troppo a lungo?” cui rispondere “No”, e presso la Meta concordata, all’arrivo, dove al contrario bisognerà rispondere “No” a tutte le proposte e “Sì” alla domanda “Siamo già state insieme fin troppo a lungo?”.
Esiste anche, in questi giochi tutti al femminile, un personaggio fisso, chiamato Alma, da un tipo di dama cinese (Halma). Se la Alma a bordo nave non ci parla più molto, Lady Bell ci garantisce che:

Accanto alla versione oceanica del gioco, c’è da aggiungere che un’Alma è in grado di garantire divertimento a non finire anche a tutti coloro che viaggiano per via di terra, servendosi di mille scherzetti diversi – come sparire nel nulla quando servono le chiavi, salire sul treno sbagliato al momento di cambiare, rifiutarsi di mangiare ogni volta che è possibile ottenere un pasto, e poi svenire di inanizione al momento dell’arrivo. Ad ogni buon conto, un’Alma di prima qualità ha sempre mal di testa in treno.

“E Questo Dove lo Metto? – Detto anche Souvenirs” richiede invece «un numero sufficiente di cianfrusaglie inutili», «particolare destrezza, un po’ come se i Bauli dei Viaggiatori fossero Bauli Magici – e si tenga presente che parte del potere magico consiste nel fatto che non è possibile prevedere in anticipo quale Baule ne risulterà dotato» e qualche «Caro».
Ma quello tuttora più giocato e facilmente osservabile è il gioco tra La Cosa e Il Giocatore in “Biglietti! – Detto anche la carta mancante“: La Cosa nasconde un cartoncino da qualche parte, possibilmente addosso a sé, Il Giocatore si presenta alla porta e grida Biglietti!, e a quel punto seguirà un ballo de La Cosa, prima in coppia con Il Giocatore poi da solo, in cui infilerà le mani in ogni fessura del proprio vestiario. «Di agitazione ce n’è in abbondanza, e se solo ci fosse qualcuno che canta la si potrebbe definire una Sceneggiata».

© Giovanna Amato

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